A. M. Homes

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A.M. Homes nel 2007

Amy Michael Homes (1961 – vivente), scrittrice statunitense.

Citazioni di Amy Michael Homes[modifica]

  • Non voglio rendere positiva (o negativa) la sofferenza; voglio davvero riconoscerla senza giudizio.
I don't want to make suffering a positive (or negative); I very much want to acknowledge it.[1]
  • Viviamo in un momento in cui la realtà stessa è alquanto surreale. La stranezza o l'assurdità dell'esperienza quotidiana è parte di ciò che sto catturando. La mia sensazione è che la vita stessa può essere così incredibilmente dolorosa e inquietante che se uno deve sopravvivere, è necessario trovare l'umorismo in essa.
We live in a moment when reality itself is somewhat surreal. The oddity or the absurdity of everyday experience is part of what I’m capturing. My sense is that life itself can be so incredibly painful and disturbing that if one is to survive it, one has to find the humour in it.[1]

Incipit di La fine di Alice[modifica]

Chi è questa lei che sembra avere una così tormentata propensione, una così strana inclinazione per la carne più fresca, da mettersi a raccontare una storia che indurrà qualcuno di voi a sorridere e ridere ma che farà bruciare altri dalla voglia di porre fine a questo incubo, a questo orrore? Chi è? Ciò che più vi sgomenterà è apprendere che costei siete voi o io, uno di noi. Sorpresa. Sorpresa.
E forse vi chiederete chi sono io per intromettermi, per pormi come suo e vostro tramite. Mio è l'eloquio, ritmo e prosodia di un vecchio e singolare individuo che è rimasto segregato per moltissimo tempo, colpevole di aver perseguito una sua particolare inclinazione.

Note[modifica]

  1. a b (EN) Dall'intervista di Yuka Igarashi, A.M. Homes | Interview, granta.com, 6 giugno 2013.

Bibliografia[modifica]

  • A.M. Homes, La fine di Alice, traduzione di Francesco Bruno, RCS, 1997. ISBN 8817671886

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