Edward H. Carr

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Edward Hallet Carr (1892 – 1982), scrittore, diplomatico e storico britannico.

  • [Parlando della popolazione russa dopo la Rivoluzione di Febbraio] Un movimento di massa animato da un entusiasmo enorme e da visioni utopistiche di emancipazione dell'umanità dei ceppi di un potere remoto e dispotico (...). L'idea di un'autorità centrale era tacitamente respinta. Soviet locali di operai e contadini spuntarono in tutta la Russia, comitati operai di fabbrica rivendicavano una autorità esclusiva sulla loro sfera, I contadini si impadronivano della terra e se la dividevano. E su tutto incombeva il desiderio di pace, il desiderio che avessero fine gli orrori di una guerra sanguinosa insensata.[1]

Bakunin[modifica]

  • Quando per la prima volta Bakunin aveva vagliato la possibilità di acquisire la cittadinanza elvetica, qualcuno gli aveva fatto osservare che le probabilità di successo sarebbero state maggiori se fosse divenuto un proprietario di casa. Il suggerimento può ben essere sembrato ironico a chi respingeva in teoria l'istituto della proprietà privata e, in pratica, spesso non aveva nemmeno di che preoccuparsi i puri e semplici mezzi di sussistenza. Bakunin tuttavia lo prese sorprendentemente sul serio.
  • Fra i discepoli entusiastici che gli fecero visita a Locarno nel 1872 v'era Carlo Cafiero, il giovane italiano che si era schierato con l'opposizione bakuniana a Mazzini durante il Congresso di Roma. Egli subiva già completamente il fascino di Bakunin quando la morte di suo padre, un commerciante di Barletta, lasciò da dividere tra i due figli un'eredità sostanziosa.
  • La sua mente, indebolita e sconvolta dalle torture morali dell'ultimo mese, aveva quasi cessato di lavorare con coerenza. L'unico punto fisso al quale egli si aggrappava era il desiderio di vedere Cafiero. Il suo cervello non riusciva ancora a capacitarsi dal mutamento radicale avvenuto sia nelle fortune che nei sentimenti dell'ex amico; e la sua massima speranza era di ottenere da lui i mezzi di questo o quello dei suoi progetti.
  • A Michail, repugnava accettare doni dal nemico. Ma il suo orgoglio, per quanto ferito, non rifiutava «prestiti».

[Edward Hallet Carr, Bakunin, Arnoldo Mondadori Editore 1977, da La lettura, diretta da Mario Spagnol, Rizzoli Editore, maggio 1977]

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  • Citato in Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, Il mondo contemporaneo. Dal 1848 a oggi, Editori Laterza, Roma, 2008, ISBN 978-88-420-8741-0, pag. 279