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Albertano da Brescia

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Albertano da Brescia, noto anche come Albertanus causidicus Brixiensis (... – 1270), giurista e letterato italiano.

Incipit di Liber de doctrina loquendi et tacendi[modifica]

Andrea da Grosseto[modifica]

A lo 'ncominçamento e al meço et a la fine del mio trattato sia presente la graçia del Santo Spirito.
Imperciò che molti errano nel parlare e non è nessuno che compiutamente possa domare la lingua sua, secondo che dice beato Iacopo, el qual disse:
"La natura de le bestie e d'i serpenti e dell'ucelli e di tutte l'altre cose sono domate dalla natura dell'uomo; ma non è alcuno che possa domare la lingua sua".
Io, Albertano, ò volontà di mostrarti una picciola dottrina e utile sopra 'l dire e sopra 'l tacere ad te figliuolo mio, Stefano, la qual si contiene in un verso; ed è questo lo verso: chi tu se' e che cosa e a cui tu vuo' dire, perché e come e quando tu richiedi.
[L'edizione del volgarizzamento di Andrea da Grosseto del Liber de doctrina loquendi et tacendi di Albertano da Brescia e il codice G, Tesi di laurea discussa da Laura Guia, relatore Cesare Segre, Università degli Studi di Pavia, a.a. 1991/1992]

Soffredi del Grazia[modifica]

Nel principio, nel mezo, ne la fine sia tuctora la gratia di Cristo sopra 'l mio dire; in perciò che nel dire molti errano, e non è alchun che la sua lingua pienamente possa domare, si chome dice santo lacopo: la natura de le hestie, dei serpenti e di tucti li animali si doma da la natura de li uomini, ma la sua lingua neuno puote domare; e in perciò io Albertano hreve doctrina sopr' al dire e 'l tacere a te filliuolo mio Istefano in uno piccolo versetto ti mostro; lo verso è questo: chi se', e che, ed a chui, di chascione, e modo, e tempo richiedi.
[Soffredi del Grazia, Volgarizzamento dei trattati morali di Albertano, giudice di Brescia, per L. Allegrini e Gio. Mazzoni, Firenze, 1832]

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