Esino Lario

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Veduta aerea dei nuclei storici di Esino Lario

Citazioni su Esino Lario.

Citazioni[modifica]

  • Giace questo comune sopra un bel piano lontano da Cornova passando il monte di Cainallo quatro miglia, il qual monte gli siede in capo verso settentrione et dal monte di Varena è lontano tre miglia et è verso sera o sia dal occidente. Da Varena è lontano tre altre miglia che ha mezzogiorno et dal oriente ha diversi monti, et in parte il territorio di Lierne, pol essere di circuito questo suo territorio da sedici miglia et malagevolmente si pol circondare, è di bello, allegro et vistoso sito molto fertile et abondante di grani come formento, biade, meglio, altri leghumi, et castagne, copiosa di grassine, de fieni, et altre cose. La sua chiesa risiede sopra un alto colle, alla similitudine di un forte castello dedicata al Glorioso Martire di M. Gesù Cristo Santo Vittore, parata et ornata di quanto fa di bisogno con campanile, campane, bella casa per il loro curato, con pozzo, giardino, orto, et altre assai comodità, quindi per prati et campi, passando alla prima villa detta Piaghe si perviene, nella quale hano ancora un'altra chiesuola di Santo Giovanni Evangelista. Sono qua diverse famiglie de Pensi, de Tarri, de Ruschoni, de Arrigoni, de Calgari. Si ascende alquanto verso settentrione et si ritrova un'altra villa, detta Cresi, tanto fertile quanto la prima, ivi un'altra chiesuola di Santo Antonio Abbate si ritrova, con alcune, famiglie di Tarri, de Arrigoni, de Pensa, de Bettuzzi, de Nicchie et di Troni et altri assai quali per brevità ometto. Hanno belli monti, belli piani, bone fonti, et altre assai particolarità, con sì vago territorio, di sì aeroso sito et ritrovandosi così alto sopra quei monti, copioso de tutto quello fa bisogno al vivere humano. (Paride Cattaneo della Torre)
  • L'abitato superiore, con necropoli di incinerati che rivelano la presenza di guerrieri-pastori giustificata da necessità di difera della strada rivierasca che vi passava, era chiamato in dialetto Crées, nome celtico pure, indicante la presenza di abitazioni in pietra; quello inferiore, con sepolture più tarde di inumati era invece Piaàg, di probabile derivazione latina da plaga. Ebbene, la popolazione del primo villaggio era estroversa, allegra, malleabile, piuttosto variabile nelle opinioni e nei rapporti sociali, a costituzione familiare in cui l'uomo faceva sentire maggiormente la propria podestà; alla sera le vie del paese erano animate sino alla mezzanotte; al mattino, in compenso, gli uomini si levavano tardi e andavano al lavoro sulla montagna a giorno fatto; non era raro il caso che sue bisticciassero oggi, venendo anche alle mani, e che domani li si incontrasse a braccetto. Al contrario la gente di sotto era piuttosto taciturna, sensibilmente introversa. Se nasceva uno screzio tra famiglie, ne veniva un'avversione che durava talora per generazioni. La donna era più considerata che nell'altro villaggio e il marito le si rivolgeva con il "voi", anziché col "tu" come lassù. Al mattino – e io ho fra i ricordi della mia fanciullezza il battere a notte sul selciato sotto le mie finestre degli scarponi di chi passava – gli uomini andavano al lavoro prima che baluginasse l'alba; alla sera, viceversa, dopo le otto le vie del paese diventavano deserte. La parola data era sempre mantenuta e assai difficile era far mutar parere. [...] I diversi caratteri dei due paesi portarono, all'inizio di questo secolo, a comportamenti assai diversi di fronte alla depressione in atto. Mentre la gente di sotto emigrava piuttosto che contrarre un debito, quelli di sopra ipotecarono con facilità anche le terre, allorché accennò il ruttiamo e, buoni muratori quali erano, costruirono case d'affitto procurandosi denaro a prestito. Rimontarono la china mentre, di sotto, il paese, un tempo più fiorente per territorio ricco di campi e di boschi, si spopolava. (Pietro Pensa)
  • La Valle di Esino, la più bella e pittoresca delle Prealpi Comasche, si interna dal lago verso levante, poco a nord di Varenna, tra Perledo ed il promontorio di Vezio. Essa raccoglie le acque scorrenti dai due versanti del Monte Croce, boscosa appendice della Grigna di Moncodeno, e dalle due ininterrotte catene che stanno ad esso dirimpetto. Di queste la settentrionale, costituita dai monti San Defendente, Pizzi di Palrasco, Cassisio, Zirlaca, Cich, guarda sulla Valsassina e va dal lago al Passo di Cainallo, dal quale nasce il Torrente Vigna; la meridionale, che domina invece il territorio da Varenna a Lierna, ha quattro cime successive: il Monte Fop, lo Zucco di Stevano, il Moncucco, il Palagia, e termina alla Colmen di Calivazzo, da cui prende origine il Torrente Ontragno. Sulle ultime pendici dei Pizzi di Parlasco, là dove i due letti del Torrente Vigna e del Torrente Ontragno, non più separati dalla Catena del Croce, si riuniscono a formare la cosiddetta Val Grande, sorgono i due ridenti paeselli di Esino. Difficile è descrivere la maestosa bellezza del vasto e pittoresco territorio. Mario Cermenati lo disse "un brandello d'Egitto portato in alto". Lo Stoppani affermò che "una sera ad Esino è quanto di più poetico possa sognare un innamorato di alpini recessi". Al riparo dei venti Esino gode di un clima costante veramente privilegiato ed è indicatissimo come luogo di cura climatica durante tutto l'anno. È la località più alta, più comoda per Milano. Durante la stagione estiva i villeggianti giungono dalla città in cerca di aria fresca, quiete e riposo. La vastità e varietà della conca si presta alla residenza di persone di diversissimi gusti e in condizioni fisiche opposte: l'individuo robusto come il debole, l'alpinista principiante come il provetto, hanno modo di sviluppare la loro attività nella misura adatta a ciascuno. Durante la stagione invernale gli sciatori trovano facili campi per le loro esercitazioni e difficili escursioni per mettere a prova la loro abilità. (Fermo Magni, Guida illustrata della Valsassina[1]).
  • Quand a Crées el psciòca, a Psciàag el psciöv. (scioglilingua esinese)
Quando a Cresso (Esino Superiore) nevica, a Piacco (Esino Inferiore) piove.

Note[modifica]

  1. Citato in Hanno scritto di Esino Lario… in Valsassina Cultura, 2010.

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