Alfred Neumann

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Targa commemorativa per i rifugiati tedeschi e austriaci presso l'Ufficio del Turismo di Sanary-sur-Mer, 1987

Alfred Neumann (1895 – 1952), scrittore, drammaturgo e poeta tedesco.

Incipit di alcune opere[modifica]

Erano in sei[modifica]

Un sogno, e quale sogno![1]

Gli amici del popolo[modifica]

La corona imperiale di gesso dorato fu colpita solo dalla seconda martellata. Il garzone che aveva l'incarico di frantumarla – un adolescente dalle braccia corte e non abbastanza libero da vertigini per salire sull'ultimo piuolo della scala – menò il primo colpo troppo breve e colpì l'insegna del negozio.[1]

L'imperatore[modifica]

La città geme. Si ringiovanisce la vecchia Parigi, e questo le fa male. La città, che crede d'essere bella per l'eternità, è resa ancor più bella: e invece pare che la distruggano. L'afferrano da tutti i lati, la battono, la tagliano a pezzi, a brani. Grandinano senza tregua le sentenze di morte sulle vie e le case che si parano di mezzo. Si scava un'enorme croce: l'arteria nord-sud, l'arteria est-ovest. Strano che si metta in croce una città per farla più bella e più giovane.[1]

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

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