Andrea Vitali

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Andrea Vitali (1956 — vivente), scrittore e medico italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

La figlia del Podestà[modifica]

Mercede Vitali, dell'omonima merceria sita a Bellano in via Balbiani numero 27, era una smortina tuttaossa.
Nubile.
Vergine.
Vegetariana.
Aveva quarant'anni.
Da venti non si perdeva la prima messa del mattino.
Pregava, poi andava a vendere mutande.

La mamma del sole[modifica]

Paura vera.
La paura dei bambini.
Infatti aveva sei anni ed era estate.
Agosto, un sole che ammazzava i cani.
Da un quarto d'ora picchiava i piedi per terra, frignava, voleva uscire, andare a giocare per le strade di Siliqua. Per giunta stava disturbando anche gli altri che, dopo il pranzo, erano saliti nelle stanze di sopra per schiacciare un sonnellino.
Allora zia Ninna aveva smesso di lavare i piatti, gli si era avvicinata, s'era ingobbita, gli aveva parlato all'orecchio.
«C'è la mamma del sole fuori.»

Olive comprese[modifica]

Maria Isnaghi non aveva mai visto un morto in quarant'anni di vita.
Lo vide la sera del 12 novembre 1936, giovedì.
Non solo lo vide, lo toccò.
La toccò, anzi.
Per comprendere che la vedova Fioravanti era morta per davvero le sollevò un braccio che poi ricadde pesantemente sul letto e scivolò verso il pavimento. Il capo della defunta allora si reclinò, le labbra si dischiusero leggermente come se la Fioravanti volesse dire ancora qualcosa.
La Isnaghi non aveva bisogno di altro per lasciarsi invadere dal terrore.


Zia Antonia sapeva di menta[modifica]

Invisibile ma presente. Inconfondibile. Solo lui era così. E sembrava impossibile che fosse lì dentro. eppure...

Explicit di Una finestra vistalago[modifica]

Il 19 giugno del 1972 le campane a morto suonarono ancora.
La Fermina, pur se completamente sorda, quel suono riusciva comunque a percepirlo
«Chi è morto?» chiese.
Anzi, gridò.
Era morto, all'età di centotré anni, Quintiliano Arrigoni, disponendo che le sue sostanze andassero a finire alla parrocchia di Cernobbio.
A sera Eraldo riuscì a soddisfare la curiosità di sua madre.
«Ma chi è?» chiese poi.
«Boh!» rispose la Fermina.
Nebbeno il Gaspare lo conosceva.
«Di Arrigoni ce n'è un sacco», disse.
All'Eraldo venne una strizza allo stomaco. Lo sapeva bene. Tanti. Troppi. Razza Maledetta.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]