Aner Shalev

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Aner Shalev

Aner Shalev (1958 – vivente), matematico e scrittore israeliano.

WikiNotizie, 19 settembre 2007
  • Mi piace [...] la libertà della matematica. Se studi fisica o chimica devi descrivere il mondo reale. Ma in matematica puoi costruire le tue strutture. Puoi camminare in mondi creati dall'immaginazione delle persone. Non sei legato al mondo reale. È come essere Dio in un certo senso. Puoi creare mondi, e studiarli. Credo sia per una combinazione della bellezza, dell'immaginazione e della libertà.
  • Devi avere un insegnante molto bravo in matematica se vuoi davvero gustarla e avere successo. Probabilmente alcune persone pensano principalmente alla parte scientifica – devi essere preciso – e vedono meno questi elementi di libertà, immaginazione e creazione. Forse non gli piace la natura precisa della matematica. Inoltre quando parlo di matematica mi accorgo che il linguaggio è molto importante e che molte volte le persone non riescono in matematica perché non sanno come scrivere una composizione. Hanno delle idee, ma non sono in grado di formularle nel modo giusto.
  • Credo che ci siano molte connessioni tra matematica e letteratura. [...] Quando scrivi puoi descrivere il mondo reale, ma puoi anche creare mondi di finzione. Hai l'immaginazione, totale libertà, puoi inventare personaggi, ogni tipo di sviluppo e sorprese, un certo tipo di finale o un altro. Anche il linguaggio è molto importante nella scrittura e nella letteratura. Spesso molte persone non sanno come combinare i due campi. Potrebbe sembrare il contrario: la letteratura è qualcosa di artistico e la matematica è una scienza, ma hanno anche molto in comune, e ci sono stati matematici che erano anche scrittori. Il più famoso è Lewis Carroll, autore di Alice nel paese delle meraviglie.
  • Quando ero piuttosto giovane ero interessato alla psicoanalisi e ai sogni. Cercavo di interpretare i miei sogni e ho cominciato a scriverli. Mi sono accorto che baravo un pochino nel scriverli. A volte li rendevo più piacevoli di quello che erano effettivamente. Così invece di documentare i sogni gradualmente ho cominciato ad aggiungere elementi di mia creazione, e in questo modo ho cominciato a scrivere, anche poesie, ma soprattutto storie.
  • Quando racconto storie non mi piace che tutto risulti chiaro dall'inizio. Mi piace che qualcosa rimanga segreto, o anche un narratore inaffidabile: qualcuno dice qualcosa e all'inizio tu ti fidi di lui ma poi andando avanti a leggere e tutto quanto diventa eccitante.

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