Ernst Kantorowicz

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Ernst Hartwig Kantorowicz (1895 – 1963), storico tedesco naturalizzato statunitense.

Federico II imperatore[modifica]

  • Uno spirito schiettamente tedesco, germanico, avvolge lo Staufen (lo spirito che mancò totalmente a un Napoleone), facendone, nella sua pericolosità, quasi un precursore di Mefistofele, che non zoppica e non ha corna di caprone, ma va per il mondo con la chioma bionda, lo sguardo innocente e la bellezza del fanciullo di Puglia, e con armi rapite agli dei vince senza combattere. (p. 93)
  • Federico II [...] levigando e ingentilendo la lingua ordinaria, l’aveva elevata, da dialetto, a volgare illustre, a lingua della corte e della poesia; aveva strappato il volgare dalle basse sfere, riconosciuto alla lingua popolare un carattere autonomo e creato al tempo stesso la comunità del popolo in sé e quella con il sovrano «di nuova razza». Se e quanto Federico II sia stato cosciente dell’unità linguistica nel senso della ragion di stato, come lo fu per l'unità razziale, è indifferente di fronte al fatto concreto che egli, se pure non fu il creatore della lingua italiana – questo merito spetta a Dante – fu certo il più importante tra coloro che le prepararono il terreno. E anche questo si connette a un impero mondiale assolutamente unico nella storia occidentale: perché non si trova alcun monarca che abbia esercitato un simile influsso sulla lingua. (p. 293)
  • Nulla distingue e fa emergere Federico dalla schiera dei grandi sovrani, più propriamente che la serenità di spirito, eguale a se stessa anche nei momenti più terribili: quella serenità fatta spirito di chi sta sopra tutto e tutti; che, pur sulla terra, scruta da altezze celesti il mondo intero, e il proprio essere stesso: quella che, da Giove, è chiamata jovialitas: serenitas come attributo imperiale. (p. 294)

Bibliografia[modifica]

  • Ernst Kantorowicz, Federico II imperatore (Kaiser Friedrich der Zweite, 1927), traduzione di Gianni Pilone Colombo, Garzanti, Milano, 1994. ISBN 88-11-69305-5

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