Mario Cipollini

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Mario Cipollini

Mario Cipollini (1967 – vivente), ciclista italiano.

  • Così Davide [De Zan] stavolta mi ha portato una cosa sua. Cioè, sua e di suo padre. Era una foto di Adriano. Sorrideva. Me la sono messa nella tasca della maglia. In corsa ho pensato a lui. E pregavo: Adriano cerca di darmi un po' di energia, anche da lassù, se puoi. Così è andata. [Dopo la vittoria alla Milano-Sanremo 2002, ricorda l'amico Adriano De Zan scomparso l'anno prima] (citato in «Ho pregato perché mi uscissero tutte le forze e Adriano mi ha spinto» di Giancarlo Padovan, da Corriere della sera, 24 marzo 2002)
L'Équipe, dicembre 2010
  • La nuova generazione [di ciclisti] è divenuta troppo conformista.
  • I campioni della storia avevano dei volti ruvidi, sembravano tori dalle narici fumanti. Erano capaci di sopportare le sofferenze peggiori e portavano con sé dei sogni straordinari. E puntavano sull'aggressività per sopravvivere dove gli altri morivano. Ades­so io non sento più, nei leader, lo stesso bisogno interiore di affermarsi. Il machismo sta sparendo.
  • Il mio era un ciclismo tutto diverso. Prima di lanciare uno sprint, io mi sentivo un gladiatore, pronto a tutto per mantenere la mia posizione. E quando perdevo, non ero capace di andare a complimentarmi con chi mi aveva battuto [...]. Io odiavo il mio avversario perché mi aveva tolto il pane di bocca. Aveva ru­bato il mio momento, la mia gioia, la mia fierezza. Io avevo bisogno di metabolizzare la mia sconfitta. E se qualcuno era stato scorretto, avevo l'istin­to di alzare le mani, spinto dagli ormoni, dall'adrenalina.
  • Contador ha il volto anonimo di un geometra, di un ragioniere. Quando si alza sui pedali, non lo sento vibrare. Non ha lo stile tipico di un campione che è pa­drone della sua bicicletta, non ha l'armo­nia di un Merckx che, in pieno sforzo, sembrava potesse piegare la bicicletta tanta era la forza delle sue braccia.

[modifica] Citazioni su Mario Cipollini

  • Mario Cipollini sembra Ganimede, il coppiere degli dèi, rapito alle corse di questo mondo e consegnato definitivamente alle esuberanze dell'Olimpo. Come Ganimede anche Cipollini è di una bellezza assoluta, antica, perfettamente levigata fuori da ogni scoria del passato e da ogni ingiuria del futuro [...] (Giancarlo Padovan, «Ho pregato perché mi uscissero tutte le forze e Adriano mi ha spinto», da Corriere della sera, 24 marzo 2002)

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