Cristiano Militello

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Cristiano Militello (2007)

Cristiano Militello (1968 – vivente), comico, cabarettista, personaggio televisivo e conduttore radiofonico italiano.

Citazioni di Cristiano Militello[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Chi è il malato di calcio? È un individuo, non necessariamente un ultrà, che se proprio un giorno dovrà morire, spera che almeno sia a giugno, tra la fine dei campionati e l'inizio del calciomercato ufficiale... Il malato di calcio generalmente non ama le pay tv, i superingaggi, le maglie che cambiano ogni anno, il merchandising selvaggio delle società, i tribuni televisivi, i presidenti multi-proprietà, i dirigenti multi-incarico, i potenti e i figli dei potenti. Il malato di calcio è nostalgico degli arbitri vestiti di nero, del "va ora in onda la sintesi registrata di un tempo di una partita di serie A", dell'orario unico di inizio delle partite, dei numeri dall'uno all'undici. Poi c'è il malato di tifo, che rivendica l'esistenza di una partita nella partita, giocata dalle due curve. Uno che alla televisione, più che al gioco, guarda ai lati del teleschermo, per intravedere "quanti erano loro" e "quanti eravamo noi". Uno insomma che se gli parli di "hobby" ti potrebbe spellare. La frase più odiata? "In fondo è solo un gioco". E non vorremo mica tralasciare quelli che credono nella scaramanzia? Gente che ha rischiato di contrarre malattie veneree pur di indossare lo stesso paio di mutande per 34 domeniche, che si è costretta a restare in posture inquietanti, a compiere come automi dei rituali assurdi, a sedersi per l'eternità nello stesso posto: "Non ci credo ma non si sa mai...". Tutto questo in nome del calcio.[1]
  • [«Cosa pensa della fidelizzazione del tifoso? Un primo passo per farlo sentire sempre più al centro del mondo della sua squadra del cuore?»] Secondo lei uno che da anni si sveglia presto per andare in trasferta a proprie spese a seguire una squadra sacrificando tempo, energie, danari, rischiando freddo, incidenti e raucedine ha bisogno di essere fidelizzato? È il primo passo per farlo piuttosto diventare ufficialmente cliente. La mia squadra del cuore mi dovrebbe venire incontro quando si decidono certi orari o alzando la voce quando si proibiscono partite tipo Parma-Samp, Viareggio-Pisa, Barletta-Catanzaro, con le tifoserie gemellate da 20 anni. Così mi fanno sentire al centro della loro attenzione.[2]

Un bravo cabarettista diventato famoso con la rubrica "Striscia lo Striscione"

Intervista di Gianfranco Gramola, intervisteromane.net, 3 luglio 2014.

  • [«Il mondo dello spettacolo era come te lo immaginavi o ti ha deluso?»] È un mondo come un altro. Cambia solo il cono di luce e l'enfasi del racconto. Per il resto invidie, bassezze, allori, amicizie, amori non esistono anche in ufficio?
  • [«Il complimento più bello che hai ricevuto?»] Un critico mi ha definito "un intellettuale prestato al cabaret", la stessa cosa che probabilmente voleva dire un signore toscano che, dopo avermi ascoltato qualche minuto parlare in un'occasione informale chiosò: "Militello, ti facevo più bischero!".
  • Mio padre è romano, i miei nonni avevano un negozio di alimentari a Montesacro e io stesso ho vissuto a Roma per 5 anni da piccolissimo. Oltre ad avervi soggiornato a lungo per lavoro da adulto. È una città alla quale sono molto legato. Vi ho trascorso le feste comandate per tutta l'adolescenza. Ricordo alcuni odori in modo netto: quello della torrefazione del caffè, quello delle rosette, quello del tamarindo delle gratta checche... le mie madeleines. [...] [«Qual è per te la "Grande bellezza" di Roma? Cosa ti affascina di questa città?»] Esattamente quella centrata da Sorrentino. La capacità di lasciarsi scivolare sopra tutto, nel bene e nel male. Un'impermeabilità basata sulla propria solennità, sui propri anticorpi, sulla propria indolenza, sulla propria bellezza, appunto. L'Italia è artisticamente il paese più ricco del mondo ma mai come a Roma (parlo di centro storico) si ha la sensazione nitida di passeggiare in uno sterminato set, di sfiorare "la storia nei muri".

Note[modifica]

  1. Da Giulietta è 'na zoccola, pp. 11-14.
  2. Da Intervista a Cristiano Militello, contraccolpo.net.

Bibliografia[modifica]

  • Cristiano Militello, Giulietta è 'na zoccola, Milano, Kowalski, 2004. ISBN 8874960131

Filmografia[modifica]

Altri progetti[modifica]