Angelo Izzo

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Angelo Izzo (1955 – vivente), criminale italiano.

Citazioni di Angelo Izzo[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Credo che lo stupro abbia a che fare con gli istinti primordiali dell'uomo. La caccia, l'inseguimento, la cattura, la preda calda, spaventata, tremante, il possesso. Ecco, questo il gioco, la mia eccitazione si fonda su questo subdolo e umiliante meccanismo: il possesso. Il sapere che lei è preda, alla tua totale mercé, debole e remissiva, schiava delle tue volontà. Il possesso totale. Sì, è vero, in uno stupro la soddisfazione sessuale è poca cosa, è il resto a farla da padrone. Il pieno controllo del corpo di lei, il senso di onnipotenza, lo sfogo sadico di un istinto malfermo, la tortura psicologica, la sua sofferenza, l'angoscia, la remissività. Tutto entra in un gioco perverso teso all'annullamento della sua volontà. La donna che è dominata, la schiavitù, la sottomissione, l'inseguimento del tuo solo piacere.[1]
  • Aspetti, le dico pure un particolare. Mi sembra che poi mentre stavo ammazzando Valentina, sono tornato a dare un'occhiata per vedere Luca come stava, perché ero molto preoccupato per Luca. Cioè io in tutto questo omicidio in realtà ero più preoccupato, ero tutto preso dalla questione di Luca Palaia perché avevo paura che facesse qualche sciocchezza.[2]
  • Ho pure parlato di un vecchio omicidio, di Pietro Castellani il bavoso, un boss romano che abbiamo ammazzato tanti anni fa', che siamo andati per ammazzarlo e abbiamo trovato la moglie e ho dovuto ammazzare pura la moglie. Ora io dicevo, mannaggia la miseria, a volte tu sei costretto ad ammazzare le persone che in un certo senso non c'entrano.[2]
  • Io per esempio partecipai a una campagna di attentati contro il Movimento Sociale[3] fatta sotto falsa bandiera, che in realtà facevamo noi del Fronte Nazionale[4]. In particolare per esempio incendiai la sede della Giovane Italia[5] a via Firenze. Misi una bomba alla sede della Federazione del Movimento Sociale a Via Alessandria. Le posso dare pure una data, misi della dinamite mi sembra nell'ottobre del 1972, quindi ero proprio ragazzo, avevo sedici anni.[6]
  • Da ragazzi noi ci sentivamo i nipotini delle SS, degli spartani, dei vichinghi, dei samurai. Dai sedici anni del 1971 non sapevamo nulla di malavita, eravamo solo molto esperti di armi, esplosivi, coraggiosi fino alla follia, ci sentivamo dei guerrieri. Ad un certo punto ci buttammo a corpo morto a fare rapine. Facevamo quattro banche a settimana certe volte. Certo, per i soldi, ma anche perché ci piaceva proprio. Era tutta una follia di assalti e di violenze di ogni tipo. Non avevamo nessun rispetto per gli altri che non eravamo noi. Sfioravamo il prossimo, anaffettivi, come si sfiora un muro passeggiando.[7]
  • Non sento un bisogno di pace. Mi rendo conto che talvolta ho commesso cose crudeli, ma se pure provo dei rimorsi non mi sembra il caso di esibirli.[8]
  • [Su La scuola cattolica] È incredibile che si voglia fare un racconto basato su una storia che è destituita di ogni fondamento, costruita su una serie di falsità che abbiamo in gran parte imbastito io e Gianni Guido coi nostri avvocati di fiducia, che ci hanno difeso al tempo del processo. […] Io penso che riproporre in certi termini le atrocità che ho commesso, è una specie di depistaggio per evitare di fare i conti con la violenza contro le donne, per scaricare su dei mostri la cattiva coscienza di tanti.[9]

Citazioni su Angelo Izzo[modifica]

  • Definire Angelo Izzo collaboratore di giustizia non ha nessun fondamento. Non escludo che nella sua storia di detenuto Izzo possa aver reso dichiarazioni collaborative, ma non per questo l`autorità giudiziaria ha chiesto per lui lo status di collaboratore di giustizia. (Alfredo Mantovano)
  • La legge meritoria dovrebbe riguardare i sani di mente. Io dissi nel 1980 che avrebbe ucciso ancora e che doveva essere messo in condizione di non uccidere. Poi ha fatto lo pseudo pentito rilasciando dichiarazioni deliranti. Per colpa sua abbiamo forse due vittime in più, morte come quelle del Circeo. (Francesco Bruno)
  • Personalmente ho stilato una perizia di Angelo Izzo, il mostro del Circeo, dopo l'uccisione di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, nell'aprile del 2005. Se esiste un'incarnazione del male, è lui, Angelo Izzo. (Massimo Picozzi)

Note[modifica]

  1. Da Stupro e torturo. Io, Angelo Izzo, vivo così, Panorama, 2005; tratto dal libro autobiografico The Mob, mai pubblicato.
  2. a b Dal processo a carico di Luca Palaia per il duplice omicidio di Ferrazzano, 2007; disponibile su YouTube.
  3. Movimento Sociale Italiano
  4. Fronte Nazionale
  5. Giovane Italia
  6. Dal processo per la strage di Piazza della Loggia, 2011; disponibile su YouTube.
  7. Citato in Cristina Agostini, Angelo Izzo, la nuova carriera del killer del Circeo: "Studio per diventare avvocato, liberoquotidiano.it, 29 dicembre 2018.
  8. Citato in Silvia Mancinelli, Parla il mostro del Circeo: "Ecco perché stupravo", adnkronos.com, 26 novembre 2019.
  9. Citato in Angelo Izzo contro il film "La scuola cattolica": «Storia morbosa, chiederò i danni al produttore», ilmessaggero.it, 7 Ottobre 2021.

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