Tim Berners-Lee

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Tim Berners-Lee nel 2005

Tim Berners-Lee (1955 – vivente), informatico britannico.

Citazioni di Tim Berners-Lee[modifica]

  • Il Web è progettato [...] per essere universale: per includere tutto e tutti. (dal discorso The Mobile Web, 3GSM World Congress, Barcellona, 22 febbraio 2007)
  • [...] il futuro è ciò che costruiamo.[1]

L'architettura del nuovo Web[modifica]

  • Volendo estremizzare, possiamo considerare il mondo come un'unica connessione. Di solito consideriamo un vocabolario come una raccolta di significati, ma in realtà questo tipo di libro definisce il mondo soltanto in termini di parole. Mi piaceva molto l'idea che un frammento d'informazione fosse definibile soltanto attraverso ciò a cui è collegato, e come. In realtà nel significato c'è ben poco d'altro. La struttura è tutto. Nel nostro cervello abbiamo miliardi di neuroni, ma cosa sono? Soltanto cellule. Il cervello non sa nulla fino a quando i neuroni non sono collegati tra di loro. (p. 25)
  • Il Web è più un'innovazione sociale che un'innovazione tecnica. L'ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi ci agglutiniamo in famiglie, associazioni e aziende. Ci fidiamo a distanza e sospettiamo appena voltato l'angolo. (p. 113)
  • Sul Web dovremmo essere in grado non solo di trovare ogni tipo di documento, ma anche di crearne, e facilmente. Non solo di seguire i link, ma di crearli, tra ogni genere di media. Non solo di interagire con gli altri, ma di creare con gli altri. L'intercreatività vuol dire fare insieme cose o risolvere insieme problemi. Se l'interattività non significa soltanto stare seduti passivamente davanti a uno schermo, allora l'intercreatività non significa solo starsene seduti di fronte a qualcosa di interattivo.
  • Ho fatto un sogno riguardante il Web… ed è un sogno diviso in due parti. Nella prima parte, il Web diventa un mezzo di gran lunga più potente per favorire la collaborazione tra i popoli. Ho sempre immaginato lo spazio dell'informazione come una cosa a cui tutti abbiano accesso immediato e intuitivo, non solo per navigare ma anche per creare. [...] Inoltre, il sogno della comunicazione diretta attraverso il sapere condiviso dev'essere possibile per gruppi di qualsiasi dimensione, gruppi che potranno interagire elettronicamente con la medesima facilità che facendolo di persona. Nella seconda parte del sogno, la collaborazione si allarga ai computer. Le macchine diventano capaci di analizzare tutti i dati sul Web, il contenuto, i link e le transazioni tra persone e computer. La "Rete Semantica" che dovrebbe renderlo possibile deve ancora nascere, ma quando l'avremo i meccanismi quotidiani di commercio, burocrazia e vita saranno gestiti da macchine che parleranno a macchine, lasciando che gli uomini pensino soltanto a fornire l'ispirazione e l'intuito. Finalmente, si materializzeranno quegli "agenti" intelligenti sognati per decenni. Questo Web comprensibile alle macchine si concretizzerà introducendo una serie di progressi tecnici e di adeguamenti sociali attualmente in fase di sviluppo. (pp. 139-140)
  • Attualmente abbiamo una scrivania con varie cartelle e "applicazioni". Una di esse è il browser. Secondo questa impostazione, lo schermo è occupato dal mio computer locale, mentre tutta l'informazione accessibile nel resto del mondo è relegata in una sua piccola area o icona. È il mondo all'incontrario. (p. 141)

Bibliografia[modifica]

  • Tim Berners-Lee, L'architettura del nuovo Web, traduzione di G. Carlotti, Feltrinelli, Milano 2001. ISBN 88-07-46028-9

Note[modifica]

  1. Citato in Il mondo (nebuloso) che verrà/ Il nuovo arriverà solo se la Rete resterà libera, ilsole24ore.com, 10 ottobre 2014.

Altri progetti[modifica]