Cassandra Clare

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Cassandra Clare al WonderCon 2013

Cassandra Clare (1973 – vivente), scrittrice statunitense.

Shadowhunters[modifica]

Città di ossa[modifica]

Incipit[modifica]

– Stai scherzando, vero? – disse il buttafuori incrociando le braccia davanti al petto massiccio. Guardò dall'alto in basso il ragazzo col giubbotto rosso e scosse la testa rasata. – Non puoi portare dentro quella roba.
La cinquantina di ragazzi in coda fuori dal Pandemonium Club si sporsero in avanti per origliare. L'attesa per entrare in quel locale era lunga, soprattutto il sabato, e in coda non succedeva quasi mai niente di interessante. I buttafuori erano tosti e calavano subito in picchiata su chiunque aveva l'aria di voler fare casini. La quindicenne Clary Fray, in coda con Simon, il suo migliore amico, si chinò in avanti come tutti gli altri, sperando in una piccola distrazione.

Citazioni[modifica]

  • Forse un giorno gli ultimi saranno i primi, ma per ora sono i vanitosi a divertirsi di più.
  • – Le fate sono angeli caduti – intervenne Dorothea. – Esiliati dal Paradiso per il loro orgoglio.
  • – E quello è il motto dei Nephilim... degli Shadowhunters.
    – Cosa vuol dire? –
    Il sorriso di Jace fu un lampo bianco nell'oscurità. – Significa "Shadowhunters: strafighi in nero dal 1234".
  • Il bambino non pianse mai più e non dimenticò mai ciò che aveva imparato: che amare significava distruggere e che essere amati significava essere distrutti.
  • Anche mezzo agghindato da cacciatore di demoni, pensò Clary, Simon aveva l'aria del bravo ragazzo che ti viene a prendere a casa ed è educato coi tuoi genitori e fa le coccole al tuo cane.
    Jace, invece, sembrava il tipo di ragazzo che viene a casa tua e le dà fuoco.
  • [...] essere diversi non è una passeggiata. Vuoi sapere com'è quando i tuoi genitori sono delle brave persone che vanno in chiesa e tu nasci con addosso il marchio del Diavolo? – [Magnus] Si indicò gli occhi con le dita contratte. – Quando tuo padre rabbrividisce solo a vederti e tua madre si impicca nel fienile, impazzita alla vista di suo figlio?
  • Non è stata colpa tua – disse [Alec]. – Non si può decidere come nascere.
  • [...] ho capito che non avevo smesso di credere in Dio. Avevo solo smesso di credere che gliene importasse qualcosa di noi. Dio forse esiste, Clary, o forse no, ma non credo che abbia importanza. In ogni caso ce la dobbiamo cavare da soli.
  • Scusa, mi stai dicendo che i tuoi amici ammazzademoni hanno bisogno che mia mamma li accompagni in macchina al loro prossimo appuntamento con le forze delle tenebre?
  • Dove c'è un sentimento non ricambiato – disse Hodge – c'è uno squilibrio di potere. È uno squilibrio facile da sfruttare, ma non è saggio farlo. Dove c'è amore, spesso c'è anche odio. Possono esistere fianco a fianco.
  • […] Ti sei già innamorato della persona sbagliata?
    ֪Jace disse: – Purtroppo, Signora del Rifugio, il mio unico vero amore resto io stesso.
    Dorothea scoppiò in una risata: – Almeno non ti devi preoccupare di essere respinto, Jace Wayland.
  • Si dice che i Nephilim siano i figli degli uomini e degli angeli. Tutto ciò che ci ha lasciato questa discendenza dagli angeli è una maggiore altezza da cui precipitare quando cadiamo.
  • Una volta ti dissi che non avevo mai visto un angelo? Bè, mi sbagliavo.
  • Le cose peggiori gli uomini le fanno proprio in nome dell'amore.
  • Se c'era una cosa che stava imparando da tutta quella faccenda era quanto fosse facile perdere tutto ciò che pensava fosse stato suo per sempre.

Città di cenere[modifica]

Incipit[modifica]

La formidabile struttura di vetro e acciaio su Front Street si ergeva dalle fondamenta come un ago scintillante che trafigge il cielo. Il Metropole, la più costosa delle nuove torri di Downtown Manhattan, contava cinquantasette piani. L'ultimo ospitava l'appartamento più lussuoso: l'attico del Metropole, un autentico capolavoro di elegante design bianco e nero. Troppo nuovi per avere già raccolto polvere, i suoi nudi pavimenti di marmo, lucidissimi, riflettevano le stelle del cielo notturno attraverso le enormi finestre a parete. Le vetrate, perfettamente trasparenti, davano l'incredibile illusione che nulla si frapponesse tra l'osservatore e la vista, che faceva venire le vertigini anche a chi non aveva paura dell'altezza.

Citazioni[modifica]

  • Non tutto quello che Jace faceva era folle e suicida, [...] Lo sembrava soltanto.
  • Non possono mentire, ma adorano giocare a dire la verità in maniera creativa. Scopriranno ciò che vuoi più di ogni altra cosa al mondo e te lo offriranno... nascondendoci dentro un'insidia che ti farà rimpiangere di averlo mai desiderato.
  • L'amore rende bugiardi.
  • – Sai come sono i vincoli familiari, Regina – disse Jace, ritrovando la voce. – Si avvinghiano più strettamente dei tralci. E a volte, come i tralci, si avvinghiano tanto da ucciderti.
  • – Siete mortali, invecchiate, morite – disse la Regina in tono sprezzante. – Se questo non è l'inferno, dimmi, ti prego, che cos'è?
  • – Quando ero piccolo, scoprii che se ripetevi all'infinito e abbastanza velocemente una parola qualsiasi, perdeva ogni significato. Stavo a letto sveglio e mi dicevo di continuo: zucchero, specchio, sussurro, buio. Sorella – disse [Jace] piano. – Tu sei mia sorella.
    – Non importa quante volte lo ripeti, sarà sempre vero.
    – E non importa cosa non mi lasci dire, anche quello sarà sempre vero.
  • Pensò per la prima volta che, tutto sommato, forse i morti non erano così sfortunati.
  • Quando ami qualcuno, non hai scelta. [...] L'amore ti nega ogni scelta.
  • "Mamma. Ho qualcosa da dirti. Sono un morto vivente. Ora, so che potresti avere dei preconcetti sui morti viventi. So che potresti non sentirti a tuo agio al'idea che sono un morto vivente. Ma sono qui per dirti che i morti viventi sono esattamente come me e te." – Rimase un attimo in silenzio. – Be', okay, forse più come me che come te. [...] "La prima cosa che devi capire è che sono la stessa persona di sempre. Essere un morto vivente non è la cosa più importante di me. È solo una parte di quello che sono. La seconda cosa che dovresti sapere è che non è una scelta. Sono nato così." – Simon le lanciò [a Clary] un'occhiata di traverso al di sopra dell'opuscolo. – Pardon, rinato così.
  • Jace, lo sapeva, non aveva la stessa sensazione. Simon era stato a fissarlo con un senso di malessere allo stomaco, incapace di distogliere lo sguardo, quando aveva preso Clary tra le braccia e l'aveva baciata con un tale slancio che aveva temuto che uno dei due o entrambi potessero andare in frantumi. L'aveva stretta come se volesse annientarla in se stesso, come se potessero fondersi in un'unica persona.
  • Ho la sensazione che tu preferisca struggerti per qualcuno con cui non potrai mai stare piuttosto che provare a stare con qualcuno con cui potresti.
  • Certo che ho già sentito la parola "paura". Però preferisco credere che non abbia niente a che fare con me.
  • – A volte sparisci completamente nella tua testa. Mi piacerebbe poterti seguire.
    Lo fai, avrebbe voluto dire Clary. Sei continuamente nella mia testa.
  • Pensi che non abbia visto il modo in cui vi guardate? Il modo in cui pronuncia il tuo nome? Puoi anche credere che io non abbia sentimenti, ma ciò non significa che non sia capace di vederli negli altri.
  • Quando io uccido, è perché devo. Tu sei cresciuta in un paradiso falsamente bello, figlia mia, circondato da fragili pareti di vetro. Tua madre ha creato il mondo nel quale voleva vivere e ti ci ha allevata, ma non ti ha mai detto che era un'illusione. E nel frattempo i demoni aspettavano, con le loro armi di sangue e terrore, di infrangere il vetro e liberarti dalla menzogna.
  • Non credere mai che il cattivo sia morto prima di averne visto il corpo. [...] Se vuoi evitare infelicità e agguati a sorpresa.
  • Se ami davvero qualcosa, vedrai che non cercherai di mantenerlo per sempre così com'è. Devi lasciarlo libero di cambiare.
  • Se non puoi dire la verità alle persone a cui tieni di più, alla fine non riesci a dirla neanche a te stesso.
  • Ogni volta che tu stai per morire, sto per morire anch'io.

Città di vetro[modifica]

Incipit[modifica]

L'ondata di freddo della settimana precedente era passata e il sole brillava allegramente mentre Clary attraversava in fretta il giardino polveroso davanti alla casa di Luke, col cappuccio del giubbotto tirato su per impedire al vento di soffiarle i capelli in faccia. Faceva caldo, ma il vento che veniva dall'East River sapeva essere ancora feroce: portava con sé un lieve odore chimico, mescolato a quello di Brooklyn di asfalto e benzina e a un sentore di zucchero bruciato che veniva da una fabbrica abbandonata, in fondo alla via.

Citazioni[modifica]

  • Che senso aveva piangere, se non c'era nessuno a confortarti? E quel che era peggio, se non potevi nemmeno confortare te stessa?
  • – Tu sei mia sorella – disse Jace alla fine. – Mia sorella, il mio sangue, la mia famiglia. Dovrei sentire il desiderio di proteggerti. – Rise in silenzio e senza umorismo. – Proteggerti da tutti i ragazzi che vorrebbero fare con te esattamente quello che vorrei fare io.
  • Sai, ci sono ferite che un cacciatore può ricevere, ferite interne causate dal veleno di un demone: non ti rendi nemmeno conto di cosa c'è che non va, in te, ma dentro stai lentamente sanguinando a morte. Ecco, essere solo un fratello, per te, mi dà la stessa sensazione.
  • – Io non sono un angelo, Jace – ripeté Clary. – Non restituisco i libri in biblioteca. Scarico illegalmente musica da internet. Racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.
    – Non per me.
  • La gente non nasce buona o cattiva. Forse nasce con delle inclinazioni verso l'una o l'altra parte, ma è il modo in cui ciascuno vive la propria vita che conta. E le persone che si incontrano.
  • Tutto in bianco, Jace sembrava un angelo, pensò Clary. Anche se della schiera dei vendicatori.
  • – Non tutto quello che succede, Jace, riguarda te personalmente. – replicò Clary furiosa.
    – Forse non tutto – disse Jace. – Ma, devi ammetterlo, la maggior parte sì.
  • – E io dovrei starmene seduto a guardare mentre tu esci con altri ragazzi e t'innamori di qualcun altro e ti sposi...? – [A Jace] Gli si indurì la voce. – E nel frattempo, guardando te, morirei un po' ogni giorno.
  • E forse sono davvero un mostro. Non so rispondere. Ma quello che so è che, se c'è sangue di demone in me, c'è anche sangue umano. E non potrei amarti come ti amo, se non fossi almeno un po' umano. Perché i demoni vogliono. Ma non amano. Io invece...
  • Io ti amo e ti amerò fino alla morte e, se c'è una vita dopo la morte, ti amerò anche allora.
  • La debolezza e la corruzione non sono nel mondo! [...] Sono nelle persone. E sarà sempre così. Il mondo ha bisogno di gente buona per controbilanciare la debolezza e la corruzione. E voi volete ucciderli tutti.
  • Ho sempre pensato che l'amore ci rendesse stupidi. Che ci rendesse deboli. Pessimi Cacciatori. Amare è distruggere. Ci credevo. [...] Una volta pensavo che essere un buon guerriero significasse non voler bene a niente e a nessuno. [...] E poi ho incontrato te. Tu eri una mondana. Eri debole. Non eri una Cacciatrice. Non avevi mai fatto l'addestramento. Ma ho visto quanto amavi tua madre, quanto amavi Simon... Ho visto che eri pronta ad andare all'inferno per salvarli. [...] L'amore non ti rendeva più debole: ti rendeva più forte di chiunque io avessi mai conosciuto. E mi sono reso conto di essere io quello debole. [...] E adesso ti sto guardando. E tu mi chiedi se ti voglio ancora, come se io potessi smettere di amarti. Come se potessi essere disposto ad abbandonare la cosa che più di ogni altra mi rende forte. Non ho mai osato dare tanto di me a nessuno, prima d'ora. Poche briciole ai Lightwood, a Isabelle e ad Alec, e mi ci sono voluti anni... Ma, Clary, dalla prima volta che ti ho vista, io ti sono appartenuto completamente. Ed è ancora così. Se tu mi vuoi.
  • Non si può cancellare ogni cosa che provochi un ricordo doloroso. [...] Ogni ricordo è prezioso, anche quelli brutti. Valentine aveva voluto dimenticare: dimenticare che il mondo doveva cambiare e che gli Shadowhunters dovevano cambiare con esso, dimenticare che i Nascosti avevano un'anima e che tutte le anime erano importanti nel tessuto del mondo. Valentine aveva voluto pensare soltanto a ciò che rendeva gli Shadowhunters diversi dai Nascosti. Ma ciò che aveva causato la sua rovina era che gli uni e gli altri erano uguali.

Città degli angeli caduti[modifica]

Incipit[modifica]

– Solo un caffè, grazie.
La cameriera sollevò le sopracciglia disegnate. – Niente da mangiare? – chiese con aria delusa e un marcato accento slavo.
Simon Lewis non poteva darle torto: probabilmente la ragazza sperava in una mancia migliore di quella che avrebbe ricevuto per una semplice tazza di caffè. Ma non era colpa di Simon se i vampiri non mangiavano. A volte, al ristorante, ordinava comunque un po' di cibo, giusto per dare una parvenza di normalità, ma la sera tardi di un martedì, in un Veselka dove era quasi l'unico cliente, non valeva la pena di sforzarsi. – Caffè e basta.

Citazioni[modifica]

  • Jace sapeva di non piacerle molto, ma non poteva biasimarla: anche lui, al suo posto, probabilmente non si sarebbe piaciuto.
  • Uccidere Jonathan non gli era dispiaciuto. Se ne avesse avuto la possibilità, lo avrebbe rifatto anche ora. [...] Di sicuro non era normale uccidere qualcuno, anzi uccidere il proprio fratello adottivo, e non provare la minima emozione. [...] Ma suo padre gli aveva insegnato che uccidere senza pietà era una virtù. E forse non si possono dimenticare gli insegnamenti dei propri genitori, per quanto disperatamente lo si possa desiderare.
  • Ogni Nascosto aveva sangue di un odore diverso: le fate sapevano di fiori morti, gli stregoni di fiammiferi bruciati, altri vampiri di metallo. Clary una volta gli aveva chiesto di cosa odorassero gli Shadowhunters. "Luce del sole", le aveva risposto.
  • – Non si possono avere due padri.
    – Certo che sì – ribatté Simon. – Chi dice il contrario? Posso comprarti uno di quei libri per bambini, Timmy ha due papà. Ma non credo ne abbiano uno intitolato Timmy ha due papà, di cui uno cattivo. A quello dovrai pensarci da solo.
  • – "Tieni i tuoi amici vicini e i nemici ancora di più", è questo che vuoi fare?
    – Pensavo fosse "tieni i tuoi amici vicini così hai qualcuno che guida mentre ti intrufoli di notte in casa del nemico per vomitargli nella cassetta delle lettere".
  • Ma forse, le venne da pensare, avere qualcuno non era mai davvero possibile. Forse, per quanto si possa amare una persona, lei può sempre scivolarti via dalle dita come acqua, senza che tu possa farci niente. Ora capiva perché la gente parlava di cuori "infranti": si sentiva come se il suo fosse di vetro rotto, con le schegge come coltelli che le trafiggevano il petto ogni volta che respirava.
  • – Cerchi di farla felice pur sapendo che il motivo principale per cui non lo è sei proprio tu – disse Simon, senza molto tatto. – Non ti sembra un po' una contraddizione?
    – Ma l'amore è una contraddizione – rispose Jace tornando a guardare fuori dalla finestra.
  • Che senso ha sprecare un bellissimo muro quando hai qualcuno da sbatterci contro? Lo dico sempre.
  • Ora guardo i miei fratelli che spalancano le porte dei loro cuori e penso: Ma siete pazzi? I cuori si infrangono. E penso che, anche quando si ricompongono, non si torna più gli stessi di prima.
  • Quanto vuoi bene ai tuoi amici Shadowhunters – riprese [Camille]. – Come il falco che adora il padrone che lo lega e lo benda.
  • – A dire il vero non mi piace quando la gente mi chiama così ([vampiro]). Ho un nome – rispose Simon.
    – E credo che farò bene a ricordarmelo. Dopotutto fra cento o duecento anni ci saremo solo io e te. – Magnus lo guardò con aria pensierosa. – Saremo tutto ciò che resta.
  • Se l'amore fosse cibo, sarei morto di fame per le ossa che mi lanciavi.
  • Si dice che la storia la scrivono i vincitori. [...] Potrebbe non esserci molta differenza tra il lato della Luce e quello delle Tenebre come invece tu immagini. Dopotutto, senza il buio la luce non avrebbe niente da cancellare.
  • Però, Magnus, pensò [Alec], non me l'hai mai detto. Non mi hai mai avvertito che sarebbe stato così, che un giorno mi sarei svegliato e mi sarei accorto di stare andando in una direzione che tu non potevi seguire. Non mi hai mai ricordato che siamo essenzialmente diversi. Non c'è "finché morte non vi separi" per chi non muore mai.
  • Tu e le tue conoscenze. [...] "Conoscevo Michele", "Conoscevo Samael", "L'arcangelo Gabriele mi faceva i capelli". Sembri una che cerca di imbucarsi a una festa di VIP biblici.
  • Il vostro è quel genere di amore che può ridurre il mondo in cenere o innalzarlo alla gloria.

Shadowhunters – Le origini[modifica]

L'angelo[modifica]

Incipit[modifica]

Il demone esplose in una pioggia di fluido e viscere. William Herondale ritrasse il pugnale che stringeva in mano, ma era troppo tardi. L'acido viscoso del sangue demoniaco aveva già cominciato a corrodere la lama scintillante. Will imprecò e gettò via l'arma, che finì in una pozzanghera sudicia e bruciò senza fiamma, come un fiammifero appena spento. Il demone, naturalmente, era svanito... rispedito in qualsiasi mondo infernale dal quale fosse venuto, non senza essersi lasciato alle spalle un gran scompiglio.

Citazioni[modifica]

  • Se in tutto il mondo non c'è nessuno a cui importa di te, esisti davvero? (Tessa Gray)
  • [...] signorina Gray, lasciate che vi dia un consiglio: il bel giovanotto che sta cercando di salvarvi da un destino spaventoso non sbaglia mai. Nemmeno se dice che il cielo è viola e fatto di porcospini. (Will Herondale a Tessa Gray)
  • Bisogna sempre essere prudenti con i libri e con ciò che contengono. Perché le parole hanno il potere di cambiarci. (Tessa Gray)
  • A volte nell'assurdo c'è molto senso, a volerlo cercare. (Will Herondale)
  • Jem: Ricordi quando hai provato a convincermi a dare da mangiare un pasticcio di volatili ai germani reali del parco per vedere se riuscivi ad allevare una razza di anatre cannibali?
    Will: E loro l'hanno mangiato. Piccole bestie assetate di sangue. Mai fidarsi di un'anatra.
  • Qualunque cosa tu sia fisicamente, maschio o femmina, forte o debole, malato o sano... tutte queste cose contano meno di ciò che è contenuto nel tuo cuore. Se hai l'anima di un guerriero, sei un guerriero. Qualunque sia il colore, la forma, il disegno che la nasconde, la fiamma all'interno della lampada rimane la stessa. Tu sei quella fiamma. (Jem Carstairs a Tessa Gray)
  • A volte le nostre vite possono cambiare tanto in fretta che il cambiamento va più veloce delle nostre menti e dei nostri cuori. È allora, credo – quando le nostre vite vengono alterate ma noi abbiamo ancora voglia di tornare a prima che tutto accadesse – è allora che proviamo il dolore più grande. Ma per esperienza posso dirti che ci si abitua. Si impara a vivere la propria nuova vita e non si riesce a immaginare, e neppure a ricordare davvero, com'erano prima le cose. (Jem Carstairs a Tessa Gray)
  • Forse Londra è solo l'ingresso all'Inferno, e noi siamo le anime dannate che rifiutano di varcarlo, temendo che quanto troveremo dall'altra parte sarà peggiore dell'orrore che già conosciamo. (Will Herondale)

Il principe[modifica]

Incipit[modifica]

La nebbia era fitta, attutiva l'udito e limitava la vista. Nei punti in cui si diradava un po', Will Herondale vedeva sorgere davanti a sé la strada scivolosa, bagnata e nera di pioggia, e udiva le voci dei morti.
Non tutti i Cacciatori erano in grado di udire gli spettri, a meno che questi non scegliessero di farsi sentire, ma Will ci riusciva. Via via che si avvicinava al vecchio cimitero, le loro voci si levavano in un coro stridente: lamenti e suppliche, grida e brontolii. Non era un luogo di sepoltura sereno, ma Will lo sapeva già; non era la prima volta che visitava il Cross Bones Graveyard, nei pressi del London Bridge. Fece del suo meglio per tenere fuori i rumori, curvando le spalle in modo da coprire le orecchie con il colletto e tenendo la testa bassa, mentre un sottile velo di pioggia gli bagnava i capelli neri.

Citazioni[modifica]

  • Tutto ciò che è buono, onesto e vero... se lo tieni lontano abbastanza a lungo, lo perdi del tutto? Se nessuno ti vuole bene, esisti veramente? (Will Herondale)
  • Amare vuol dire perdonare. (Tessa Gray)
  • Bugie e segreti, Tessa, sono come un cancro dell'anima. Corrodono ciò che è buono e si lasciano alle spalle solo distruzione. (Harriet Moore a Tessa Gray)
  • - Comincio a chiedermi se tu non sia stato mandato qui per mettermi alla prova, Will Herondale.
    - E da chi, da Dio?
    - Dall'Enclave. Che potrebbe benissimo essere Dio. (Magnus Bane a Will Herondale)
  • Siamo legati a questo mondo con una catena d'oro, e non la spezziamo per paura di quello che c'è oltre il baratro (Magnus Bane a Tessa Gray)

La principessa[modifica]

Incipit[modifica]

  • York, 1847.
    – Ho paura – disse la bambina seduta sul letto. – Nonno, puoi restare con me?
    Aloysius Starkweather avvicinò una sedia al letto e si sedette, emettendo un verso gutturale che sarebbe dovuto sembrare di insofferenza. Ma lo era solo in parte. Al vecchio faceva piacere che la nipote nutrisse tanta fiducia in lui, che spesso era il solo in grado di tranquillizzarla. Nonostante la sua natura delicata, la bambina non era mai turbata dal burbero modo di fare del nonno.
    – Non c'è nulla di cui avere paura, Adele. Vedrai.

Citazioni[modifica]

  • Non commettere l'errore di credere che non ti ami perché si comporta come se non gli importasse di te, Cecily. Se proprio devi, affrontalo e chiedigli la verità, ma non commettere l'errore di allontanarti da lui perché lo credi una causa persa. Non strappartelo via dal cuore. Perché, in tal caso, te ne pentiresti. (Tessa Gray a Cecily Herondale su Will Herondale)
  • I buoni soffrono, i cattivi prosperano, e tutto ciò che è mortale passa. (Magnus Bane)
  • Noi vediamo il nostro io migliore negli occhi di coloro che ci amano. E c'è una bellezza che solo la brevità procura. (Jem Carstairs)
  • Woolsey: Si possono amare due figli. Ma nell'amore romantico si può dare il proprio cuore soltanto a un'altra persona. È questa la natura dell'eros, non è vero? Così ci dicono i romanzi, sebbene io non ne abbia una particolare esperienza.
    Tessa: Col tempo ho imparato una cosa sui romanzi.
    Woolsey: E cioè?
    Tessa: Non sono la realtà.
  • Il cambiamento non è una perdita, Will. Non sempre. (Jem Carstairs a Will Herondale)
  • Ave atque vale, pensò Will. Salute e addio. Non aveva dato molto peso a quelle parole prima di allora, non aveva mai pensato al perché non fossero solo un addio ma anche un saluto. Ogni incontro implicava una separazione, e così sarebbe stato finché la vita fosse stata mortale. In ogni incontro c'era un po' del dolore della separazione, ma in ogni separazione c'era anche un po' della gioia dell'incontro.
  • La vita è piena di rischi. La morte è molto più semplice. (Jessamine Lovelace)

Bibliografia[modifica]

  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Città di cenere, traduzione di Raffaella Belletti, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Città di ossa, traduzione di Fabio Paracchini, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Città di vetro, traduzione di M.C. Leardini, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Città degli angeli caduti, traduzione di Manuela Carozzi, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Le origini. L'angelo, traduzione di Raffaella Belletti, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Le origini. Il principe, Mondadori.
  • Cassandra Clare, Shadowhunters - Le origini. La principessa, Mondadori.

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