Eleonora Abbagnato

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Eleonora Abbagnato e Benjamin Pech

Eleonora Abbagnato (1978 – vivente), ballerina e attrice italiana.

Citazioni di Eleonora Abbagnato[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sapete, qui sto benissimo: al lavoro non potrei chiedere di più, ho una casa e un'auto tutte mie e non mi manca niente. Ma in Italia si vive meglio. Quello che più mi manca qui è la possibilità di avere belle amicizie. La gente è diversa e vive diversamente. A Palermo ho la mia città, la mia gente, vera, e quindi amici, veri. Appena arriverò ai quarant'anni andrò in pensione e scenderò giù...[1]
  • [Su Pina Bausch] Quando avevo diciotto anni mi ha affidato il ruolo di Elettra ed è stata un'esperienza indimenticabile. Sempre con la Bausch ho ballato in Orfeo e Euridice. Lavorare con lei mi ha insegnato l'umanità del ballo.[2]
  • Sono una siciliana vera, più araba che italiana, passionale e con il fuoco dentro.[2]

Da Eleonora Abbagnato, da Palermo all'Opera di Parigi

Intervista di Mariona Vivar i Giulio Zucchini. Traduzione Michela Pistidda

  • Se mi metto in testa qualcosa l'ottengo, nella danza come in amore. Quando voglio un uomo... Zac! Me lo prendo.
  • Qui viviamo rinchiusi in uno studio, ballando tutto il santo giorno, isolati dalla vita reale del mondo esterno.
  • Da piccola pensavo ad una sola cosa: mettermi le scarpette e danzare. Sapevo che qui sarei stata circondata dai migliori ballerini, e non mi curavo di nulla all'infuori della danza. Ma crescendo ti rendi conto di cosa hai veramente bisogno.
  • Fra noi c'era stima reciproca, ma anche una sorta di competizione nascosta. Se lui otteneva un ruolo e io no, ci divideva una rivalità malsana. Una volta chiusa la relazione mi sono detta "mai più con un ballerino".
  • Vorrei far cinema, avere dei bambini e tornare più spesso in Italia.

Da Parigi val bene un esilio (a 14 anni)

Intervista di Vittorio Zincone, Corriere.it, 8 giugno 2010.

  • L'Opèra qui in Francia è un tempio, una caserma e una miniera: sforna 140 balletti all'anno. Si sgobba.
  • Io faccio almeno 7 ore di allenamento al giorno. Qui vengono i migliori coreografi del mondo: Pina Bausch, Roland Petit... C'è una scuola con maestri pazzeschi. Un internato che ospita decine di ragazzi. Il balletto è considerato importante. Siamo valorizzati.
  • Gli chiederei di cominciare a gestire i teatri con progetti culturali di lungo respiro, con corpi di ballo seri e stabili. E poi magari gli proporrei di farmi aprire un'Accademia, dove tirare su artisti di ogni tipo: ballerini, attori, cantanti, musicisti...
  • La tv deve essere svago e la tv italiana mi piace. Quella francese è noiosissima. Ma se l'arte per affermarsi deve piegarsi per forza ai meccanismi della tv, è un problema. A me in Italia mi conoscono solo perché sono andata a Ballando sotto le stelle.
  • Ho più fan in Giappone che a casa mia.
  • Partecipai a una trasmissione con tanti altri piccoli fenomeni. C'era Pippo Baudo che presentava. Mi chiamavano la "nana prodigio".
  • In realtà, gli esercizi più dolorosi all'inizio sono quelli per l'en dehors: il movimento che porta l'interno delle gambe verso l'esterno. La maestra ti si siede sulle anche.
  • Per farmi venire un collo del piede da vera ballerina chiedevo alle mie amiche di sedersi per ore sulle mie caviglie.
  • Capirai che oggi sono poche le ragazze disposte a fare bene tutto questo. La mia forza è stata proprio la determinazione: a 8 anni già stavo sulle punte. Di solito si fa a 12.
  • La capacità di adattarsi alle situazioni degli italiani. I francesi se la sognano.
  • Puoi andare ovunque nel mondo, ma senza radici, affondi.

Note[modifica]

  1. Dall'intervista di Andrea Boi e Andrea Piermattei, Eleonora Abbagnato, quando un sogno diventa realtà, Balletto.net, 8 novembre 2002.
  2. a b Da Palermo all'Opéra Abbagnato si racconta, Repubblica.it, 1º marzo 2009.

Altri progetti[modifica]