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Dario Morello (pugile)

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Dario Morello (1993 – vivente), pugile italiano.

Tommaso Clerici, ultimouomo.com, 12 dicembre 2023.

[Sul pugilato]

  • Ho cominciato a 4 anni perché mio zio aveva una palestra dove mio padre faceva da sparring partner ai pugili. Papà aveva avuto un trascorso da dilettante ai tempi dell'università. Sai, quando da bambino vedi tuo padre con i guantoni, diventa subito il tuo eroe. Perciò l'ho mitizzato, volevo diventare come lui.
  • Il mio rapporto con la boxe si è evoluto nel tempo. [...] Da adolescente ero sovrappeso e il pugilato mi ha dato un modo per uscire per elevarmi e affermarmi. Dopo è diventato il mio lavoro. [...] è l'unica attività in cui mi sono mantenuto costante, a cui mi sono dedicato anima e corpo. È una parte fondante della mia persona. Guardo, vivo e respiro boxe. Da bambino ero buono e accondiscendente, e per questo sono stato vittima di bullismo nonostante stessi crescendo in palestra. A un certo punto ho realizzato, e allora il pugilato mi ha dato la consapevolezza necessaria a difendermi, ad emanciparmi da quella situazione, e in generale mi ha dato una spinta fondamentale a far emergere la mia personalità, ad essere sicuro di me. Mi dicevo: dato che passo le mie giornate a dare e a prendere cazzotti in palestra, dovrei temere un'interrogazione a scuola oppure dovrei vergognarmi di chiedere di uscire a una ragazza? Non esiste. La boxe mi ha dato una scala di valori e di priorità.
  • Ci sono due tipologie di persone che puoi rieducare con la boxe: il bullo e il pauroso. Un bullo secondo me lo si raddrizza facendolo passare dall'altra parte. Per il pauroso è diverso, perché quando capisce come può imporsi, rischia di abusarne proprio perché fino a quel momento ha subìto. Può diventare più pericoloso del bullo, rischia di subentrare la cattiveria nello sfogare la propria frustrazione su un'altra persona più debole. In una palestra di boxe il prepotente incontra per la prima volta chi è in grado di tenergli testa e anzi, di sopraffarlo, dandogli una lezione di vita, mentre il pauroso ha modo di rafforzarsi e di capire che può e deve reagire. Nella mia esperienza il dolore è stato educativo, [...] è il metodo più efficace per imparare che gli errori si pagano. So che è un ragionamento rozzo, ma le palestre di boxe non sono frequentate da scienziati. Ti insegnano tanto ma lo fanno in modo piuttosto crudo e sbrigativo.
  • Sul ring fai a cazzotti, quando sali tra quelle quattro corde non ci sono i follower, i like o le groupie. Sei contro te stesso, i tuoi limiti, le tue paure, aspetti che sono impersonificati nel tuo avversario. Però il pugilato professionistico è sempre stato uno sport con una vocazione all'intrattenimento. Nasce per vendere i biglietti, per fare arricchire chi organizza e chi combatte: è uno show, un prodotto commerciale. E chi organizza considera quanto seguito hai, quante persone puoi portare all'evento. Fa parte del gioco. Di conseguenza se sei seguito hai più possibilità e offerte, puoi chiedere più soldi, puoi avere più sponsor: anche in quello ci vuole bravura e capacità. Fa parte della professione di un pugile: [...] devi lavorare sulla tua immagine, per avere dei vantaggi.

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