Barbara Gallavotti

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Barbara Gallavotti (1968 – vivente), biologa, divulgatrice scientifica, autrice televisiva e giornalista italiana.

Citazioni di Barbara Gallavotti[modifica]

  • Torino è la mia città. Sono sempre stata molto legata al mio essere torinese. Da piccola trascorrevo lunghi periodi da mia nonna che abitava sul lungo Po, quasi di fronte alla Gran Madre. L'immagine che ho conservato è notturna: la collina di Superga, dove ha perso la vita mio nonno con il Grande Torino, le luci che si riflettono sul Po e in sottofondo il ruggito dei leoni e il barrito degli elefanti dello zoo. Suoni di mondi lontani che rispecchiano molto l'anima della città: un'identità torinese forte e per me un po’ malinconica, unita alla forte curiosità verso il mondo: basti pensare al Museo Egizio che è uno dei miei luoghi preferiti.[1]

«La scienza, gli insulti sessisti e le "scemenze varie"»

Intervista di Federica Venini, vanityfair.it, 16 novembre 2020.

  • Della mia formazione classica sono fierissima: uno dei miei nonni era un grecista, l'altro, un giornalista sportivo. Il secondo non l’ho mai conosciuto perché è morto nella tragedia di Superga, ma mi ha lasciato un po’ del suo mestiere nel Dna, il primo mi ha influenzata molto. Da ragazza volevo fare la critica letteraria, poi però mi sono iscritta a Fisica, perché volevo esplorare le leggi del mondo. E poi anche quella era una passione di famiglia. Dopo due anni ho scoperto il fascino della genetica, così ho cambiato con Biologia. Una volta laureata, però, mi sono detta "ma io voglio scrivere", così, mentre lavoravo come biologa in un laboratorio, ho iniziato a fare la giornalista per Galileo. Tutto si è incastrato in maniera molto casuale: ho realizzato il sogno di lavorare a Superquark, ho costruito una famiglia, ho scritto libri, anche per ragazzi.
  • [È per questo che riesce a parlare di scienza in modo così semplice?] Non soltanto. Ho dovuto sempre cercare io stessa, prima di tutti, di capire e semplificare quanto poi avrei dovuto spiegare agli altri. Poi c'è la mia passione per la narrazione: raccontare la scienza è come descrivere un’esplorazione, tappa per tappa. E i racconti di esplorazione hanno in sé un grande contenuto emotivo, spero di riuscire a trasmetterlo a chi mi ascolta o a chi mi legge perché credo sia proprio questa la "missione", diciamo così, del giornalista scientifico: raccontare anche l’emozione della scienza.
  • [Pragmatismo e sensibilità femminile. Sono qualità che aiutano nel suo campo oppure no?] Ahimé, credo che ancora adesso essere donna in un ambiente come il mio sia uno svantaggio. Tempo fa, mentre realizzavo alcune interviste per un servizio sulla transessualità, una persona nata donna che si era sottoposta a interventi per acquisire l’aspetto di un uomo, mi disse una cosa che mi colpì molto: "Ho acquistato credibilità, chi mi ascolta mi prende più sul serio". Restando nel quadro della vita di tutti i giorni, spesso le donne per farsi rispettare si maschilizzano, annullando o nascondendo il proprio lato femminile. Ecco, io questo non sono capace di farlo, e va bene così: non voglio trasformarmi in un maschio alfa, io voglio semplicemente raccontare le cose.

Note[modifica]

  1. Dalla intervista di Stefania Di Pasquale, Gallavotti, la biologa torinese che mette a tacere i No Vax: "Sono sempre esistiti, persino con il vaiolo", torino.repubblica.it, 2 dicembre 2021.

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