Calvert Casey

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Calvert Casey (– 1969), scrittore cubano.

  • Non è la morte che mi ossessiona, ma la vita, l'umile e grandioso bene sempre minacciato, sempre perduto. Non deploro ciò che ho vissuto, i fatti che a molti potrebbero apparire sordidi e che forse lo sono. La mia ossessione non chiede d'essere giustificata, è nel fondo di tutte le azioni umane.[1]

Citazioni su Calvert Casey[modifica]

  • Anche dopo morto, per Calvert Casey non ci fu pietà, comprensione, assoluzione. (Lucrezia Cipriani Panunzio)
  • L'esilio non è mai stato facile per nessuno. Ma se per qualcuno può rivelarsi poi non tanto male, magari anche proficuo e vivificante, per altri può diventare una angoscia senza fine. Per Casey diventò intollerabile. (Lucrezia Cipriani Panunzio)
  • Nei suoi racconti si respirava la morte: la sua vita e la sua opera, brevi e intense ambedue, sembravano una preparazione per la morte. (Lucrezia Cipriani Panunzio)
  • Quando Calvert Casey, lo scrittore cubano che ha ispirato Aquilino Duque per il personaggio di Quimo ne "La lanterna magica" morì suicida a Roma quattro anni fa, anch'io, come lo stesso Duque "per parecchi mesi non ebbi parole per parlarne": la sua morte mi sembrò sì la fine di un atroce calvario, ma anche il prolungamento di una grande ingiustizia. (Lucrezia Cipriani Panunzio)
  • Quanto all'oblio della maggior parte dei suoi compatrioti e amici letterati, meglio mantenere un pietoso silenzio. (Aquilino Duque)

Note[modifica]

  1. Citato in Lucrezia Cipriani Panunzio, Quimo-Casey un antieroe, La Fiera Letteraria, n. 17, aprile 1973.