Ermes

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Mercurio, Evelyn de Morgan, 1870

Ermes, divinità della mitologia greca e della religione greca.

Citazioni su Ermes[modifica]

  • In fondo, Ermes è l'intelletto della forza divinizzante l'uomo. Il poeta nei momenti di estro (istros = furore) – il matematico che risolve problemi arditissimi – il fisico che trova una legge e la prova – un oratore che seduce un'assemblea – un musico che incanta i suoi uditori – sono manifestazioni dell'ermes, intelletto sottile delle più alte pulsazioni ipercerebrali. (Giuliano Kremmerz)
  • In realtà sembra pure che questo nome abbia una qualche attinenza con la parola, e l'essere hermeneus ('interprete'), nunzio, ladro, ingannatore nei discorsi e trafficante è questa tutta una attività che riguarda la potenza della parola. Quello che dicevamo anche prima, l'eirein e l'uso del 'parlare'. L'altra parte poi, come anche Omero spesso dice, adopera emesato ('escogitò') che vuol dire 'macchinare', mechanesasthai. Servendosi dunque di queste due parti il legislatore ci presenta questo dio come ho mesamenos ('colui che escogitò') il parlare e la parola, il parlare infatti è eirein, e quasi ci ordina: "O uomini, colui che escogitò il parlare, è giusto che da voi venga chiamato Eiremes". Ora noi, abbellendo, come crediamo, il suo nome, lo chiamiamo Ermes. (Platone)
  • La furbizia e la slealtà che aveva dimostrato nel rubare ad Apollo le mucche lo indicavano come il perfetto dio dei furfanti, dei ladri, dei bugiardi, degli imbroglioni, dei giocatori d'azzardo, dei maneggioni, dei buffoni, dei contaballe e degli sportivi. Il lato più nobile dei bugiardi, dei buffoni e dei contaballe gli accordava una partecipazione anche nella letteratura, nella poesia, nella retorica e nell'umorismo. La sua abilità e il suo istinto gli permettevano di signoreggiare nei campi della scienza e della medicina. (Stephen Fry)

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