Caro diario

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Caro diario

Immagine Garbatella 1.JPG.
Titolo originale

Caro diario

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1993
Genere drammatico, commedia
Regia Nanni Moretti
Sceneggiatura Nanni Moretti
Produttore Nanni Moretti, Angelo Barbagallo
Episodi
  1. In Vespa
  2. Isole
  3. Medici
Interpreti e personaggi
Note

Caro diario, film italiano del 1993 di e con Nanni Moretti.

Frasi[modifica]

  • D'estate a Roma i cinema sono tutti chiusi, oppure ci sono film come "Sesso amore e pastorizia", "Desideri bestiali", "Biancaneve e i sette negri", oppure qualche film dell'orrore come "Henry", oppure qualche film italiano. (Nanni)
  • Voi gridavate cose orrende e violentissime, e voi siete imbruttiti. Io gridavo cose giuste, e ora sono uno splendido quarantenne. (Nanni)
  • Cos'è questo film? È la storia di un pasticcere, trotzkista... Un pasticcere trotzkista nell'Italia degli anni '50. È un film musicale. Un musical. (Nanni)
  • Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. Ma non nel senso di quei film dove c'è un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un'isola deserta perché il regista non crede nelle persone. Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza... (Nanni)
  • Una cosa però l'ho imparata da tutta questa vicenda. No, anzi: due. La prima è che i medici sanno parlare, però non sanno ascoltare; e ora sono circondato da tutte le medicine inutili che ho preso nel corso di un anno. La seconda cosa che ho imparato è che la mattina, prima della colazione, fa bene bere un bicchiere d'acqua. (Nanni)
  • Sai cosa dice Hans Magnus Enzensberger? Sono d'accordo con lui! (Gerardo)
  • Caro diario, sono felice solo in mare, nel tragitto da un'isola che ho appena lasciato e un'altra che devo ancora raggiungere. (Nanni)
  • È che io ho tanti di quei progetti, ma vanno tutti a finir male. Qua sono tutti così ostili. Perchè sono così ostili? (Sindaco di Stromboli)
  • Io non esco mai. Perché gli uomini sono spaventosi. Io voglio vivere qui senza radici. Le nostre radici sono troppo pesanti. In tutti questi anni ho avuto vergogna dell'ltalia e della sua gente. Ho avuto vergogna delle altre isole: così avide, grasse, ignoranti, narcisiste. Dove vive gente che non si sente in colpa. Noi ci siamo ritirati qui per pensare agli altri. Gli italiani sono uno dei popoli più condizionati e volgari del mondo. Questo Paese ha così sfrenatamente voglia di ridere. Che cosa c'è da ridere? (Lucio)

Dialoghi[modifica]

  • Nanni: Be' Spinaceto pensavo peggio non è per niente male.
    Un astante: Ma infatti lo sai ci stavo pensando.
    Nanni [lo interrompe e scappa]: Ciao!

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