Sei Shōnagon

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Sei Shōnagon mentre guarda la neve

Sei Shōnagon (清少納言 Shōnagon Sei) (965/967 – dopo il 1010), scrittrice giapponese.

Incipit di Note del guanciale[modifica]

L'aurora a primavera:[1] si rischiara il cielo sulle cime delle montagne, sempre più luminoso, e nuvole rosa si accavallano snelle e leggere.[2] D'estate,[3] la notte: naturalmente col chiaro di luna; ma anche quando le tenebre sono profonde. È piacevole allora vedere le lucciole in gran numero rischiarare volando l'oscurità, oppure distinguere solo le luci di alcune di loro. Anche quando piove, la notte ha un suo fascino.

Note[modifica]

  1. Secondo il calendario lunare in uso nell'antico Giappone, le stagioni erano suddivise con criterio diverso dal nostro. La primavera comprendeva il primo, il secondo e il terzo mese dell'anno.
  2. In giapponese è frequente l'uso di frasi in cui, ai nostri occhi, il verbo sembra mancare. La prima frase delle "Note" di Shonagon dice: "Haru wa akebono" che, letteralmente. significa: "In primavera l'aurora", ma si deve intendere: "In primavera l'aurora è quanto c'è di più piacevole".
  3. L'estate comprende il quarto, il quinto e il sesto mese.

Bibliografia[modifica]

  • Sei Shōnagon, Note del guanciale, a cura di Lydia Origlia, SE Studio Editoriale, 1988.

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