Arduino Colasanti

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Arduino Colasanti, ispettore generale dei Monumenti, assiste allo smontaggio del monumento a Bartolomeo Colleoni

Arduino Colasanti (1877 – 1935), storico dell'arte italiano.

Citazioni di Arduino Colasanti[modifica]

  • Con stupenda novità d'invenzione Melozzo immaginò [nella sagrestia di San Marco della Santa Casa] una cupola marmorea, di cui egli dipinse le modanature, le cornici, i fascioni e i meandri in modo da dare l'illusione perfetta della pietra e del rilievo. Attorno allo stemma cardinalizio di Giuliano Basso della Rovere una corona di quercia forma il centro al quale convergono tutte le linee di quell'architettura mirabile e fantastica. Segue un rosone di fregi elegantissimi eseguiti a monocromato. Una ghirlanda di teste di serafini rinserra questo primo nucleo, su cui poggia l'effetto di tutta la grandiosa decorazione.
    Otto finestre sembrano aprirsi al di sotto, negli otto spicchi della volta, e da esse otto angeli irrompono volando entro la solitaria cappella.[1]
  • Mentre Ludovico Seitz[2] conduceva a termine le pitture della cappella del coro [del santuario della Santa Casa di Loreto], Cesare Maccari andava svolgendo sotto la cupola quella sua grandiosa e solenne concezione delle litanie lauretane che resterà fra le opere maggiori dell'arte dei nostri giorni.[3]

L'arte bisantina in Italia[modifica]

  • Col caratteristico tipo a volte, a doppio loggiato e ad esedre con colonnati, occupanti lo spazio che sta sotto la cupola centrale, la basilica di S. Vitale costituisce l'ultimo anello della catena che congiunge il sistema basilicale romano col sistema bizantino. (p. 3)
  • Assai interessante è il sistema statico della cupola di S. Vitale, che non è basato sull'uso dei contrafforti esterni ai muri del tamburo, come nella chiesa dei SS. Sergio e Bacco di Costantinopoli, né su quello dei contrafforti disposti sul perimetro esterno della cupola e dei pennacchi sferici triangolari, come nella S. Sofia della stessa città, ma trova una parte della sua stabilità nella sopraelevazione dei muri che le servono di sostegno e in un tratto di tamburo che forma un perfetto raccordo d'angolo sulle linee rette nel poligono. (p. 3)
  • [...] non è esagerazione affermare che in questi musaici di S. Vitale l'arte bizantina ci ha lasciato uno dei suoi capolavori più gloriosi, che permette di intravedere anche quello che nel sesto secolo fu l’arte profana, di cui ci rimane poco più che il ricordo. (p. 4)

Note[modifica]

  1. Da Loreto, pp. 105-106.
  2. Ludovico Seitz (1844–1908), pittore italiano.
  3. Da Loreto, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1910, pp. 88-92.

Bibliografia[modifica]

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