Taxi Driver

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Taxi Driver

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Titolo originale Taxi Driver
Paese USA
Anno 1976
Genere drammatico
Regia Martin Scorsese
Sceneggiatura Paul Schrader
Produttore Julia Phillips, Michael Phillips, Columbia Pictures
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Palma d'Oro al Festival di Cannes

Taxi driver, film statunitense del 1976 con Robert De Niro, regia di Martin Scorsese.

Tagline
In ogni strada di questo paese c'è un nessuno che sogna di diventare qualcuno. È un uomo dimenticato e solitario che deve disperatamente provare di essere vivo.

Frasi[modifica]

  • Ogni volta che riporto la macchina in garage devo ripulire i sedili, sono sempre impiastrati. Certe volte c'è perfino del sangue. (Travis Bickle)
  • Dodici ore al volante e non riesco a dormire... Porco mondo! I giorni sono interminabili, non finiscono mai. (Travis Bickle)
  • Io ho sempre sentito il bisogno di avere uno scopo nella vita, non credo che uno possa dedicarsi solo a se stesso, al proprio benessere. Secondo me uno deve cercare di avvicinarsi alle altre persone. (Travis Bickle)
  • La prima volta che la vidi fu all'ufficio della campagna elettorale per Palantine a Broadway. Aveva un vestito tutto bianco e mi apparì come un angelo in mezzo a tutto quel sozzume, è sola ma loro non osano neanche sfiorarla. (Travis Bickle)
  • Nove maggio. Grazie al cielo è venuta la pioggia, è servita a ripulire un po' le strade dalla immondizia che si era ammonticchiata. Lavoro tutta la notte adesso, dalle sei del pomeriggio alle sei del mattino, certe volte anche la domenica; è una fatica ma almeno mi tiene sempre occupato. Guadagno trecento, trecentocinquanta alla settimana, certe volte anche di più, quando faccio senza tassametro. Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre. Io vado per tutta la città, lavoro a Bronx e Brooklyn, lavoro anche ad Harlem che è pieno di negri, io me ne frego del colore della pelle ma certi ci badano, certi miei colleghi i negri non li portano, per me non fa nessuna differenza. (Travis Bickle)
  • Cercai tante volte di telefonarle ma poi non veniva più neanche al telefono. Le mandai dei fiori ma me li riportavano tutti a casa. L'odore dei fiori mi dava la nausea, e il mal di testa mi torturava. Mi pareva di avere il cancro allo stomaco... Non dovevo lamentarmi però, la salute è una cosa che dipende da come ti senti. Più pensi di sentirti male e più... stai... male. (Travis Bickle)
  • Solo adesso mi accorgo quanto lei assomigli a tutti gli altri. Fredda e insensibile. Ce n'è tanta di gente così, specialmente le donne. Sono tutte uguali. (Travis Bickle)
  • La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c'è scampo: sono nato per essere solo. (Travis Bickle)
  • Oggi è l'otto giugno, la mia vita ha preso di colpo un'altra piega, i giorni passavano senza niente di nuovo uno dopo l'altro, impossibile distinguerli, tutti uguali, tutti in fila. Poi all'improvviso ecco il cambiamento. [Travis decide di acquistare un'arma] (Travis Bickle)
  • Ventinove giugno, adesso devo rimettermi in forma, stare seduto tutto il giorno mi ha fatto diventare flaccido, i muscoli sono spariti: da oggi in poi cinquanta flessioni tutte le mattine, cinquanta flessioni... niente più tranquillanti niente più cibo cattivo... lontano dai nemici del mio corpo d'ora in poi la mia vita sarà riorganizzata, tutti i muscoli dovranno essere tesi. (Travis Bickle)
  • Era un'idea che andavo rimuginando da parecchio tempo, era lui, era lui il simbolo di tutto quello che di male era sempre successo a me. (Travis Bickle)
  • Ah sì certo, ah ah... Vaffanculo figlio di puttana, ti ho visto arrivare sai, pezzo di merda, avanti, avanti su, io non mi muovo, non mi muovo dai, prova a muoverti tu, e muoviti... Non ci provare stronzo. Ma dici a me?[1] Ma dici a me? ... Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di', ma con chi credi di parlare tu? Ah sì è e, va bene... [con una pistola in mano, mentre si guarda allo specchio] (Travis Bickle)
  • State a sentire stronzi figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza e non ho intenzione di... State a sentire stronzi, figli di puttana io ne ho abbastanza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto anche troppa pazienza, ho avuto troppa pazienza con voi sfruttatori, ladri, drogati, assassini, vigliacchi. Ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di farla finita, ho deciso di... sei morto! (Travis Bickle)
  • Walt Whitman, nostro grande poeta, ha parlato per tutti noi quando ha detto: «Io sono quell'uomo, io ho sofferto, io c'ero»[2]. E oggi io dico a voi, "noi siamo il popolo, abbiamo sofferto, noi c'eravamo". Noi, il popolo, abbiamo sofferto nel Vietnam. Noi, il popolo, abbiamo sofferto e soffriamo ancora per la disoccupazione, l'inflazione, la criminalità e la corruzione. (Charles Palantine) [durante la sua campagna elettorale]
  • Cari papà e mamma, vi ricordo che il mese di luglio è quello nel quale cade non solo l'anniversario del vostro matrimonio ma anche l'onomastico di papà e il compleanno della mamma, mi dispiace di non ricordare le date esatte ma con questa mia vi faccio gli auguri per tutte e tre le feste, mi dispiace anche di non potervi mandare il mio indirizzo come vi avevo promesso l'altr'anno ma la delicatezza del lavoro che faccio per il governo richiede la più assoluta riservatezza, so che mi capirete. Io sto bene in salute e guadagno molti soldi, frequento una ragazza da parecchi mesi e so che sareste molto contenti se la vedeste, si chiama Betsy ma più di questo non vi posso dire. Spero che questa mia vi trovi in buona salute come pure sono io, spero che nessuno sia morto, non vi preoccupate per me... un giorno sentirete bussare alla porta e mi vedrete entrare. Vi abbraccio. Travis. (Travis Bickle)
  • [Scitta nel biglietto destinato a Iris] Dear Iris: This money should be used for your trip. By the time you read this, I will be dead. Travis [Traduzione] Cara Iris: Questo denaro deve essere utilizzato per il tuo viaggio. Quando leggerai questo, io sarò morto. Travis. (Travis Bickle)
  • Adesso vedo con chiarezza che la mia vita ha avuto un solo scopo, adesso l'ho capito. Non c'è mai stata altra scelta per me. (Travis Bickle)
  • Pazzo figlio di puttana! Fottuto figlio di puttana! Io t'ammazzo, t'ammazzo, t'ammazzo, t'ammazzo! Maledetto figlio di puttana! T'ammazzo, t'ammazzo! Porco schifoso! Bastardo fottuto! T'ammazzo, t'ammazzo, brutto pazzo figlio di puttana! T'ammazzo, t'ammazzo, t'ammazzo, t'ammazzo...! AHHH! (Affittacamere)[a Travis che poi lo ammazza con un coltello e un colpo di pistola alla testa]
  • Caro signor Bickle, non so dirle quanto mia moglie e io siamo lieti della notizia che lei si sta rimettendo ed è in via di guarigione. Volevamo venirla a trovare in ospedale quando siamo venuti a New York a prendere Iris, ma lei era ancora in coma. Non sappiamo proprio come sdebitarci con lei per averci fatto recuperare la nostra Iris. Credevamo di averla persa, e adesso la nostra vita è come ricominciata. Non c'è bisogno che io le dica che lei è un eroe per noi e per i nostri amici. Immagino che lei vorrà sapere qualcosa di Iris; è tornata a scuola, e studia moltissimo. Il cambiamento è stato molto difficile per Iris come lei può immaginare, ma noi abbiamo preso tutte le precauzioni perché non abbia mai più ragione di andarsene da casa. Insomma, mia moglie e io vogliamo ancora ringraziarla dal profondo del cuore per quello che ha fatto. Purtroppo noi non ci possiamo permettere di venire un'altra volta a New York per ringraziarla personalmente, se no lo faremmo. Ma se lei dovesse venire a Pittsburgh, le assicuro che sarebbe l'ospite più gradito nella nostra casa. I nostri più sinceri ringraziamenti. Burt e Ivy Steensma. (Lettera del padre di Iris a Travis)

Dialoghi[modifica]

  • Datore di lavoro: Insomma, qual è il tuo problema?
    Travis: Passo la notte in bianco.
    Datore di lavoro: E vatti a vedere i porno film.
    Travis: C'ho provato, ma è lo stesso.
    Datore di lavoro: E allora che fai la notte?
    Travis: Vado in giro fino al mattino in metropolitana. Allora ho pensato, se è così è meglio che mi faccia pagare.
    Datore di lavoro: Che quartieri preferisci? South Bronx, Harlem?
    Travis: Per me non fa differenza.
    Datore di lavoro: Lavori nelle feste ebraiche?
    Travis: Per me non fa differenza.
    Datore di lavoro: Dai, fammi vedere la patente di guida. Come sono i tuoi precedenti?
    Travis: Puliti. Cristallini, come la mia coscienza.
  • Betsy: Ma lei sta scherzando.
    Travis: Perché?
    Betsy: Questo è un film pornografico.
    Travis: No, no no, questo, anzi questo è un film che ci vengono tutti a vederlo. Perfino marito e moglie ci vengono.
    Betsy: Ne è proprio sicuro?
    Travis: Ah, altroché. Io già ne ho visti tanti.
  • Travis: Ma dove va?
    Betsy: Me ne vado a casa.
    Travis: Perché?
    Betsy: Non so perché ci sono venuta. A me non piacciono questi film.
    Travis: Ah, guardi che io, io non lo sapevo che lei la pensava così per questi film. Io poi non m'intendo di film, se l'avessi saputo...
    Betsy: E questi sono gli unici film che lei va a vedere?
    Travis: Sì, io ci vengo qui, mi pare che, non sono mica male...
    Betsy: Portarmi in un posto simile significa non avere il minimo rispetto per me.
    Travis: ...Ah, allora andiamo in qualche altro posto, ci sono tanti cinema dove andare, io, io non me ne intendo ma posso portarla in un altro posto, dove vuole.
    Betsy: Siamo troppo diversi.
  • Tom: Senta, non venga a fare scenate, va bene?
    Travis: Che c'entri tu? [a Betsy] Perché non mi vuole parlare? Perché non mi vuole parlare? Perché non viene al telefono quando la chiamo? Crede che non lo sappia che lei è lì? Crede che non lo sappia?
    Tom: Le ho detto d'andarsene. Se ne va per favore?
    Travis: Che vuoi tu? Metti giù le mani.
    Tom: Le ho detto che se ne deve andare, per favore, questo non è il posto per fare scenate.
    Travis: Metti giù le mani!
    Tom: Va bene, ma lei...
    Travis: Mettile giù!
    Tom: Va bene! Ma lei se ne vada. Senta...
    Travis: [a Betsy] Volevo solo dirle che lei vive in un Inferno qui, ecco! E morirà in un Inferno come tutti gli altri!
    Tom: Guardi che c'è un poliziotto qui davanti!
    Travis: Lei è come tutti gli altri!
  • Travis Bikle: Ha una 44 Magnum?
    Easye Andie: È un'arma che costa.
    Travis Bikle: Ah, ce li ho i soldi.
    Easye Andie: Brutta bestia sa, ti ferma una macchina a cento metri, con una pallottola buca il motore. Guardi che roba... è un'arma che non perde mai di valore, guardi qui, guardi che perfezione. Potrei venderla a qualche testa calda di Harlem per 500 dollari ma io preferisco sempre vendere a gente di qualità. Che gliene pare, forse un po' troppo ingombrante per essere pratica. In questo caso per lei consiglierei questa 38 due pollici, guardi, anche questa è una gran bell'arma: acciaio cromato, canna corta oppure la stessa ma di acciaio brunito, questa le ferma qualsiasi animale, la Magnum la usano molto in Africa per gli elefanti ma certo quella lì è più maneggevole. Ci sono pistole che sono giocattoli ma quella lì no... lei la può usare tutto un giorno come un martello, poi va a sparare e le fa un centro dopo l'altro, ha una meccanica di precisione ed è robustissima. Le interessa una automatica? Questa è una Colt25 automatica, piccola ma ottima, cinque colpi nel caricatore, il sesto in canna, se è così imprudente da mettercelo. Ecco, guardi questa è una 38Walter, otto colpi nel caricatore. Guardi qui ha una meccanica perfetta... gran bella pistola. Durante l'ultima guerra molte P38 le sostituivano con questa, le davano solo agli ufficiali. È un gioiello no?
    Travis Bikle: E quanto per tutte e quattro?
    Easye Andie: Ah, tutte e quattro. Aspetti un momento solo uno sprovveduto porterebbe quel cannone così per strada, tenga, guardi che bella, è una fondina che ho fatto fare a mano nel Messico, 40 dollari. 3 e 50 per la Magnum, 2 e 50 per la 38, 120 per la 25, 150 per la Walter. Ecco prenda questa. Aspetti scendo giù con lei. Ne vuole droga? Erba, hashish, coca, mescalin, eroina? Oppure magari dell'anfetamina? Ho tutto quello che vuole.
    Travis Bikle: No, non mi interessa quella roba.
    Easye Andie: Esplosivi, detonatori elettrici, spolette a tempo, non le servono? Vuole una Cadillac? Ho una Cadillac nuova foderata in pelle per 2000 dollari.
  • Travis: È lei Matthew? Cerco compagnia.
    Sport: Sergente, le giuro che non sto facendo niente, sto, sto soltanto aspettando un amico. Ma perché mi vuole portare dentro?
    Travis: Non sono un poliziotto.
    Sport: Allora perché m'ha detto che cerca compagnia?
    Travis: ...M'ha mandato quella ragazza lì. [indica Iris]
    Sport: Ah, ma non è che, non è che ha una 38 dentro quegli stivaletti?
    Travis: Una 38? No, no, no. Sono pulito.
    Sport: Ah, allora sei davvero un cowboy?
    Travis: Sì.
    Sport: Ah, meglio così, molto meglio, sì, sì. Preferisco. 15 dollari, 15 minuti, 25 dollari, mezz'ora, va bene?
    Travis: Ma va.
    Sport: Cowboy, eh? Una volta anch'io avevo un cavallo, a Coney Island. È stato investito da un tram. Senti, prendere o lasciare. Se vuoi fare economia è meglio che non ci vai proprio. Perché se ci vai poi torni qui tutte le sere; ha 13 anni, tu non l'hai mai vista una passera come quella. Ci puoi fare quello che vuoi con quella, puoi venirle addosso, puoi fare davanti, puoi fare di dietro, tutto quello che vuoi insomma. Te lo fa diventare in un modo che te lo senti scoppiare.
  • Sport: Ci vediamo, madama.
    Travis: Come hai detto?
    Sport: Ci vediamo, madama.
    Travis: Non sono una madama.
    Sport [cominciando a ridere]: Be', se lo sei, è già adescamento.
    Travis: Sono uno qualunque.
    Sport [ridendo]: Sarà, ma non lo sembri. [Travis resta fermo] Dai, su, vai a divertirti, vai. [Travis resta fermo, e Sport ride] Sei uno strano tipo. Ah, l'aspetto non dice niente, eh? Dai, vatti a divertire, muoviti.
  • Travis: Ma davvero hai 13 anni?
    Iris: Senti, bello, muoviamoci, 15 minuti sono pochi. Quando è finita la sigaretta te ne devi andare. [si siede sul divano e comincia a spogliarsi]
    Travis: Quanti anni hai? Non vuoi dirmelo? Come ti chiami?
    Iris: Facile.
    Travis: Ma questo è un nome che non esiste.
    Iris: È facile da ricordare.
    Travis: Sì, ma qual è il tuo nome vero?
    Iris: Non mi piace il mio nome vero.
    Travis: Va bè, ma qual'è?
    Iris: ...Iris.
    Travis: E perché, cos'ha di brutto? È un bel nome.
    Iris: Mh, sarà bello per te. [Iris comincia a rimuovere il suo top]
    Travis: No... no, lascia, non lo fare. Non ti ricordi di me? Ti ricordi quando sei salita su quel taxi, uno di quelli con gli scacchi? Sei salita, e quel tale Matthew t'ha detto di scendere se no era peggio per te. E t'ha tirato giù
    Iris: Che ne so, non mi ricordo.
    Travis: Come? Ma non ti ricordi niente?
    Iris: No.
    Travis: Fa lo stesso, io ti porterò via di qui.
    Iris: Oh, senti, sbrighiamoci, se no Sport s'arrabbia. Allora cosa vuoi fare?
    Travis: Non voglio fare niente. Chi è Sport?
    Iris: Sarebbe Matthew, io lo chiamo Sport. [Iris si alza e comincia a togliere la cinta dei pantaloni di Travis] Allora, vuoi che facciamo così?
    Travis: Senti, io, ma insomma non riesci a capire? Tu sei quella che è salita sul mio taxi, e hai detto che te ne volevi andare da qui.
    Iris: Forse sarò stata in orbita.
    Travis: Come sarebbe? Ti drogano?
    Iris: Oh, andiamo, non fare l'ingenuo.
    Travis [Mentre Iris continua a slacciargli i pantaloni]: Ma che fai?
    Iris: Non vuoi proprio fare?
    Travis: No, non voglio fare niente. Voglio aiutarti.
    Iris: Adesso t'aiuto io. [Iris prova di nuovo a slacciargli i pantaloni, ma Travis la spinge sul divano]
    Travis: Ma porco mondo! Non voglio. Non voglio. Te l'ho detto che non voglio farlo.
    Iris: Se non vuoi, che sei venuto a fare?
    Travis: Ma, per la miseria. Non volevi andar via da qui? Non riesci a capire perché sono venuto?
    Iris: Sì, adesso comincio a capire. Una volta ho cercato di salire sul tuo taxi, e adesso sei venuto a portarmi via. È così?
    Travis: Sì, ma non te ne vuoi più andare.
    Iris: Io posso andarmene quando voglio.
    Travis: E allora, quella famosa volta?
    Iris: Te l'ho detto che ero drogata. Per questo Sport mi ha fatto scendere. Quando non sono drogata lo capisco che è questo il mio posto. E allora loro lo fanno per proteggermi da me stessa.
    Travis: Be'... io..non lo so..non lo so, ho sbagliato tutto.
    Iris: Guarda, io ho capito. L'ho capito che lo facevi per me.
    Travis: Già. Senti, ti posso rivedere?
    Iris: Ah, non è una cosa difficile.
    Travis: No, non dico così, io dico normalmente, questo non significa vedersi.
    Iris: Allora facciamo domattina a colazione. Io mi alzo più o meno all'una.
    Travis: All'una?
    Iris: All'una, sì.
    Travis: ...Ah..be', però io, io avrei...
    Iris: Insomma, vuoi vedermi o no?
    Travis: Sì sì, certo che voglio, va bene, d'accordo. D'accordo, all'una.
    Iris: All'una.
    Travis: Va bene. A domani. Oh, Iris, io mi chiamo Travis.
    Iris: Ti ringrazio, Travis.
    Travis: Ciao, Iris. A domani. Sii brava, eh?
  • Iris: Ma perché dovrei tornare dai miei genitori? Quei due mi odiano. Perché credi che me ne sia andata io? Se ne fregano di me.
    Travis: Ma tu non puoi continuare a vivere così. È un Inferno. Tu sei poco più di una bambina.
    Iris: Ma lo sai cos'è la prostituzione?
    Travis: È quello che sto dicendo. Ma tu sei una bambina, te ne devi stare a casa tua. Tu devi studiare, devi andare a scuola, devi avere un sacco di amici. Insomma, tutte queste cose.
    Iris: Oh Signore, che scemo.
    Travis: No, non sono scemo, sei tu qui la scema! Tu hai la segatura in testa. Ma credi di essere furba a metterti con quei paraculi, ruffiani, degenerati, che ti costringono a vendere la cosa? A venderti per 4 soldi, mh? Per un uomo da niente, quello del portone [Sport] Ah, io sono lo scemo?! Sei tu la scema, cara mia! Io non mi faccio fottere da un branco di criminali e di drogati come fai tu! A te pare d'essere dritta? Ma da dove vieni?
    Iris: Chi è il criminale?
    Travis: Quello che chiami Sport, è lui il criminale.
    Iris: Ma non ha mai ammazzato nessuno.
    Travis: Qualcuno avrà ammazzato.
    Iris: È della Bilancia.
    Travis: Che cos'è?
    Iris: Anch'io sono della Bilancia, è per questo che andiamo d'accordo.
    Travis: Ha la faccia di un assassino.
    Iris: Secondo me, sai, quelli del Cancro sono bravi in amore, ah, ma noi in famiglia siamo tutti dei segni di aria.
    Travis: Ed è anche uno spacciatore.
    Iris: E a te dove ti vengono tutte queste fonti, me lo spieghi? Ti sei mai guardato allo specchio nelle palle degli occhi?
    Travis: E come farai con Sport, quel vecchio bastardo?
    Iris: Quando?
    Travis: Quando te ne vai.
    Iris: Che ne so, me ne vado e via.
    Travis: Ah, te ne vai e via?
    Iris: Certo, ne hanno tante di ragazze.
    Travis: E se non ti lasciano andare, allora che fai?
    Iris: ...E che faccio? Chiamo la polizia?
    Travis: Tanto quelli non fanno niente, lo sai.
    Iris: Sta' a sentire, Sport non mi ha mai trattato male, non mi ha messo le mani addosso neanche una volta.
    Travis: Ma non gli si può lasciar fare la cosa ad altre ragazze. Non glielo possiamo permettere. È la cosa più schifosa del mondo quella che fa. E bisogna che qualcuno ci metta rimedio. Quella è la feccia del mondo, è un mestiere s-sporco, lurido, un mestiere da vigliacchi. Ma lo sai quello che m'ha detto di te? Di-di tutto m'ha detto. Ha detto che c'hai il cervello di una gallina.
    Iris [sorride]: Lui lo dice, ma non dice sul serio. Magari me ne vado in una di quelle comunità su nel Vermont.
    Travis: ..Che vuoi che ti dica, io non le ho mai viste queste comunità, non so... ho visto delle fotografie, non mi sono sembrate molto pulite.
    Iris: Perché non ci vieni anche tu con me?
    Travis: Io in uno di quelli immondezzai con te? No. [ride]
    Iris: E perché?
    Travis: Ah, non lo so, ma non mi piacciono quei posti.
    Iris: Eddai, perché no?
    Travis: No, non ci vado d'accordo con quella gente.
    Iris: Sei dello Scorpione?
    Travis: Cosa?
    Iris: Sì sì, sei dello Scorpione, io lo capisco al volo.
    Travis: E poi io devo restare qui.
    Iris: Per quale ragione?
    Travis: Devo fare una cosa molto importante.
    Iris: E cos'è questa cosa importante?
    Travis: Una cosa che faccio per il governo. Il tassista lo faccio a tempo perso.
    Iris: Sei della Narcotici?
    Travis: Si vede dalla faccia?
    Iris: Certo. [ride]
    Travis: Infatti lo sono.
    Iris [ridendo]: Guarda, non so chi è più sfasato tra me e te. Sicuro non vuoi venire con me?
    Travis: No, ma posso fare una cosa: posso darti i soldi per il viaggio.
    Iris: No, questo non c'è proprio bisogno...
    Travis: No no, te li do io i soldi. Tu non devi accettare più niente da quelli. Ci tengo a darteli. Tanto io non so cosa farmene dei soldi. Può anche darsi che me ne vada per un po'.
  • Travis: Ciao, Sport. Come va?
    Sport: Bene, non c'è male, e tu? Ma dove ci siamo conosciuti noi?
    Travis: Ah, non lo so. Come ve la passate voi ruffiani adesso?
    Sport: Ma ti conosco?
    Travis: No. E io ti conosco?
    Sport: Ma vattene va, cammina, sparisci.
    Travis: Ti conosco io?...Come sta Iris? La conosci Iris.
    Sport: No, non conosco nessuno di nome Iris. Iris. Cammina, levati dai piedi.
    Travis: Tu non conosci nessuno di nome Iris?
    Sport: No, non conosco nessuno di nome Iris.
    Travis: No?
    Sport: Senti, torna alla tua fottuta tribù prima che ti rompa la testa, eh? Non facciamo casino, eh? Va bene?
    Travis: Hai la pistola?
    Sport [gli tira la sigaretta che stava fumando contro il giubbotto e gli dà un calcio]: Ma vatti a far fottere! Vattene, stronzo!
    Travis: Beccati questa. [gli spara alla pancia]

Note[modifica]

  1. In lingua originale: «You talkin' to me?». Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI 100's years... 100 movie quotes, questa citazione è stata inserita al decimo posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema.
  2. Citando Il canto di me stesso (33) di Whitman. Cfr.: «[...] io sono quell'uomo, ho sofferto, ero là.»

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