Antonio Coppi

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Antonio Coppi (1783 – 1870), presbitero, storico, archeologo ed erudito italiano.

Cenni storici di alcune pestilenze[modifica]

Incipit[modifica]

Nei tempi delle grandi calamità si cerca naturalmente la storia di altri simili disastri. Quindi nell'attuale timore della Cholera pestilenziale, ho creduto non inopportuno di raccogliere cenni storici di alcune pestilenze che i vari tempi, e con diversi caratteri afflissero l'umanità specialmente in Italia. Ed a ciò mi sono indotto, poiché dal paragone di altre, sembra finora che l'attuale sia più minaccevole che perniciosa.

Citazioni[modifica]

  • La peste più antica di cui abbiamo memoria è quella dell'Egitto a tempi di Mosè. Essa produceva ulcere e tumori, che sono appunto sintomi di quella che fu di poi generalmente detta bubonica.
    L'istesso Mosè descrisse la lepra[1], producente macchie e pustole nella cute, qual morbo contagioso e prescrisse regolamenti sanitarj circa la medesima. Volle cioè che i sospetti si tenessero sette giorni in osservazione, si separassero gli infetti, e si purificassero i guariti. (p. 11)
  • Fu scritto che [nel 1348, per la peste nera] in Venezia morirono cento mila persone, nel Padovano circa un terzo degli abitanti, due terzi in Bologna, ed ottanta mila in Siena e ne' sobborghi. In un codice vaticano fu registrato, che in alcuni luoghi di cento persone appena dieci ne rimasero in vita, ed in altri soltanto cinque. Fu calcolato, che generalmente, quella peste abbia distrutto quasi quattro quinti degli abitanti dell'Europa. Furono poco danneggiati Milano ed altri paesi prossimi alle Alpi che dividono l'Italia dalla Germania. (pp. 43-44)
  • [Nel caso di segni di colera] Mezzi da impiegarsi prima dell'arrivo del Medico.
    Bisogna in primo luogo eccitare fortemente la pelle per richiamarvi il calore. In alcuni luoghi si è trovata utile l'applicazione della cenere, o della sabbia calda sul corpo. Hanno giovato ancora i bagni di vapore di aceto, semplice, o canforato per dieci, o quindici minuti, ma fatti in modo, che il malato sia ben coperto, e quando ne sorte, resti per qualche tempo coricato fra coperte di lana asciutte, e riscaldate, e si lascierà in quiete, se si manifesterà una moderata traspirazione cutanea. In caso contrario si faranno frizioni sul corpo sempre in mezzo alle coperte di lana fino all'arrivo del Medico. (p. 93)

Incipit di Annali d'Italia[modifica]

L'Italia divisa ne' tempi antichissimi in diversi Stati di varia forma, fu dai romani unita e divenne il centro di un vasto impero. Invecchiato poi questo diviso e decaduto, essa fu invasa da popoli settentrionali e nuovamente partita. Alcune regioni allora restarono indipendenti, altre appresso passarono sotto il dominio degli imperatori d'oriente, ed altre sotto il ristabilito impero d'occidente. Avendo però ambedue gl'imperi le sedi lontane da queste contrade venne meno il loro potere col lasso di tempo, e ne sorsero diverse repubbliche e principati. Ma quest Stati per circostanze particolari essendo rimasti piccioli e deboli mentre in altre nazioni si elevarono a grandi potenze, L'Italia fu perciò sovente esposta alle invasioni dei francesi, dei tedeschi e degli spagnuoli.

Note[modifica]

  1. Forma antica, derivata dal latino, di lebbra.

Bibliografia[modifica]

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