Albert Caraco

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Albert Caraco (1919 – 1971), scrittore francese.

Breviario del caos[modifica]

  • Noi, che non ci contentiamo di parole, acconsentiamo a scomparire e siamo lieti di acconsentire, non abbiamo scelto di nascere e ci riteniamo fortunati a non sopravvivere in nessun luogo a questa vita, che ci fu imposta più che donata, vita piena di affanni e dolori, dalle gioie discutibili o mediocri. (p. 9)
  • La solitudine è una scuola di morte e l'uomo comune non la frequenterà mai. (p. 10)
  • Noi aspettiamo che la scienza faccia miracoli e presto ne esigeremo l'impossibile, ma essa è superata dalle nostre necessità e mai più sarà in grado di soddisfarle, siamo in molti miliardi di troppo a chiedere il Paradiso in Terra, ed è l'Inferno quello che rendiamo inevitabile, con l'aiuto della nostra scienza, sotto il bastone dei nostri pastori imbecilli. (p. 105)

Post mortem[modifica]

  • Il mio odio per questo mondo è ciò che trovo in me più degno di stima. (p. 12)
  • I nostri destini sonnecchiano negli occhi delle vergini più innocenti, nell'ombra delle giovani più incantevoli la schiavitù avanza in armi, l'illusione rinasce a ogni generazione e gli amplessi la perpetuano, da secoli e millenni il solo rimedio è la continenza. (p. 85)
  • La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti. (p. 99)

Bibliografia[modifica]

  • Albert Caraco, Breviario del caos, traduzione di Tea Turolla, Adelphi, 1998.
  • Albert Caraco, Post mortem, traduzione di Tea Turolla, Adelphi, 1984.

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