Bruce Chatwin

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Bruce Charles Chatwin (1940 – 1989), scrittore e viaggiatore britannico.

  • Ancora oggi, disse Wendy, quando una madre aborigena nota nel suo bambino i primi risvegli della parola, gli fa toccare le «cose» di quella particolare regione: le foglie, i frutti, gli insetti e così via. Il bambino, attaccato al petto della madre, giocherella con la «cosa», le parla, prova a morderla, impara il suo nome, lo ripete e infine la butta in un canto. «Noi diamo ai nostri figli fucili e giochi elettronici», disse Wendy. «Loro gli hanno dato la terra». (da Le Vie dei Canti, p. 192)
  • Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. (da Anatomia dell'irrequietezza)
  • In tibetano «sherpa» significa «orientale», e gli sherpa che si stabilirono nel Khumbu circa quattrocentocinquanta anni fa sono un popolo buddhista, amante della pace, che viene dalla parte orientale dell'altopiano. Non riescono a star fermi, e nella terra degli sherpa, ogni pista è contrassegnata da cumuli di sassi e bandiere da preghiere, messi lì a rammentare che la vera casa dell'Uomo non è una casa, ma la Strada, e che la vita stessa è un viaggio da fare a piedi. (da Che ci faccio qui?)

Bibliografia[modifica]

  • Bruce Chatwin, Le Vie dei Canti, traduzione di Silvia Gariglio, Adelphi, 1995. ISBN 9788845911415
  • Bruce Chatwin, Che ci faccio qui?, traduzione di Dario Mazzone, Adelphi, 1990.
  • Bruce Chatwin, Anatomia dell'irrequietezza, traduzione di Franco Salvatorelli, Adelphi, 1996.

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