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Arturo Issel

Al 2026 le opere di un autore italiano morto prima del 1956 sono di pubblico dominio in Italia. PD
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Arturo Issel

Arturo Issel (1842 – 1922), geologo, paleontologo e malacologo italiano.

La Liguria e i suoi abitanti nei tempi primordiali

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  • Se si faccia astrazione dai tempi più remoti, le cui tenebre son poco meno che impenetrabili all'analisi scientifica, la più antica terra emersa di cui si possa argomentar l'esistenza nel perimetro della Liguria attuale risale all'èra paleozoica o precisamente al declinare di quel periodo detto carbonifero dalla copia di litantrace acclusa nei terreni che vi si riferiscono. (pp. 6-7)
  • La selva del paesaggio carbonifero era una congerie di grandi felci che levavano tronchi alti e nudi, terminati da ciuffi di fronde sempre verdi, rigide e minute. Non alberi maestosi dall'ampio fogliame che ogni anno appassisce e cade per poi rinascere, non fiori dalle tinte smaglianti, non frutti saporosi. Non risuonava nella boscaglia la voce dei più nobili animali, dei mammiferi e degli uccelli.
    Il tipo più elevato della serie zoologica era, in quel tempo, un anfibio che calcava silente il suolo pantanoso, lasciandovi non di rado le sue orme impresse. Intanto, le acque marine accoglievano rettili nuotatori, selaci, ganoidi, conchiferi e coralli più o meno diversi dagli attuali, e gli ultimi superstiti della numerosa schiera dei trilobiti, omai prossimi alla completa estinzione. (p. 8)
  • Col volgere dei tempi, si formano depositi marini precipuamente dolomitici, bene spesso fossiliferi, i quali si convertono talvolta in un bel marmo con vene ed anastomosi ferruginose, nel celebrato portoro, uno dei vanti del delizioso golfo descritto da Persio. (pp. 10-11)
  • Durante i primordi del periodo seguente (cretaceo), la Liguria fu verosimilmente mare, come quasi tutta Europa, e nelle sue acque allignò una fauna distinta dalle precedenti, ricca di peculiari cefalopodi a conchiglie concamerate ecc. (p. 12)

Incipit di alcune opere

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Fra le nebbie del passato

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Nel fitto di una densa foresta una famiglia di selvaggi nudi ed inermi fugge atterrita dinanzi alla bufera che imperversa colla massima violenza: le nubi occultano la luce del giorno, il vento sibila, schiantando le piante e travolgendo virgulti e fogliame, guizzano vivide saette con tuoni fragorosi e cade una pioggia diluviale, mista di grandine. I miseri cercano rifugio nel cavo di una rupe, ma ecco d'un tratto comparire una iena famelica, che fiuta la preda. Uno di loro, stimolato dalla paura, raccoglie una selce per farsene un'arme, e, per meglio conseguire l'intento, la rende tagliente scheggiandola con altra pietra. Munito di questa difesa, egli affronta la belva, la ferisce e la mette in fuga.

Le isole e le scogliere madreporiche

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Or sono quarant'anni Carlo Darwin preludeva ai memorabili lavori che dovevano levar la sua fama a tanta altezza compiendo il giro del mondo a bordo della nave britannica Beagle, sotto gli ordini del capitano Fitz-Roi.
In questo viaggio l'attenzione del dotto naturalista si portava principalmente sulle forme e sulla distribuzione delle isole e delle scogliere madreporiche di cui sono sparsi i mari equatoriali e tropicali, argomento di grande interesse pel geografo quanto pel geologo, intorno al quale si possedevano allora nozioni scarse ed imperfette e correvano strane ipotesi affatto destituite di fondamento scientifico.

Le oscillazioni lente del suolo

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Nel prezioso manoscritto arabo che s'intitola Le meraviglie della natura, Mohammed Kazvini, scrittore persiano, che fioriva nel settimo secolo dell'egira (1300), pone in bocca ad un personaggio allegorico di nome Kidhz il seguente racconto:
Attraversando un giorno una città assai antica e popolosissima, domandai ad uno dei suoi abitanti da quanto tempo fosse fondata. È invero una potente città, mi rispose, ma non saprei dire a qual epoca risalga la sua fondazione, e su questo punto i miei antenati non erano meno ignoranti di me.

Bibliografia

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Altri progetti

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