Ernesto Maria Ruffini

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Ernesto Maria Ruffini (1969 – vivente), avvocato italiano.

Citazioni di Ernesto Maria Ruffini[modifica]

  • Il termine "Fisco amico" non mi piace. Gli amici si scelgono. Il Fisco può essere al massimo un parente, visto che i parenti non si scelgono. Ma a patto che non sia indigesto né invadente.[1]
  • La bellezza non è una categoria applicabile alle tasse. Le tasse sono il prezzo che paghiamo per vivere in questa società.[1]
  • Lavorare per lo Stato ci insegna il senso della continuità. Ci fa capire che, nelle istituzioni, nessun risultato nasce dal nulla, ma dal tanto lavoro di chi ci ha preceduto; che il lavoro non è quello di uno solo, ma di tanti; e che gli obiettivi vanno al di là delle persone.[2]
  • Ho piacere di ricordare un grande italiano come Luigi Einaudi di cui ricorre l'anniversario dell'insediamento da presidente della Repubblica, il quale sottolineava che il “denaro dei contribuenti deve essere sacro” e, oggi più che mai, lo è anche il loro tempo. [3]
  • "Far colpo" e "far presto" sono anche i due imperativi dell’era digitale e della comunicazione nell’era di Internet, dove non è premiato il più bravo, ma il più veloce. Quando lo scopo di una proposta è essere tradotta con frenetica fretta in un post di Facebook o in un tweet piuttosto che con ponderata calma in pagine della Gazzetta Ufficiale, è inevitabile che essa prima si riduca a un condensato e poi generi decreti attuativi. [4]
  • È sempre sorprendente, quasi commovente la fiducia che gli italiani hanno negli annunci sull'abolizione o sulla riduzione di un tributo. Purtroppo, però, la finanza pubblica mostra una glaciale indifferenza per la retorica e un ostinato attaccamento all’aritmetica, preferendo alle parole quei fatti molesti chiamati numeri. Capita così di dover costatare come spesso un tributo abolito sia solo un tributo sostituito da altro tributo o prelievo; magari futuro, come le clausole di salvaguardia IVA.[5]
  • La lotta all'evasione non è un safari. Non è andando a cercare casa per casa gli evasori che si ridurrà il fenomeno, come invece si pensa quando si cede a ricostruzioni semplicistiche. In primo luogo, è impossibile: nessuna amministrazione fiscale del mondo è in grado di controllare tutti i potenziali evasori. In secondo luogo, perché l'idea che la soluzione sia nell'aumentare i controlli ex post confonde lo strumento con l'obiettivo: se si affida la civiltà degli automobilisti a un autovelox che sforna multe in serie si rischia di ritrovarsi con una montagna di multe che hanno solo registrato tale inciviltà senza curarla affatto. È stato molto più utile introdurre i tutor: quando non elevano contravvenzioni è segno che gli automobilisti hanno guidato rispettando i limiti di velocità.[6]
  • Prospettiva è quanto chiede nel film Ratatouille il gastronomo Anton Ego. Ed è quello di cui abbiamo bisogno per affrontare la sfida di una nuova Irpef, giusta, semplice, ma ben cucinata; come la ratatouille servita all’arcigno critico.[7]
  • C'era una volta e c'è ancora il federalismo, vero e semplice. Serve a unire ciò che è separato: “e pluribus unum”, come dice il motto USA. Consente di essere cittadini di un grande paese, ma di avere un governo più a portata di mano; permette, ripartendo bene le competenze, di economizzare sulle funzioni centrali e di avere servizi pubblici locali su misura. Si basa su una regola aurea: la mano che spende e la mano che tassa sono dello stesso politico. Perché solo così si tassa con misura o si spende con cura.[8]
  • Una prima esigenza è presidiare la creazione delle norme tributarie. Anzitutto chiudendo il rubinetto delle leggi o, almeno, rallentando il flusso delle loro continue modifiche. E, poi, evitando di strumentalizzare il fisco, ricordandosene solo in due momenti: prima delle elezioni per raccogliere voti, promettendo meno tasse, e dopo le elezioni per raccogliere quattrini, onde mantenere la promessa di nuove spese. Senza queste due misure, questi due accorgimenti, anche un sistema disegnato con talento e precisione sarebbe presto stravolto dall’operare congiunto di queste piaghe della politica fiscale.[9]
  • Sembra che Napoleone non abbia mai pronunciato la frase "l’intendenza seguirà", ma ciò non toglie che troppi legislatori l'abbiano presa per vera, credendo che bastasse un po' di carta inchiostrata denominata "legge" per ottenere gli effetti sperati. Una legge, invece, non è sufficiente a cambiare la realtà. Serve molto altro. È proprio nella fase di attuazione che il più delle riforme tende a perdersi, in un accavallarsi di decreti applicativi, istruzioni, interpretazioni, modelli e procedure informatiche.[10]

L'evasione spiegata a un evasore[modifica]

  • Senza risorse, senza tributi, non può esistere nessun progetto politico, non può essere scritto nessun programma di governo e non può essere raggiunto nessun obiettivo. E la scelta di come le risorse possano essere trovate è una scelta politica.
  • Il sistema fiscale riguarda tutti e deve essere compreso da tutti. Perché prima ancora di essere una questione tecnica comprensibile ad un pubblico di lettori specializzati, è una questione essenzialmente politica. È il frutto di scelte politiche. E la politica riguarda tutti e deve essere compresa da tutti.
  • Le tasse, qualunque sia il nome con il quale siamo soliti chiamarle, riguardano tutti noi. Non solo le nostre tasche, ma la nostra vita e le possibilità di realizzare i nostri progetti comuni. Sono lo strumento che abbiamo per stare insieme e per costruire la società in cui ci piacerebbe vivere. Tutti.

Note[modifica]

  1. a b Dall'intervista Ernesto Ruffini: "I cittadini non faranno più la dichiarazione dei redditi". Ecco come sarà il Fisco, repubblica.it, 11 novembre 2017.
  2. Da un messaggio ai dipendenti dell'Agenzia delle Entrate, in Agenzia delle Entrate, l'addio di Ruffini, adnkronos.com, 4 settembre 2018.
  3. Ruffini direttore delle Entrate: chi è l’uomo nuovo del Fisco che cita Einaudi, in [1], ilsole24ore.com, 6 giugno 2017.
  4. Federalismo fiscale e Regioni autonome? Ecco perché in Italia non funzionerà, in [2], corriere.it, 15 maggio 2019.
  5. Tasse locali, casa e spazzatura. Prelievo record di 9 miliardi in più, in [3], corriere.it, 4 marzo 2019.
  6. Non si stana l’evasore con il safari del fisco, in [Corriere della Sera – L’Economia], Corriere della Sera – L’Economia, 25 marzo 2019.
  7. Flat tax: il grande inganno della tassa inutile Ecco come funziona e a chi conviene, in [4], corriere.it, 25 aprile 2019.
  8. Flat Tax: Federalismo con sorpresa, in [Corriere della Sera – L’Economia], Corriere della Sera – L’Economia, 13 maggio 2019.
  9. Fisco, dobbiamo pensare in grande le miniriforme (flat tax o cassette di sicurezza) non servono, in [5], corriere.it, 23 giugno 2019.
  10. Fisco, dobbiamo pensare in grande le miniriforme (flat tax o cassette di sicurezza) non servono, in [6], corriere.it, 23 giugno 2019.

Bibliografia[modifica]

  • Ernesto Maria Ruffini, L'evasione spiegata a un evasore: anche a quello dentro di noi, Ediesse, Roma, 2013. ISBN 978-88-230-1796-2

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