Conferenza e accordo di Monaco

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I firmatari dell'accordo, da sinistra: Neville Chamberlain, Édouard Daladier, Adolf Hitler, Benito Mussolini. Ultimo a destra Galeazzo Ciano, ministro degli esteri italiano

Citazioni sulla conferenza e accordo di Monaco del 29 - 30 settembre 1938.

  • È importante sottolineare che la conferenza di Monaco, che ebbe luogo il 29-30 settembre, non fu solo una resa diplomatica dell'Inghilterra e della Francia, ma anche un disastro militare. Mussolini, che fu al centro dell'attenzione – era l'unico che parlava tutte e quattro le lingue – non notò questo punto: pensò che il problema sul tappeto fosse l'irredentismo tedesco, e credette che Hitler non avesse intenzione di occupare l'intera Cecoslovacchia. Ma la ridefinizione delle frontiere cecoslovacche decisa a Monaco dipese, per espressa richiesta di Hitler, da motivi sia militari che razziali. Non ci furono plebisciti. Circa 800.000 cechi furono assorbiti dalla Germania, e 250.000 tedeschi lasciati indietro come quinta colonna. Le elaborate difese della frontiere cecoslovacche, costruite con l'assistenza dei francesi, passarono sotto il controllo tedesco. Adesso non c'era più alcuna possibilità che i cechi opponessero una resistenza armata ad una aperta invasione; tutto questo determinava un grande cambiamento nell'equilibrio delle forze strategiche. (Paul Johnson)

Mario Toscano[modifica]

  • Circa la convenienza o meno, dal punto di vista militare di Monaco per le democrazie, gli uni sostengono che essa assicurò alla Francia e alla Gran Bretagna un anno di più per progredire nei propri armamenti e gli altri oppongono che, oltre alla perdita della formidabile linea difensiva cecoslovacca e delle divisioni boeme, quel periodo di tempo giovò maggiormente alla Germania che alle democrazie.
  • Fra i maggiori avvenimenti diplomatici che precedettero lo scoppio della seconda guerra mondiale senza dubbio il più discusso fu la conferenza di Monaco. E la controversia non rimase confinata soltanto nell'ambito dei dibattiti fra gli studiosi, ma ha finito per assumere un aspetto prevalentemente politico. Monaco è oggi divenuta addirittura il simbolo di un atteggiamento di capitolazione di fronte alle richieste delle dittature, l'espressione di una inutile e vergognosa viltà.
  • Senza gli accordi di Monaco, Hitler certamente avrebbe invaso militarmente la Cecoslovacchia. Tutti i documenti venuti alla luce nel dopoguerra confermano che il Führer non «bluffava», anzi ch'egli fu profondamente deluso per la soluzione pacifica di Monaco.

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