Delphine de Vigan

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Delphine de Vigan nel 2012

Delphine de Vigan (1966 – vivente), scrittrice francese.

Gli effetti secondari dei sogni[modifica]

  • Sa che il tempo ci sfugge e il mondo non gira per il verso giusto. Sa vedere attraverso i vetri e la nebbia, nel pallido chiarore del mattino, conosce la forza e la fragilità, sa che siamo tutto e il contrario di tutto, sa quanto sia difficile crescere.
  • Cerco di non pensare che un giorno Lucas potrebbe prendermi fra le braccia e stringermi a sé.
  • Impariamo a trovare incognite nelle equazioni, tracciare rette parallele e dimostrare teoremi, ma nella vita vera non c'è niente da porre, calcolare o risolvere. È come per la morte dei neonati. Dolore, e nient'altro. Un grande dolore che non si dissolve nell'acqua o nell'aria, una specie di componente solido che resiste a tutto.
  • So che a volte è meglio rimanere così, nel proprio guscio, chiusi in sé stessi. Perché basta uno sguardo per vacillare, basta che qualcuno tenda la mano perché immediatamente si avverta quanto si è fragili e vulnerabili, perché tutto crolli come una piramide di fiammiferi.
  • Ma nella vita non c'è niente, né titoli né cartelli né segnali, niente che indichi "attenzioni pericolo", "smontamenti frequenti" o "delusione imminente". Nella vita siamo soli con i nostri vestiti, peggio per noi se sono strappati.

Bibliografia[modifica]

  • Delphine de Vigan, Gli effetti secondari dei sogni, traduzione di Marco Bellini, Mondadori.

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Opere[modifica]