Amal al-Juburi

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Amal al-Juburi (1967), poetessa irachena.

  • I volti sono ricordi che deridono il passato | i volti sono una pozione chimica nella quale circolano le domande | i volti sono lingue senza alfabeto | i volti sono lettere che restano chiuse. (da Il velo dei volti, in Non ho peccato abbastanza)
  • Non è la bellezza che mi conduce a te, scrittura, | bensì la perdizione dell'anima. | Bellezza, | sei diventata un corpo meschino | nell'anima di parole. (da Il velo della scrittura, in Non ho peccato abbastanza)
  • Se solo non lo avessi ingannato | non lo avrebbe fatto. | Perché, Signore, lo hai fatto? (da Il velo dell'inganno, in Non ho peccato abbastanza)
  • Straniera in casa tua | ma a casa mia | sovrana del lamento. | Oriente, che cosa mi hai fatto? | Ti ho amato, ma mi hai portato solo vergogna. | Mi hai sfigurata come un esercito di cieche Shahrazad, | mi hai nutrita del desiderio delle stelle | nei rapidi istanti del fulmine... | ma tutto ciò da dietro un velo. (da Enheduanna e Goethe, in Non ho peccato abbastanza)

Bibliografia[modifica]

  • Non ho peccato abbastanza. Antologia di poetesse arabe contemporanee, a cura di Valentina Colombo, Oscar Mondadori 2007.

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