La scuola

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La scuola

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Titolo originale La scuola
Lingua originale italiano
Paese Italia, Francia
Anno 1995
Genere commedia
Regia Daniele Luchetti
Soggetto Domenico Starnone
Sceneggiatura Daniele Luchetti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Domenico Starnone
Interpreti e personaggi

La scuola, film italiano del 1995, regia di Daniele Luchetti.

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Dedicato a chi non è mai stato il primo della classe...

Frasi[modifica]

  • Tutti prima o poi hanno voglia di ammazzare la propria madre. (Preside)
  • Preside, anch'io mi sento di condividere a grandi linee il giudizio del professore di Lettere. Però i più nella mia classe sono nati per zappare. Per cui, se io li mandassi a vangare in cortile, sarebbero più contenti loro e sarei più contento io. (Mortillaro)
  • Preside, Astariti non è bravo, Astariti è un "primo della classe". Astariti non c'ha i capelli tagliati alla mohicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato, si dispone al lato della cattedra senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause: tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro! Alla fine gli metto 8, ma vorrei tagliarmi la gola! [...] Ma perché Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno! (Vivaldi)
  • C'è chi è nato per studiare e chi è nato per zappare. (Mortillaro)
  • Uno, almeno uno fammelo bocciare. (Mortillaro)

Dialoghi[modifica]

  • Vivaldi: L'ultima cosa sul concetto di pace, a proposito dei romani. Per i romani la pace incominciava quando riuscivano a imporre il proprio dominio su un altro popolo. Nel linguaggio comune utilizzavano il termine pax anche per dire sta zitto tu, basta, non mi scocciare. Ma la pace è un'altra cosa: il pacifico non è un pacioccone, per cui voi parlate, parlate sempre. Fate come fanno i francescani, che dicono pace e bene. E quando vedete che il concetto di pace non si unisce a quello di bene, gridate. Perché certe volte la pace va gridata, certe volte la pace va urlata.
    Timballo Pace! Pace!
  • Mortillaro: Tutti che vogliono andare a scuola: beduini che vogliono fare i medici, beduini che vogliono fare i professori! E ditelo, voi volete un mondo senza beduini!
    Vivaldi: Mortillà, tu non devi bere, che poi i beduini sono ottime persone. Sei un razzista.
    Mortillaro: Eccolo là, ha parlato il difensore dei beduini. Beduini, accomodatevi!
    ...
    Mortillaro: Qualcuno avrebbe dovuto avvisarmi, e io non ci sarei proprio andato a scuola! Avrei lasciato perdere! E invece nessuno mi ha detto niente, e mi hanno fatto prigioniero a sei anni, una creatura! E non mi hanno rilasciato più. E a che pro?
    Lugo: Non lo so.
    Mortillaro: In trent'anni di carriera avrò avuto 3-4000 alunni e uno, ma dico uno, che abbia fatto carriera? Nessuno! Ma perché in trent'anni di carriera non ho incontrato nemmeno un membro della futura classe dirigente? Tu te le poni queste domande? Perché la classe dirigente non viene a studiare il francese da me? Ma che c'ho fatto io alla classe dirigente? ... Io sono entrato nella zona della morte.
  • Preside: Mortillaro, lei conferma il 5 a Coffaro?
    Mortillaro: 5, 6. È nato beduino? E beduino resta!

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