Emanuele Crialese

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Emanuele Crialese (1965 – vivente), regista e sceneggiatore italiano.

Citazioni di Emanuele Crialese[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • L'isola è la concretizzazione di una condizione esistenziale. Per lavorare, ho bisogno di "isolarmi", nel senso di rinchiudermi in me stesso. Ma anche di partire alla volta di un altrove a me sconosciuto, dove ci siano comunità unite da sempre e io venga percepito come uno straniero. Mi piace l'idea di essere uno straniero, è una dimensione costitutiva di ogni essere umano, di ogni luogo, di ogni tempo.[1]
  • Per me il dialetto costruisce mondi. È più di una lingua, è una visione. Le faccio un esempio: uno dei miei attori, per insultarmi, mi chiama "testa di pane duro". Non è più bello di qualsiasi parolaccia in italiano? Io lo vedo: il pane raffermo, la crosta cementificata... Come difendo l'uso dell'italiano nella forma scritta, così credo che in un film far parlare un contadino senza inflessioni dialettali, non solo non funziona, ma certifica la perdita di un grande patrimonio culturale.[1]
  • La conoscenza per me coincide con il movimento, sottintende l'idea di percorso, di evoluzione. A nessuno può essere negato il diritto di poter cercare altrove.[1]
  • Fa parte del mio mestiere osservare, piuttosto che venire osservato. Mi comporto sempre come uno straniero. Se diventassi un centro d'attenzione, i miei poteri di osservatore si dimezzerebbero. Non mi piace apparire, non sarei mai un opinionista. Io costruisco delle immagini, cerco di creare degli impulsi elettrici tra me, i film che dirigo e il pubblico, realizzando un circuito che mi connetta con gli altri. Vorrei che le mie immagini parlassero per me.[1]
  • Ho diversi progetti, continuo a scrivere, ho delle idee. Sto cercando... apposta sono qui in Sicilia.[2]
  • Ho trovato più talenti in Sicilia che altrove nel mondo.[2]
  • Il mio cinema parla di integrazione e diversità, mi interessano molto.[2]
  • Mi piacciono le contaminazioni, termine che però spesso viene usato in accezione negativa. Credo sia molto importante per la razza umana mischiare i contorni, altrimenti rischiamo di diventare delle celle. Contaminandoci lo sguardo diventa più genuino: andare via da casa dà una nuova visione anche nel ritorno.[2]
  • Sono un po' lento per l'industria cinematografica. Ogni film ha il suo tempo di gestazione e quando esce fuori è perché lo sento necessario.[2]
  • Per me la Sicilia ha una luce particolare, qualcosa di primordiale. Io non sono nato in Sicilia anche se mia madre è di Palermo. È come se con questa terra ci fosse un richiamo anche più lontano della mia esistenza, che appartenga alla mia memoria. Scrivo volentieri qui, c'è un'aria speciale, istintiva. Non mi va neanche di dargli un nome sennò darei dei confini che non ha.[2]

Note[modifica]

  1. a b c d Dall'intervista di Antonio Mancinelli, Emanuele Crialese, Marie Claire, settembre 2011.
  2. a b c d e f Citato in Simona Santoni, Emanuele Crialese: "Il mio cinema è contaminazione, la Sicilia la luce ispiratrice", Panorama.it, 13 giugno 2012.

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