Vasugupta

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Vasugupta (VIII sec. CE – IX sec.), filosofo e mistico indiano.

Śivasūtra[modifica]

Incipit[modifica]

Il è coscienza.
[Vasugupta, Gli aforismi di Śiva, con il commento di Kṣemarāja, a cura e traduzione di Raffaele Torella, Mimesis, 1999]

caitanyam ātmā

Citazioni[modifica]

  • Anche nei diversi stati di veglia, sogno, sonno profondo si produce il compiuto godimento del quarto[1]. (I.7; 1999)
  • Il sogno sono le rappresentazioni mentali. (I.9; 1999)
  • Gli stadi dello yoga sono stupore. (I.12; 1999)
  • La riflessione è la conoscenza del sé. (I.17; 1999)
  • Il mantra è coscienza. (II.1; 1999)
  • La conoscenza della ruota della mātṛkā. (II.7; 1999)
  • Il corpo è offerta sacrificale. (II.8; 1999)
  • La conoscenza è cibo. (II.9; 1999)
  • Il sé è la mente. (III.1; 1999)
  • Come lì, così altrove. (III.14; 1999)
  • Il sussistere della forma corporea costituisce l'osservanza religiosa. (III.26; 1999)
  • Il comune parlare è recitazione di mantra. (III.27; 1999)
  • Si avrà ulteriormente un richiudersi. (III.45; 1999)

Citazioni su Śivasūtra[modifica]

  • Negli Śivasūtra la preoccupazione teoretica è del tutto subordinata alla pratica, nel senso che essi non vogliono essere nulla più che brevi accenni ai momenti essenziali della meditazione e teosofia scivaita, che il discepolo mandava a memoria, dopo di averne udito la spiegazione del Maestro. (Raniero Gnoli)

Note[modifica]

  1. Il quarto stato della coscienza, dove c'è assenza di dualità.

Bibliografia[modifica]

  • Vasugupta, Gli aforismi di Śiva, con il commento di Kṣemarāja, a cura e traduzione di Raffaele Torella, Mimesis, 1999.

Voci correlate[modifica]

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