Elio Augusto Di Carlo

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Elio Augusto Di Carlo (1918 – 1998), medico, ornitologo, storico e naturalista italiano.

Citazioni di Elio Augusto Di Carlo[modifica]

  • Dall'uomo qui cecidit ex arbore cerasae o perito sotto la caduta di un masso nel fosso di S.Martino; dal pastore di Retrosi in transumanza verso l'Agro romano, ucciso da un colpo di archibugio nelle gole del Velino presso Antrodoco, al prete di ritorno dalla Cona a Capricchia, assalito dai briganti ai piedi del Castellone; dalla vedova inconsolabile quae decipit post mortem viri sui, alla nubile quae peperit a quodam deflorata. Poi le procelle, gli uragani e i colpiti dal fulmine, le carestie con uomini e bambini morti ob ingentem famem, i terremoti ricordati con un triste tempore magni terremoti (1703). (da Alle pendici della Laga)
  • Retrosi: qui vissero gli avi miei, qui vidi la luce io stesso, mi sia consentito di parlarne, anche se non ha gloria né avvenimenti importanti. (da Alle pendici della Laga)
  • Quando muore un uomo è una vita che si spegne. Quando muore un "vecchio" (annoso avrebbe detto Edgardo[1]) è come una biblioteca che va in fiamme. Quando muore un Maestro è una guida è un uomo che si perde. (da Archivio epistolare)
  • Questa era una delle cose che non doveva mai mancare nel quadro delle nostre escursioni. Non abbiamo mai tralasciato nel cuore della notte persino la visita ai vari cimiteri dei paesi compresi nel nostro itinerario: in tal modo gufi e civette, barbagianni e allocchi e talora il gufo reale, dalla voce stentorea e (perché no) paurosa, entravano nel nostro taccuino. (da Scritti Ornitologici)

Citazioni su Elio Augusto Di Carlo[modifica]

  • Al mio primo maestro Elio Augusto Di Carlo ed a quelli che lottano per lasciare anche gli uccelli in eredità ai figli.[2] (Stefano Laurenti[3])
  • Negli anno '70 ho conosciuto e frequentato Elio Augusto Di Carlo di Cantalupo Sabino, medico e ornitologo morto nel 1998, persona di grande umanità, che mi ha insegnato a riconoscere molti canti di uccelli, a scegliere il binocolo giusto e a documentarmi su quello che scrivono gli altri. Era un reatino di notevole personalità, nato nel 1918, formatosi sotto la guida ornitologica di Edgardo Moltoni; stava abbastanza al di fuori dei contesti ufficiali, soprattutto quelli romani, ma aveva fatto un grande salto di qualità dal punto di vista ecologico-conservazionistico, che posso senz'altro testimoniare. Sono certo che ha lasciato un grande vuoto tra i giovani ornitologi laziali di allora.[4] (Bruno Massa[5])

Note[modifica]

  1. L'Edgardo a cui si riferisce nello scritto è Edgardo Moltoni.
  2. Da S. Laurenti e A.M. Paci, Avifauna dell'Umbria, serie "I Quaderni dell'Osservatorio", volume speciale, Regione Umbria, Perugia, 2017. ISBN 978-88-99250-01-0
  3. Stefano Laurenti, ornitologo e fotografo naturalista.
  4. Da Nuovo atlante degli uccelli nidificanti nel Lazio, a cura di Massimo Brunelli, Stefano Sarrocco, Ferdinando Cordi, Alberto Sorace, Aldo Boano, Stefano De Felici, Gaspare Guerrieri, Angelo Meschini e Silvano Roma, prefazione di Bruno Massa, ARP Regione Lazio, 2011.
  5. Università di Palermo, Dipartimento DEMETRA, Laboratorio di Zoologia applicata.

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