Carmen Lasorella

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Carmen Lasorella nel 2013

Carmen Lasorella (1955 – vivente), giornalista e conduttrice televisiva italiana.

Citazioni di Carmen Lasorella[modifica]

  • [Sulla manipolazione dell'informazione da partte dei governi] Ho sempre scritto quello che decidevo di scrivere. L’unica volta che mi è capitata una situazione del genere è stato diversi anni fa in Slovacchia. Ero in quel momento corrispondente dai Paesi dell’Est, quindi anche per la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Bulgaria, l’Ungheria e così via. Ero in Repubblica Ceca e doveva arrivare di lì a poco il nostro Presidente della Repubblica. Poiché la Repubblica Slovacca era retta da un personaggio equivoco, un ex pugile legato alle mafie, il fatto che, nell’imminenza di una visita del nostro Presidente, io descrivessi quel Paese come retto da un signore legato alle mafie non era il massimo della diplomazia e, pertanto, mi chiesero se potevo trasmettere i miei reportage dopo la visita. In alcuni casi è una questione di opportunità.[1]
  • [Alla domanda su quale sia stato il suo reportage di guerra più struggente] Inevitabilmente il pensiero corre al momento dell’agguato in Somalia di cui sono rimasta vittima, perché è stato uno spartiacque nella mia vita. Il mio collega Palmisano è morto e io, che ero con lui, mi sono salvata per miracolo. È stata un’esperienza durissima dal punto di vista umano. Eravamo solo a trenta centimetri di distanza, siamo stati esposti al fuoco dei killer per quaranta minuti. Lui è stato colpito, io no. Forse è stato il destino, ma comunque si è trattato di una esperienza toccante.[1]
  • Io ho fatto tantissimi reportage, anche perché ho avuto il privilegio di essere stata la prima inviata di guerra televisiva in Italia. Lo sono diventata in modo casuale, perché era agosto, c’erano gli ultimi strascichi della guerra Iran-Iraq e i colleghi erano tutti in ferie. Parliamo dell’87: io ero stata appena assunta, dunque ero l’ultima arrivata. Dopo otto anni di gavetta, con contratti a termine che praticamente non portavano mai all’assunzione, quell’agosto non c’era nessuno che partisse: lo feci io. Il lavoro è andato talmente bene che ho potuto, in seguito, continuare a occuparmi di politica internazionale. Ci vuole esperienza, conoscenza, capacità di analisi, tante altre caratteristiche, per cui non è di certo il settore più facile per un giornalista. È un punto d’arrivo non di partenza. Io ho potuto, lavorando alla redazione esteri della Rai, cominciare a fare quello che mi interessava.[1]
  • Io sono lucana. La mia famiglia è di Potenza e quando dovevo nascere, a causa della neve, un blocco stradale determinò la sosta obbligata di mia madre a Matera, dove partorì. In realtà ho vissuto per tanti anni a Potenza. Ora abito a Roma e viaggio spesso verso San Marino, dove lavoro.[1]
  • La televisione generalista è ormai giunta al capolinea. Ha vissuto il suo periodo d’oro. Andiamo sempre più verso la web tv. [...] La tv generalista, che è tale anche perché i containers (i contenuti) costano troppo, è vista sempre meno e da persone che continuano a vederla solo per pigrizia. Altrimenti, con l’i-pad, si può vedere il tg o un programma quando si vuole. È normale che la televisione si debba adeguare. Tutti i management delle tv del mondo sono consapevoli che devono puntare su formule più dinamiche di comunicazione, che la televisione generalista è ormai giunta al termine, che in futuro la televisione funzionerà per aree tematiche, ma sempre più in connessione con il web.[1]

Note[modifica]

  1. a b c d e Dall'intervista di Dora Anna Rocca, «La televisione generalista è ormai giunta al capolinea...», lucidamente.com, 8 luglio 2012.

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