Vero come la finzione

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Vero come la finzione
Titolo originale: Stranger Than Fiction
Paese: USA
Anno: 2006
Genere: drammatico, commedia
Regia: Marc Forster
Soggetto: Zach Helm
Sceneggiatura: Zach Helm
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

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Vero come la finzione, film del 2006 diretto da Marc Forster.

Tagline
Harold Crick non è pronto ad andarsene. Punto.

[modifica] Frasi e dialoghi

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • L'ultima cosa da decidere definitivamente è se lei si trovi in una commedia o in una tragedia. Per citare Italo Calvino,[1] «Il senso ultimo a cui rimandano tutti i racconti ha due facce: la continuità della vita e l'inevitabilità della morte». Tragedia, lei muore; commedia, si accasa. (Hilbert)
  • Ho deciso che se dovevo migliorare il mondo l'avrei fatto coi biscotti. (Ana Pascal)
  • Ma lei ha... Lei ha fatto quei biscotti per me? È così? Lei è stata gentile e io ho incasinato tutto. Oh. Queste le sembreranno parole senza senso, ma mi trovo in una tragedia. (Harold Crick)
  • Lei morirà, un giorno, prima o poi. Un infarto in banca, soffoca con una mentina, o una lunga, sfibrante malattia contratta in vacanza. Lei morirà, lei morirà certamente. Anche se evita questa morte, gliene capiterà un'altra. E io le garantisco che non potrà mai essere né poetica né rilevante come quella scritta qui. Mi dispiace, ma è nella natura di ogni tragedia, Harold: l'eroe muore, ma la sua storia vive per sempre. (Hilbert)
  • Tu puoi dedurre il valore degli alimenti che regali come contributi di beneficenza. [...] E non violeresti alcuna legge fiscale. [...] Io voglio rendere il mondo migliore proprio come te, Ana: questo significa tenerti fuori di galera. (Harold Crick)
  • Hilbert: È... è ok.
    Karen Eiffel: Non eccezionale.
    Hilbert: No, è ok, non è male. Non è il più brillante contributo alla letteratura degli ultimi anni, ma è ok.
    Karen Eiffel: Sa una cosa? Mi sta bene che sia solo ok. [...]
    Hilbert: Perché ha cambiato l'epilogo?
    Karen Eiffel: Per molte ragioni. Mi sono resa conto che non ce la facevo.
    Hilbert: Perché lui esiste?
    Karen Eiffel: Perché è un libro che parla di un uomo che non sa di stare per morire, e poi muore. Ma se invece l'uomo sa che sta per morire, e muore comunque, cioè muore volontariamente, sapendo che può evitarlo, allora non è il tipo d'uomo che si vorrebbe tenere in vita?
  • Quando dette un morso al bavarese allo zenzero, Harold ebbe finalmente l'impressione che tutto sarebbe finito per il meglio. Qualche volta, quando ci ritroviamo persi fra paura e sconforto, tra routine e perseveranza, disperazione e tragedia, dobbiamo ringraziare Dio per l'invenzione del bavarese allo zenzero. (Voce narrante)

[modifica] Note

  1. Se una notte d'inverno un viaggiatore.

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