Adriano Petta

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Adriano Petta (1945 – vivente), scrittore e storico italiano.

Citazioni su Adriano Petta[modifica]

  • Adriano Petta, con questo romanzo storico [Roghi Fatui], cerca di dare una sua risposta ad un tema cruciale: il rapporto tra scienza e fede e soprattutto tra potere temporale della Chiesa e la società civile. (Dario De Cristoforo)[1]
  • Et voilà... verrebbe da esclamare, ma qui non si fanno giochi, non si può dire "il gioco è fatto" – qui, a conclusione del suo lungo viaggio per la "via del sole" (un viaggio infine molto storico e sempre meno romanzato), Adriano Petta getta la maschera e, seppure finge a volte di giocare, lo fa appunto a carte scoperte. Qui, in questi Roghi fatui solo nel titolo, c'è il racconto di come sia stata bruciata la verità, facendo scempio dell'umanità migliore, arrestando la ricerca del sapere profondo: nelle pagine commosse di questo libro si celebra un de profundis amaro e struggente. L'autore di Ipazia, che si può considerare un prologo postumo alla grande opera (due volumi, 500 pagine!) dedicata alle persecuzioni subite dai cercatori della luce, aveva già percorso – e si può immaginare con quanta dolorosa fatica della sua mente, del suo animo di laico incorruttibile – un aspro sentiero, quello della sapienza esposta alla cupidigia di un potere assoluto e meschino, meschino per voler essere assoluto, quello della Chiesa romana. (Giuseppe Napolitano)[2]
  • Il libro [Roghi Fatui], accanto ai meriti di uno scritto con valore storico-letterario, ha anche il pregio di poter fornire ad un regista e ad un produttore cinematografici materiale abbondante per un film di denuncia e di ricostruzione della memoria storica, per riprendere il cammino verso la riconquista delle "chiavi del sapere". (Dario De Cristoforo)[1]

Note[modifica]

  1. a b Dall'articolo "Roghi Fatui" di Adriano Petta, Flanerí, 28 luglio 2011.
  2. Dalla recensione Verità bruciata, adrianopetta.com.

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