Claude Guillermet de Bérigard

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Claude Guillermet de Bérigard o Beauregard (in latino Claudius Berigardus) (1578 – 1663), filosofo francese.

Citazioni di Claude Guillermet de Bérigard[modifica]

  • Non ho ritenuto che alcuno degli antichi andasse contrapposto ad Aristotele: non Empedocle, non Anassagora, non Democrito, perché in ognuno di essi si trova qualche punto di cui Aristotele ha facilmente ragione con le sue argomentazioni, soprattutto se si accetti per buono il suo modo di esporre le loro teorie. Io ho preferito operare una scelta tra quanto di meglio sembrano aver detto gli antichi, per trarre dai punti di vista più suscettibili di essere connessi una dottrina d'insieme meno esposta ai colpi insidiosi di Aristotele, anzi capace di smantellare la cittadella peripatetica.[1]
Neque putavi quemquam antiquorum opponi debere Aristoteli, non Empedoclem, non Anaxagoram, non Democritum, quoniam singuli aliquid habent quod Aristoteles argomentis suis facile evertit, maxime si eorum sententias accipiamus ut ipse refert: quin potius ex omnibus quae ab antiquis praeclare dicta videri possunt, malui seligere placita inter se magis coharentia, unde doctrina conficeretur, quam Aristoteles non ita facile suis machinis labefactaret, et quae vicissim arcem peripateticam aggredi auderet.[fonte 1]

Citazioni su Claude Guillermet de Bérigard[modifica]

  • Nell'opera sua più famosa, dialogata more platonico, i Circuli pisani, [...] egli viene opponendo all'aristotelismo la filosofia presocratica, tanto da meritare presso i vecchi storici della filosofia il nome di restauratore del pensiero ionico. (Eugenio Garin)
  • I contemporanei non a torto accusarono il Berigardo di panteismo e di ateismo, laddove egli si era trincerato dietro prudenti riserve: «in iis quae pertinent ad divinam philosophiam numquam satis explicate loqui possumus»[2]. (Eugenio Garin)

Note[modifica]

  1. traduzione di Eugenio Garin.
  2. Non possiamo mai parlare con sufficiente chiarezza delle cose che riguardano la teologia. (traduzione di Eugenio Garin)

Fonti[modifica]

  1. Citato in Eugenio Garin, Storia della filosofia italiana, terza ed., Edizione CDE su licenza della Giulio Einaudi editore, Milano, 1989, vol. 2, p. 363.

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