Cosimo Di Lauro

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Cosimo Di Lauro (1973 – 2022), mafioso italiano.

Citazioni su Cosimo Di Lauro[modifica]

Roberto Saviano[modifica]

  • La notizia della morte di Cosimo Di Lauro, Cosimino, mi ha riportato direttamente nei giorni della faida di Scampia, quando lui si fece Generale di una delle più sanguinose guerre interne accadute in un'organizzazione criminale, una delle più sanguinarie della storia umana. Era nato fortunato e incoronato: primo figlio del boss Paolo Di Lauro. Era nato l'8 dicembre del '73, e questo era sembrato al padre un segnale miracoloso: il primo figlio maschio che nasce il giorno dell'Immacolata Conecezione.
  • Cosimo è rispettato solo perché è il figlio di Paolo. È chiamato «'o Chiatto», cresce grosso, goffo, non ha mai sparato in vita sua. Sì, certo, in strada ci si «vatte», ci si picchia spessissimo, è un modo per misurare la propria mascolinità, corteggiare, mostrarsi vincenti. Ma Cosimo, se non fosse figlio di re, non riuscirebbe neanche a fare l'autista per una famiglia di camorra. Dentro di sé ha voglia di emergere, ha una grande rabbia, brama ad essere rispettato da suo padre per ciò che è, non semplicemente perché è nato dal suo sangue.
  • I liberi imprenditori diventano dipendenti. Cosimo dà l'ordine: tutti a stipendio, riceveranno soltanto un salario, le piazze tornano alla gestione diretta dei Di Lauro, non si è più liberi tra pari, ma c'è un re e tutti gli sono sudditi. Avviene la scissione.
  • Chiunque si pone contro di lui deve essere ucciso. Un killer degli Scissionisti, Gennaro Notturno, scappa, e gli uomini di Cosimo tortureranno una ragazza, bruciandola, Mina Verde, perché non rivela il luogo dove è nascosto Notturno, con cui ha avuto una relazione. La Scissione cerca di far rientrare Paolo Di Lauro a tutti i costi, gli scissionisti vogliono che il padre riprenda il potere, ma Cosimo continua la guerra. Settanta morti in un anno, in un fazzoletto di terra.
  • È convinto che persino i morti innocenti giocheranno a suo favore, tanto che diversi pentiti diranno che la sua frase era: «Cchiù sanghe amma fa punt'», più sangue più alto il punteggio. La morte di innocenti non è un problema, perché se la sua furia tocca persino chi non c'entra con le dinamiche di camorra significa che chi invece è coinvolto non avrà scampo di salvezza.

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