Antonio Vallisneri
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Antonio Vallisneri (1661 – 1730), medico, scienziato e naturalista italiano.
De' corpi marini che su' monti si trovano
[modifica]- L'umiltà in tutte le scienze e in tutte le arti è la base del vero sapere, come al contrario è un segno evidentissimo di una pretta ignoranza il pensar troppo di sé medesimo, il credere di non restar mai ingannato, e che nulla di vantaggioso, possa sapersi e scoprirsi.
- Un buon filosofo deve in leggendo sospettare di tutto né troppo alle opinioni, benché antiche e comunemente abbracciate, abbandonarsi, essendo la cautela speculatrice della verità e questa è figliuola del tempo, dell'osservazione e dell'esperienza.
Esperienze ed osservazioni intorno all'origine, sviluppi e costumi di vari insetti
[modifica]- All'illustrissimo signor Lorenzo Patarol, ec.
Mentre Voi, o dottissimo Signore, nel vostro delizioso Giardino coltivate fiori, ed erbe di pellegrina vaghezza, io ricreo l'animo nell'orticello mio coll'osservazione d'un insetto fra i più ingegnosi, e fra i più belli, ch'abbia creato l'onnipotente mano del gran Fattore dell'Universo. (p. 181) - Volò il dì 6. di Maggio sopra la parte più tenera d'un crescente ramo di rosa un ortense elegantissima mosca, della quale già ne feci menzione in uno de' miei Dialoghi. Posata su quello, cacciò poco dopo fuora dell'infimo ventre un'aculeo rauncinato, il quale intruse dentro il ramo, e così ristette per breve spazio di tempo; assicuratasi dappoi ben bene co' piedi incominciò ad alzarsi, e ad abbassarsi, ed ora tutto il ventre gonfiando, ora restringendolo mostrava di fare sforzi, per espellere qualche cosa fuora di se medesima. Ciò fatto, quietossi quindi a guisa del villano, che fende la terra col vomere per gittarvi i semi, così la nostra Mosca seguitò a solcare il ramo per collocarvi tutte le semenze sue. (p. 181)
- La sommità, o germi tenerissimi de' Rami de' Rosaj, che alcuni chiamano Turiones, sono alle volte anch'essi nell'intima loro midolla ricettacolo di un verme, che colà penetra, e vi soggiorna sino al fine della sua mutazione. Egli è figliuolo di certa galantissima Mosca ortense, che depone un uovo solo vicino alla cima d'un germoglio, quindi all'altro vola, e poi a un altro, e così di mano in mano passa a molti, fino a tanto che si scarichi di tutte le uova, infettando una sola Mosca moltissime piante con quel suo contagio, per così dire, animato. (p. 192)
Bibliografia
[modifica]- Antonio Vallisneri, De' corpi marini che su' monti si trovano; della loro origine e dello stato del mondo avanti il Diluvio, nel Diluvio e dopo il Diluvio, Domenico Lovira, Venezia 1728.
- Antonio Vallisneri, Esperienze ed osservazioni intorno all'origine, sviluppi e costumi di vari insetti, in Opere fisico-mediche, vol. 1, Sebastiano Coleti, Venezia, 1733.
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