Aleksandr Zinovyev

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Aleksandr Aleksandrovich Zinovyev (1922 – 2006), scrittore, sociologo e filosofo russo.

  • Gli slogan sulla demolizione del comunismo e l'edificazione di una sorta di democrazia appaiono belli e realizzabili con i più brillanti risultati solo fino a quando resiste la convizione che resteranno semplici parole.[1]

Il superpotere in URSS[modifica]

  • In Occidente non si è mai preso in considerazione e si continua a ignorare il fattore principale del comunismo: il materiale umano.[1]
  • La storia non ha detto ancora l'ultima parola. Quand'anche sul pianeta non dovesse restare un solo Paese comunista, ciò non significherebbe la morte definitiva del comunismo. In un modo o nell'altro, l'umanità aprirebbe un nuovo ciclo di lotta per il comunismo. Magari con denominazioni diverse, con altri slogan, ma la sostanza sarebbe la stessa. L'era postcomunista è solo un sogno segreto degli anticomunisti, e una frase irresponsabile dei demagoghi.[1]
  • Neppure Dio in persona potrebbe inventare riforme taumaturgiche tali da trasformare d'un colpo Paesi liberati dal comunismo in supermarket occidentali. In compenso comincia ad avvertirsi, con sempre maggiore forza, la psicologia dell'uomo comunista, una psicologia profondamente radicata nelle menti: avere tutto e subito senza fatica, combinare l'ozio e il parassitismo del comunismo con l'opulenza dell'Occidente.[1]

Citazioni su Aleksandr Zinovyev[modifica]

  • Solitario e ostinato Aleksandr Zinovev, al cronista che lo assillava perché commentasse il funerale del dio che aveva fallito, girava con ironia l'interrogativo: ma è davvero finito il comunismo? Passati pochi anni, la sua diffidenza ritorna attuale. Di riflusso in riflusso, rifluisce la recente piccola illusione che sia stata per sempre liquidata la grande illusione. (Gaspare Barbiellini Amidei)

Note[modifica]

  1. a b c d Citato in Gaspare Barbiellini Amidei, Perché credere?, Arnoldo Mondadori Editore, 1991.

Bibliografia[modifica]

  • Aleksandr Zinovyev, Il superpotere in URSS, SugarCo.

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