Andrej Rublëv (tennista)

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Andrej Rublëv (2022)

Andrej Andreevič Rublëv (1997 – vivente), tennista russo.

Citazioni di Andrej Rublëv[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Mi sembra di essere sempre stato in campo, anche prima che iniziassi ad allenarmi. Ero lì [allo Spartak Club di Mosca] tutto il giorno. Oltre a giocare a tennis, c'erano i miei amici. Per me è più di un semplice club, è stata tutta la mia infanzia. Al di fuori del club, stavo solo a casa. Tutti i miei amici vengono da questi campi; praticavo il tennis lì, scherzavo, giocavo con gli amici, mangiavo ecc. Tutta la mia infanzia è collegata a quel luogo [...][1]

Capire il tennis, capire il gioco

Intervista di Tiziana Scalabrin, Ultimouomo.com, 17 giugno 2022.

  • [...] mi piacciono le superfici lente. E soprattutto, anche se non gioco con molto spin, dò molta accelerazione con le mani, e sulla terra ancora di più. Credo sia questo che mi permette di fare delle belle partite sulla terra.
  • [...] quando sono nello scambio, inteso come uno scambio normale dalla linea di fondo, due o tre colpi dopo la risposta, in quella situazione penso di essere abbastanza solido. Questo mi permette di competere dalla linea di fondo con la maggior parte dei giocatori. Ma il tennis di oggi spesso è veloce: servizio, un paio di colpi, e il punto è finito, quindi gli scambi non sono consueti. Non in tutte le partite, fin dal primo punto, hai degli scambi.
  • Per quanto dicono di non averne, tutti hanno paura di qualcosa. Quello che conta in realtà è come la affronti. Credo mi abbiano insegnato soprattutto ad affrontare la paura nel modo giusto. E soprattutto non cercare scuse, non mentire, non fare scene. Non fingere di avere dolori; oppure se hai qualche dolore, se puoi giocare, gioca e non lamentarti, se invece non puoi giocare ritirati e basta. Non fare giochini tipo "sto perdendo perché mi fa male qui". Soprattutto questo, affrontare le situazioni in modo più aperto e onesto.
  • Direi che sono molto emotivo in campo. E le tante volte in cui a causa di queste emozioni perdo le partite non mi aiuta esserlo. Ma ci sono alcuni momenti in cui, in qualche modo, riesco a mettere queste emozioni nel modo giusto, e mi danno tanti grandi risultati. Anche se non sto giocando bene a tennis, o non mi sento sicuro, appena in qualche modo trasformo queste emozioni nel modo giusto, riesco a ottenere buone partite e buoni risultati, senza giocare benissimo. Quindi in un certo senso mi descriverei come molto emotivo. Devo ancora imparare a mettere le emozioni nel modo giusto la maggior parte delle volte, perché a volte magari sto giocando davvero un ottimo tennis, ma siccome non sono in grado di trovare il modo giusto, le emozioni mi bloccano, e portano risultati molto peggiori rispetto a quando gioco male a tennis. Invece sono solo emozioni non indirizzate nel modo giusto.

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Sofya Tartakova a Sports.ru; citato in Paolo Di Lorito, L'infanzia di Rublev diventa un documentario: "Ricordo una volta contro Medvedev: io piagnucolavo, lui urlava!", Ubitennis.com, 28 gennaio 2021.

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