Augusto Graziani (1865)

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Augusto Graziani (1865 – 1944), economista italiano.

Citazioni di Augusto Graziani[modifica]

  • Le dottrine molteplici e varie intorno alla guerra possono raggrupparsi in due grandi categorie: le une la proclamano immanente ed universalmente benefica; le altre, senza punto esaltarne l'ufficio, la ritengono risultante di condizioni storiche e transeunti.
    Senza voler riferire nemmeno per sommi capi le vicende di questi indirizzi teorici ricordiamo come scrittori antichi e moderni concordino nel riguardare la guerra quale legge suprema del mondo ed espressione di volontà trascendente e provvidenziale. (da La guerra ed il sistema sociale, Discorso letto il 22 novembre 1915 per l'inaugurazione dell'anno accademico 1915-16 nella R. Università di Napoli, Tipografia Cimmaruta, Napoli, 1916, p. 4)

Istituzioni di economia politica[modifica]

Incipit[modifica]

Gli scopi della vita umana non possono raggiungersi senza la disposizione di beni materiali. Ciò è evidente così per quei fini che si riferiscono all'esistenza fisica e sociale, come per quelli che concernono il perfezionamento delle facoltà anche più elette. Le stesse ricerche scientifiche e le creazioni artistiche suppongono osservazioni, esperienze, processi, che richieggono l'uso di mezzi del mondo esteriore. E non vi ha limite allo svolgimento dei bisogni.

Citazioni[modifica]

  • Sono ricchezze le cose utili, limitate e materiali. Intorno ai due primi requisiti, utilità e limitazione della quantità vi ha piena concordia fra gli economisti; intorno al terzo le controversie e i dissensi non possono dirsi cessati. (Libro I, cap. 1, p. 45)
  • La produzione ha per oggetto la ricchezza: si riferisce soltanto ai beni materiali: è creazione di utilità, non di materia. (Libro II, cap. 1, p. 79)
  • I mercantilisti, i quali partivano dal concetto che la ricchezza di un paese fosse proporzionale alla quantità di moneta ivi circolante, consideravano come produttivi soltanto l'industria estrattiva di metalli preziosi ed il commercio di esportazione. Se il valore dei prodotti esportati eccedeva quello dei prodotti importati, doveva, secondo quella scuola, determinarsi un afflusso di monete e perciò un incremento della ricchezza nazionale. (Libro II, cap. 1, p. 81)
  • Il lavoro è certo un elemento del costo di produzione, ma può il costo di produzione ridursi soltanto al lavoro richiesto per ottenere le ricchezze? Il Rodbertus ed il Marx sostengono quest'ultima tesi, ed affermano che il valore normale dei prodotti è sempre in ragione del lavoro occorso alla loro produzione. E mentre i classici distinguono la applicabilità della teoria del costo di produzione in casi di libera concorrenza, i socialisti l'elevano a dottrina universale. (Libro III, cap. 6, pp. 250-251)

Bibliografia[modifica]

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