Adriano De Zan
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Adriano De Zan (1932 – 2001), giornalista e telecronista sportivo italiano.
- Non c'è niente da fare... quando la strada si rizza sotto i pedali Pantani è il più forte. (citato in I miti del ciclismo, Rai Trade – Gazzetta dello sport)
[modifica] Gentili signore e signori buongiorno
- Beveva e fumava, Gastone. Era un prodigio della natura, un atleta votato alla lotta.
- Da dilettante Gastone era un ragazzo forte e acerbo, incapace di correre con giudizio tattico.
- Eddy Merckx è stato certamente più cannibale di quanto il suo carattere e il suo fisico lo rendessero tale, proprio per un approccio mentale tutto particolare. Quando Eddy correva, non lo faceva pe se stesso o per la squadra che lo pagava profumatamente, ma per un'intera nazione che regolarmente lo seguiva, trepidava ad ogni sua impresa.
- Eddy Merckx è stato il primo grande ciclista borghese.
- Eddy Merckx non ha maturazioni, né lente, né veloci, è subito Merckx, in tutta la sua devastante forza.
- [Fiorenzo Magni] Era un vero toscano, geniale e focoso.
- Fausto Coppi era un metodico aveva un menu d'allenamento tutto particolare.
- Gastone era un toscano di poche parole ma definitivo. Quando gli toccava parlare, le sue parole erano taglienti come quelle di un eroe di un film western.
- Gimondi è stato un corridore concreto, saggio, parsimonioso, e oggi continua ad esserlo.
- Il ciclismo, per lungo tempo, è stato un dolce racconto mediatico che ha fatto leva sulla fantasia del narratore e di chi ne ha fruito. [Riferendosi a quando esistevano solamente le radiocronache]
- [Parlando di Fiorenzo Magni] Fiorenzo era Magni, uno dei più grandi interpreti del ciclismo italiano e mondiale di quegli anni.
- Ho fatto malamente il ciclista per essere inattaccabile davanti al microfono. E con quello strumento tra le mani, mi sono divertito un mondo.
- Ho pedalato tanto, in gioventù. E questo mi ha permesso di capire fino in fondo cosa significasse fare fatica in sella ad una bicicletta.
- La bicicletta è stata, per la donna, subito accessibile, senza divieti, senza remore di puritanesimo, senza scomuniche.
- La professione di telecronista mi ha soprattutto divertito.
- La vita al giro, non so se questo posso dirlo, mi sembrava un'autentica presa in giro, quindi una vita conforme.
- [Parlando di Fiorenzo Magni] Magni è stato un corridore che ha capito anni luce prima quello che altri nemmeno riuscivano a immaginare. Fu lui a capire che gli sponsor, gli abbinamenti, sarebbero stati la fortuna del ciclismo e dello sport.
- Nella vita Gimondi ha imparato subito ad aspettare, anche se il suo dialogo con la vittoria è stato precoce.
- Non ho mai nascosto la mia cronica simpatia per Fausto Coppi, ma non posso neppure nascondere una profonda stima per il suo rivale di sempre, Gino Bartali.
- Oggi il ciclismo è certamente cambiato, ha raggiunto una «democratizzazione» molto più evidente: tutti posso vincere, tutti hanno la possibilità di fare la loro corsa, e le spinte, dopo un patto fra galantuomini, sono state definitivamente bandite.
- Riesco solo a ricordare Fausto senza alcun difetto.
- Tifavo per tutti ma sapevo che con Gimondi potevo andare sul sicuro, perché non tradiva mai.
- [Parlando di Fiorenzo Magni] Un fantastico campione, un uomo che ha saputo lottare senza timori al pari di campioni del calibro di Bartali e di Coppi.
- Una volta Adorni mandò in fuga appositamente Baffi, Bruni e Pettinati. E in un campionato italiano di Acitrezza, c'era un traguardo di Ficarazzi, e facevano sempre vincere Cazzolato.
[Adriano De Zan, Gentili signore e signori buongiorno: cinquant'anni di ciclismo, Baldini & Castoldi, Milano 1999. ISBN 88-8089-448-X]
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