Alfonsina Storni

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Alfonsina Storni a Mar del Plata

Alfonsina Storni (1892 – 1938), poetessa, drammaturga e giornalista argentina.

Citazioni di Alfonsina Storni[modifica]

  • [Sul suo primo libro, L'inquietudine del rosaio] È semplicemente abominevole; goffo, a volte mal misurato, spesso di pessimo gusto.[1]

Poemas de amor[modifica]

Incipit[modifica]

Queste poesie sono semplici espressioni di momenti d'amore, scritte in pochi giorni, già da qualche tempo. | Un cosí piccolo libro non è dunque opera letteraria né pretende diventarlo... | Appena osa essere una delle tante lacrime cadute da occhi umani.

Citazioni[modifica]

  • Ogni volta che ti lascio, trattengo negli occhi lo splendore del tuo ultimo sguardo. | E allora corro a rinchiudermi, spengo le luci, evito ogni rumore perché nulla mi rubi un solo atomo della sostanza eterea del tuo sguardo, la sua infinita dolcezza, la sua limpida timidezza, la sua fine estasi. | Tutta la notte, con la punta rosata delle dita, accarezzo gli occhi che ti hanno guardato. (p. 67)
  • Ti amo profondamente e non voglio baciarti. | Mi basta vederti accanto a me, inseguire le curve tracciate dalle tue mani che si muovono, addormentarmi nella trasparenza dei tuoi occhi, ascoltare la tua voce, vederti camminare, raccogliere le tue frasi. (p. 71)
  • Ho passato la sera sognandoti. Alzo gli occhi e, come in un sonno tenue, guardo le pareti che mi circondano. | Li fisso su un punto qualunque e le ore tornano a scorrere senza che io mi muova. | Fuori passa gente, risuonano voci... Ma tutto ciò mi sembra distante, lontano, come se avvenisse fuori dal mondo che abito. (p. 77)
  • Talora, nelle mie lettere, ti parlai pure della mia mano che staccata dal mio corpo volava nella notte attraverso la città per trovarti. | Se nella tua casa stavi cenando, non ti accorgesti della grande farfalla che, insistente, ti circuiva dinanzi allo sguardo tranquillo dei tuoi familiari? (p. 85)
  • Mi sono rinchiusa nella mia stanza, dopo averlo visto. | Il tetto, soltanto il tetto, mi separa dalle stelle. | Oh, potessi, con la sola forza dei miei occhi, poggiarvi contro i miei sguardi e scagliarlo in aria! | Stesa sul mio letto, nel silenzio di questa mia alcova, vedrei, come da una bara, la stella che un attimo fa guardavamo insieme. (p. 97)
  • Con orgoglio guardo il volto delle altre donne e con indifferenza quello degli altri uomini. | Me ne allontano accarezzando il mio sogno. | Nel mio sogno i tuoi occhi danzano languidi al ritmo di una inebriante musica primaverile. (p. 99)
  • Oh donne: come avete potuto passargli accanto senza scoprirlo? | Perché non mi avete presa per mano e non mi avete detto: - Quello che passa è lui! | Voi che mi siete sorelle perché talvolta la stessa aria ci ha confuso il respiro, perché non mi avete detto che lui esisteva? (p. 139)
  • Mi chiedo se quello che sto vivendo non sia un sogno. | Mi chiedo se fra un istante non mi sveglierò. | Mi chiedo se non sarò scagliata di nuovo nella vita come prima di amarti. | Mi chiedo se non mi costringerai di nuovo a vagare di anima in anima senza mai incontrarti. (p. 153)
  • Sola sono tornata al viale solitario dove passammo una sera all'imbrunire. | Invano, alla luce di una pallida luna, ho cercato sull'umida terra le orme dei nostri passi incerti. (p. 177)

Note[modifica]

  1. Da Alfonsina Storni, ¿Quién soy yo? (Io chi sono?), in César Fernandez Moreno, La realidad y los papeles, Aguilar, Madrid, 1967, p. 526, citato in Beatriz Sarlo, Alfonsina: ricostruzione di una lotta, in Alfonsina Storni, Poemas de amor, traduzione di Augusta López-Bernasocchi, Casagrande, Bellinzona, 1989, p. 30. ISBN 88-7713-035-0

Bibliografia[modifica]

  • Alfonsina Storni, Poemas de amor, traduzione di Augusta López-Bernasocchi, Casagrande, Bellinzona, 1989. ISBN 88-7713-035-0

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