Daniel Dennett

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Daniel Dennett 2008

Daniel Dennett (1942 – vivente), filosofo statunitense.

Rompere l'incantesimo[modifica]

  • [Riguardo alle religioni] ...sistemi sociali i cui partecipanti affermano di credere in uno o più agenti soprannaturali di cui bisogna cercare l'approvazione. (p. 19)
  • Molti cristiani, ebrei e musulmani contemporanei affermano che Dio, o Allah, essendo onnisciente non ha bisogno di organi sensoriali ed essendo eterno non agisce nel tempo. Questo è piuttosto strano, perché molti di loro continuano a pregare Dio, a sperare che domani Dio risponda alle loro preghiere, a esprimere gratitudine a Dio per aver creato l'Universo e a usare frasi come "Quel che Dio si aspetta da noi" oppure "Dio abbia pietà": tutte cose che sembrano stare in aperta contraddizione con la tesi che il loro Dio non abbia niente di antropomorfo. Secondo un'antica tradizione questa tensione fra Dio come agente e Dio come Essere eterno e immutabile è una di quelle cose che vanno al di là dell'intelletto umano e sarebbe folle e arrogante cercare di comprenderla. (p. 10)
  • Sono un filosofo, non un biologo, né un antropologo, né un sociologo, né uno storico, né un teologo. Noi filosofi siamo più bravi a porre le domande che trovare le risposte, e questo può dare l'impressione di una comica ammissione di futilità: "Dice che la sua specialità è fare domande, non dare risposte. Che lavoro buffo! E lo pagano per questo?". Ma chiunque si sia mai misurato con un problema veramente arduo sa che una delle cose più difficili è trovare le domande giuste e il giusto ordine in cui porle: devi capire non solo cosa non sai, ma anche cosa hai bisogno di sapere e cosa non ti serve sapere, e cosa devi sapere per capire cosa bai bisogno di sapere, e via di seguito. (p. 20)
  • Le religioni si trasmettono culturalmente, attraverso il linguaggio e il simbolismo, non certo attraverso i geni. (p. 26)
  • [Rivolto al lettore cristiano] Chiunque può citare la Bibbia per provare qualsiasi cosa, ed è per questo che dovresti preoccuparti di non essere troppo sicuro di te. (p. 54)
  • Può darsi che il meglio che si possa dire della religione sia che essa aiuta molta gente a innalzarsi a un livello di civismo e moralità tipicamente riscontrabile nelle persone brillanti [brights]. (p. 60)
  • Potremmo scoprire che le religioni sono una specie di simbionti culturali che prosperano saltando da un portatore a un altro. Potrebbero essere mutualisti: rinforzare la fitness umana o addirittura rendere possibile la vita umana, proprio come fanno i batteri nel nostro intestino. Oppure, potrebbero essere commensali: cioè neutrali, né buoni né cattivi nei nostri confronti, ma disposti a stare a guardare. O infine potrebbero essere parassiti: replicatori nocivi che faremmo meglio a non avere (almeno per quanto ne va del nostro interesse genetico) ma che è difficile eliminare, perché si sono evoluti davvero bene per contrastare le nostre difese e incrementare la loro propagazione. (p. 91)
  • Se dovessi progettare una religione fasulla, includerei sicuramente una versione di questa piccola perla (anche se farei fatica a pronunciarla rimanendo serio): "Se qualcuno fa domande od obiezioni sulla nostra religione, alle quali non sai rispondere, quella persona è quasi certamente Satana. Anzi, quanto più una persona è ragionevole, quanto più è ansiosa di impegnarti in una discussione aperta e gradevole, tanto più sicuro puoi essere che stai parlando con Satana camuffato! Allontanati! Non ascoltare! È una trappola!" Ciò che questo trucco ha di particolarmente ingegnoso è che è un "jolly" perfettamente funzionale, così vuoto di contenuto che ogni setta o credo o gruppo di cospiratori può usarlo efficacemente. (p. 222)
  • È perfettamente possibile essere atei e credere nella credenza in Dio. Una simile persona non crede in Dio, ma pensa ciononostante che credere in Dio sarebbe una meravigliosa condizione mentale, se solo fosse possibile deciderlo. Le persone che credono nella credenza in Dio cercano di convincere gli altri a credere in Dio e, ogni volta che vedono affievolirsi la loro credenza in Dio, fanno il possibile per rinvigorirla. (p. 237)

[Daniel Dennett, Rompere l'incantesimo, Raffaello Cortina, 2007]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]