Battlestar Galactica (prima stagione)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Battlestar Galactica.

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Battlestar Galactica, prima stagione.

Episodio 1, 33 minuti[modifica]

Frasi[modifica]

  • Dio ha un piano per te, Gaius. Ha un piano per tutti e per ogni cosa. (Numero Sei)
  • Dormiremo quando saremo morti, andiamo! (Capo Tyrol)
  • È vero, siamo stanchi. È vero, non c'è riposo. È vero, i Cyloni non ci danno tregua, continuano ad attaccare incessantemente ogni 33 minuti, ma noi dobbiamo comunque fare il nostro lavoro al meglio! (Soul Tigh)
  • Credo in un mondo che posso capire e in un universo razionale ed intelligibile. (Baltar)
  • Ho deciso che sei solo un espressione del subconscio che si manifesta soltanto nel mio stato di veglia. (Baltar)

Episodio 2, Acqua[modifica]

Frasi[modifica]

  • Esercito e polizia sono due corpi ben separati. L'esercito combatte i nemici dello Stato, la polizia serve a proteggere il popolo. Quando entrambe le cose le fa l'esercito, allora il nemico dello Stato tende a diventare il popolo. (William Adamo)

Dialoghi[modifica]

  • Numero Sei: Ricordi la prima volta che hai mentito a una donna? A parte tua madre, ovviamente.
    Baltar: A parte mia madre? Sherry Bennett. Al quarto anno, nel cortile dietro la palestra. "Se mi fai vedere la tua cosina, io ti faccio vedere il mio cosino". Lei lo fece. Io no.

Episodio 3, Sete di libertà[modifica]

Dialoghi[modifica]

  • William Adamo: Ognuno di noi deve decidere in assoluta autonomia da che parte stare.
    Lee "Apollo" Adamo: Non sapevo che ci stessimo schierando.
    William Adamo: Per questo non ti sei ancora schierato.
  • Numero Sei: Noi siamo i figli dell'umanità. Questo fa di loro i nostri genitori.
    Aaron Doral: È vero, ma i genitori devono morire. E i figli acquistano la propria individualità.
  • Roslin: Lei si è impegnato per me a indire libere elezioni entro l'anno.
    Apollo: Signor Presidente, con tutto il rispetto, lei sta ricoprendo quel che resta della carica del presidente Adar. Fra sette mesi, quando scadrà il mandato, la legge vuole che ci siano le elezioni. Il suo impegno è di rispettare la legge.
    William Adamo: Mi sembra di sentir parlare un avvocato.
    Roslin: Lei non era autorizzato a negoziare.
    Apollo: Ho fatto un giuramento per difendere gli articoli. Gli articoli dicono che ci saranno le elezioni fra sette mesi, se mi chiedete di non rispettarli allora non sono un capitano, e lei non è un comandante. E lei non è un presidente. E io non devo nessuna maledetta spiegazione a nessuno di voi due.
    Roslin: È suo figlio.
    Adamo: È il suo consigliere.
  • Kara "Starbuck" Thrace: Ho anch'io i miei difetti.
    Tigh: La differenza è che i miei difetti sono personali, i suoi sono professionali.

Episodio 4, Sacrificio estremo[modifica]

Dialoghi[modifica]

  • William Adamo: [Riferendosi ad Apollo] Ha accennato a una cosa che vorrei chiederti di persona. Ha detto che potresti sentirti in colpa per qualcosa che hai fatto a Zak. Che hai fatto per lui?
    Starbuck: Non ne ho idea. Lo chieda a Lee.
    Adamo: Lo chiedo a te.
    Starbuck: Non lo so, non... Io non so a cosa alludesse, davvero.
    Adamo: Con me non devi mentire, Kara. Tu sei come una figlia. Non penso di meritarlo.
    Starbuck: Va bene. Zak... ha fallito... la prova di volo. Non era un pessimo pilota, ma non aveva il senso del volo. E poi... al momento della sua... valutazione finale, ha fallito tre manovre basilari. Avrei dovuto bocciarlo ma non l'ho fatto. Il problema di fondo è che suo figlio non aveva le qualità per comandare un Viper, e questo l'ha ucciso.
    [...]
    Adamo: [Dopo un flashback] Lo hai aiutato perché eravate fidanzati.
    Starbuck: Ho fatto uno sbaglio... perché io... io ero molto innamorata di lui, e ho lasciato che questo condizionasse il mio lavoro e... lui ci teneva al brevetto e non volevo essere io quella che lo avrebbe bocciato.
    Adamo: Reintegra i nuovi piloti al corso di volo.
    Starbuck: Sì. Sarà fatto. Ma voglio solo che lei capisca che avrei voluto...
    Adamo: Fa' il tuo dovere.
    Starbuck: Sì signore.
    Adamo: Esci dalla cabina finché sei ancora in tempo.

Episodio 5, Ritorno a casa[modifica]

Frasi[modifica]

  • [Ad un Raider Cylone abbattuto] Allora... sei vivo. (Starbuck)

Dialoghi[modifica]

  • Lee: Perché l'hai fatto? Perché l'abbiamo fatto? Per Kara? Per Zak? Per cosa?
    Adamo: Kara era della famiglia. Hai fatto quello che dovevi fare. A volte bisogna infrangere le regole.
    Lee: Se ci fossi stato io lì fuori?
    Adamo: Non c'è bisogno di chiederlo.
    Lee: Ne sei sicuro?
    Adamo: Se ci fossi stato tu non ti avremmo abbandonato.
  • Starbuck: [Evitando di essere colpita mentre pilota il Raider che ha preso] Idiota! Non conosci il protocollo di intercettazione? D'accordo. Complichiamogli un po' la vita.
    Lee: [Dando la caccia a Starbuck] Questo bastardo ci sa fare. [...] Aspetta un po'...
    Starbuck: [...] Niente sigaro per te. Dai, avanti, soltanto un altro po'. Più vicino|... Non così vicino!
    Lee: Che diavolo... Galactica, l'ho perso! Non riesco più a vederlo! [...] Cavolo!... Galactica, il caccia Cylone sta volando in formazione con me, proprio sopra la mia testa! Si comporta in modo strano.
    Adamo: Apra un canale.
    Lee: Ah, ah, ah! Ah, ah, ah, ah! È Scorpion!
    Adamo: Cosa? Ripeti, Apollo!
    Lee: Ehm, Galactica, il caccia Cylone ora è sopra di me, e c'è una sua scritta sulle sue ali!
    [...]
    Adamo: Portalo sùbito nell'hangar, e se fa qualche mossa falsa, abbattilo!
    Lee: Ricevuto, ma ve lo ripeto, deve essere proprio lei. Lo stile di volo, non c'è dubbio, è il suo.
  • Starbuck: Ti piace il mio giocattolo?
    Lee: Quando vuoi prendere un souvenir non devi strapazzarlo.

Episodio 6, Sacrificio esemplare[modifica]

Frasi[modifica]

  • [A Tyrol, dopo che Socinus è stato incarcerato] Non permetto a nessuno degli uomini che indossano la nostra uniforme di salire sul banco dei testimoni e mentire sotto giuramento come ha fatto il suo tecnico. O ha mentito la prima volta, o ha mentito la seconda volta. E questo non ha importanza. È colpevole, ed è il prezzo che dovrà pagare. E lei? Lei la pagherà in un altro modo. Dovrà camminare sul ponte di quell'hangar ogni giorno, sapendo che uno dei suoi uomini è in prigione perché lei non ha tenuto a freno il suo istinto. Purtroppo lei è il sottufficiale più esperto e affidabile che mi sia rimasto. Sa far volare i miei Viper. E io ho bisogno che i Viper volino. (William Adamo)

Dialoghi[modifica]

  • William Adamo: [Al sergente Hadrian ed alla Commissione di inchiesta] Ha frainteso il suo incarico. Ha perso di vista l'intento della legge, che è quello di proteggere i cittadini, non di perseguitarli. Nonostante tutto, nonostante quello che siamo, siamo migliori di così. Dichiaro concluso il procedimento. Vi farò tornare alle vostre navi. Ho apprezzato molto il vostro lavoro.
    [...]
    Presidente della Commissione: Comandante, è una Commissione indipendente. Non ha l'autorità di archiviare la nostra inchiesta.
    Adamo: Questa è una caccia alle streghe. E io non ammetto che avvenga sulla mia nave.

Episodio 7, La conversione di Baltar[modifica]

Frasi[modifica]

  • ... il che mi porta all'inevitabile conclusione che i Cyloni in ultima analisi non sono altro... che in ultima analisi i Cyloni non sono niente di più che dei tostapane... con delle splendide gambe. (Baltar)

Dialoghi[modifica]

  • Numero Sei: Se ti abbandonassi alla volontà di Dio troveresti la pace nel suo amore, come l'ho trovata io.
    Baltar: [Tentando di toglierle i vestiti] Puoi aiutarmi con questa chiusura lampo?
  • Baltar: Deve esserci un problema nel tuo programma, perché continui a ripetere all'infinito la stessa cosa. D'accordo, io accetto il tuo Dio e tutto il resto. Possiamo riprendere da dove eravamo rimasti?
    Numero Sei: Non è il mio Dio. È Dio.
    Baltar: Sì, il tuo Dio, il mio Dio, il Dio di tutti. È abbastanza grande, non è così?
  • Shelly Godfrey: [A proposito di un dischetto] Il dottor Amarak me lo ha dato prima di morire.
    Baltar: Perché? Sapeva che stava per morire?
  • [Roslin visita Baltar in cella dopo l'accusa di tradimento]
    Roslin: Vorrei tanto crederle. Mi piacerebbe pensare di non aver commesso un errore di valutazione fidandomi di lei, chiedendole dei consigli. Ma non è andata così, dottore. Se ognuno di noi può essere un Cylone, se è così difficile identificarli, allora non ci rimane che fidarci del nostro istinto, delle nostre sensazioni. E quando mi hanno detto che era lei in quella fotografia è stato come se l'avessi sempre saputo. Io credo che lei sia coinvolto in quell'attacco. In qualche modo. Lo sento.
    Baltar: Mi perdoni, signor Presidente, se non desidero essere giustiziato solo a causa delle sue sensazioni.
    Roslin: Che gli Dei abbiano pietà della sua anima.

Episodio 8, Minaccia nucleare[modifica]

Frasi[modifica]

  • È bravo a manipolarti. È furbo. Il vero problema, con Leoben, non è il fatto che menta – sarebbe scontato. Lui mescola le bugie alla verità. (William Adamo)
  • Qual è il fondamento essenziale della fede? Noi non siamo solo un involucro. La differenza tra di noi è che io so che significa mentre tu no. So che c'è dell'altro oltre al corpo e alla coscienza. Una parte di me fluttua libera, ma in realtà è lucida, e non si perde mai nella corrente. (Leoben Conoy)

Dialoghi[modifica]

  • Starbuck: Vedi, se fossi umano ora saresti disposto a fornirci delle false informazioni sull'ubicazione della testata. Un espediente per riprendere fiato e risparmiarti qualche minuto di dolore. Ma non è così. Tu non sei umano. Sei solo una macchina.
    Leoben: Io sono più di quanto potresti immaginare. Io sono Dio.
    Starbuck: Come, scusa, Dio? Ah, ah, ah! Wow! Molto piacere! È forte! Bene, fallo riprendere un paio di minuti.
    Leoben: È buffo, non trovi? Tutti siamo Dio, Scorpion, tutti noi. Vedo l'amore che unisce tutti gli esseri viventi.
    Starbuck: L'amore? Non sai neanche cosa voglia dire.
    Leoben: Io so che Dio vi amava più di ogni altra creatura vivente, e voi avete ripagato il suo amore con peccato, con l'odio, la corruzione, il male, e così ha deciso di creare i Cyloni.
    Starbuck: Gli Dei non hanno niente a che vedere. Noi vi abbiamo creato. Noi. È stata una stupida, stramaledetta decisione, l'abbiamo già pagata. Avete massacrato l'intera popolazione umana! Questo è peccato! Questo è male! E tu sei malvagio.
    Leoben: Davvero? Nel fiume della vita vedo le verità che tu ignori.
  • Starbuck: Dimmi dov'è quella testata.
    Leoben: Non sei sulla strada giusta, Scorpion. Tu hai un destino diverso.
    Starbuck: Non m'interrompere. Può darsi che il mio povero cervello umano ti sorprenda, ma ho l'impressione che tu abbia paura. Hai paura perché sei molto distante da casa. E se non riuscissi a trasferirti? Se morendo qui, adesso, tu morissi davvero? È l'occasione per scoprire se sei veramente Dio o un tostapane che si taglia i capelli da solo.
    Leoben: Non ho paura di morire.
    Starbuck: Ho capito, ti hanno programmato per la metafora di Dio, del sacro cuore e del regno dei cieli, ma nella tua testa, in quel processore che chiami cervello, suona il beep di allarme: "Errore, errore, il programma ha commesso un errore. Io non ho un'anima, ho solo un software. Se muoio, mi spengo".
    Leoben: Ho un anima. Conosco il tuo passato. So che ti hanno fatto del male. Sei figlia di una donna che crede che soffrire nobiliti l'animo, quindi hai sofferto. La tua vita è la testimonianza del dolore, delle ferite, degli incidenti. Alcuni inflitti ad altri, alcuni inflitti a te stessa. Sei come prigioniera di una bolla, ma non è reale, è solo qualcosa di cui lei ti ha convinta. Qualcosa in cui credi, e quindi sei tu il problema, e non il mondo in cui vivi. Vuoi crederci perché ti fa sentire una disgraziata. Sei come un cancro che deve essere estirpato, perché tu senti la sua voce ogni giorno e vuoi che lei abbia ragione.

Episodio 9, Il rivelatore di Cyloni[modifica]

Dialoghi[modifica]

  • William Adamo: Signor Presidente, da oggi siamo in possesso del primo autentico rilevatore di Cyloni dell'universo.
    Roslin: È una grande notizia.
    Adamo: Già.
    Roslin: E... allora, quando vuole provarlo?
    Adamo: Il dottor Baltar vorrebbe iniziare un test a largo raggio prima possibile, però ci sono alcune gravi limitazioni: può esaminare una sola persona alla volta, e l'accertamento richiede delle ore.
    Roslin: E quindi chi andrà per primo?
    Adamo: Intende al test... giusto. Ahm... io direi le persone nelle posizioni più delicate.
    Roslin: Sono assolutamente d'accordo. Iniziamo da lei?
    Adamo: Mi scusi?
    Roslin: Se lei è un Cylone, ci terrei a saperlo.
    Adamo: Se io sono un Cylone, allora lei è nei guai.
    Roslin: Dico sul serio. Sono convinta che lei dovrebbe andare per primo. Dimostri a tutta la flotta che può fidarsi di chi è al vertice.
    Adamo: Allora forse dovrebbe andarci lei. D'accordo. Andrò per primo.
  • Numero Cinque: Abbiamo perlustrato ogni strada, ogni edificio. Ci sono sfuggiti, com'è possibile?
    Numero Sei: Ora lei crede di amarlo, di non poter vivere senza di lui. La passione l'ha resa molto più ingegnosa.
    Numero Cinque: Ti infastidisce, vero?
    Numero Sei: Alla fine li prenderemo.
    Numero Cinque: No, ti infastidisce di non aver mai fatto quest'esperienza.
    Numero Sei: Eh, eh, eh! Hai visto com'era Helo quando l'abbiamo portata via. Era patetico.
    Numero Cinque: Non posso fare a meno di chiedermi com'è sentire così intensamente. Anche in quell'angoscia mi sembrava così... così vivo.

Episodio 10, La profezia di Pitia[modifica]

Frasi[modifica]

  • Se continueremo a fuggire loro continueranno a inseguirci, ma nel momento in cui riusciremo a colpire seriamente un loro obiettivo sensibile, ci penseranno due volte prima di tornare. (Adamo)
  • Quando sei in quella cabina hai tutto sotto controllo. È duro mollarla. [...] Ora puoi solo aspettare e sperare di non aver commesso errori. (Adamo)

Dialoghi[modifica]

  • William Adamo: Il capitano Adamo e il colonnello Tigh stanno pensando a una missione, e io avrei bisogno di un tuo suggerimento creativo.
    Starbuck: Allora si è rivolto alla persona giusta.
  • Apollo [A proposito di un accendino che Adamo gli ha appena dato perché gli porti buona fortuna per una missione]: Papà, te lo riporterò.
    Adamo: Te lo consiglio, se non vuoi che ti prenda a calci nel culo. È un buon accendino.

Episodio 11, L'ago della bilancia[modifica]

Dialoghi[modifica]

  • Starbuck: È stato scelto come delegato di Caprica per il Consiglio dei Dodici.
    Baltar: Io? Ma... Non sarà mica uno scherzo!
    Starbuck: Hanno riconosciuto il suo valore. Davvero un'ottima scelta. Congratulazioni, dottore!
    Baltar: Grazie, ma... La politica è noiosa come un prelievo di sangue. Tutti quei discorsi interminabili, e quella noiosa ostentazione...
    Numero Sei: E feste piene di ammiratrici, attirate dal tuo potere.
    Baltar: Che non si fa per il prossimo.
  • Numero Sei: Per quanto mi riguarda puoi avere tutte le donne che vuoi. Ma ricorda sempre che il tuo cuore è mio.
    Baltar: Sì, sicuro.
    Numero Sei: Ma te lo strapperò dal petto, se sarò costretta.
  • Adamo: La politica. Eccitante come la guerra, ma altrettanto pericolosa.
    Roslin: Ma in guerra si viene uccisi una volta soltanto. In politica può accadere più volte.
    Adamo: Lei è ancora in piedi.
    Roslin: Anche lei.
    Adamo: E posso ballare! [Iniziano a ballare.]

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