Carlo Randaccio

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Carlo Randaccio (1827– 1909), politico e scrittore italiano.

Storia delle Marine militari italiane[modifica]

  • Se un Italiano visiti la tomba di lui, si ricordi che Tegetthoff fu un prode, ed auguri all'Italia un ammiraglio che a lui somigli. (vol. II, p. 198)
  • Il 20 luglio 1866, nei paraggi di Lissa[1], era accaduto il fatto seguente: la squadra austriaca, assai minore di forze all'armata italiana, era venuta ad assalirla; in un'ora di combattimento, aveva sfondata la linea delle corazzate italiane, mandata a picco quella ammiraglia, cagionato l'incendio e la perdita totale di un'altra, fatto perire per fuoco o per annegamento quasi seicento uomini; tutto ciò con lieve suo danno: poi, riordinatasi in battaglia, aveva atteso che l'armata italiana tornasse alla riscossa, ma invano; onde tranquillamente, se ne entrava in quel Porto S. Giorgio, che era venuto a liberare, e che avea liberato.
    Come il fatto incredibile, maraviglioso agli stessi Austriaci, fu possibile?
    È presto detto: delle 30 navi che componevano l'armata italiana, tre solamente combatterono da vero, altre tre fecero poco, quattro pochissimo, le altre niente. (vol. II, pp. 198-199)
  • Carlo di Persano, supremo ammiraglio italiano, che dal principio della guerra alla fine, fu, più di ogni altra cosa, sollecito di assicurare la propria vita; che disconobbe o trascurò sempre tutti i doveri del suo ufficio; che per i fatti d'arme diede disposizioni cattive sempre, talora stolte; che fatto arrestare il Re d'Italia, unicamente per fuggirsene, poiché vedevalo minacciato, cagionò la perdita di quella nave e la rottura della linea; che, riparatosi su l'Affondatore, senza darne preavviso all'armata, lasciata così priva di direzione, rendeva inutile, con la dappocaggine sua, quel poderoso ariete; che, riordinata la sua armata, non la condusse contro al nemico, che l'aspettava; quest'uomo, diciamo, fu il principale autore del disastro, dell'onta di Lissa.
    Autore principale, non unico. (vol. II, p. 199)

Note[modifica]

  1. Isola dell'Adriatico situata al largo di Spalato, a circa 50 km dalla costa dalmata.

Bibliografia[modifica]

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