Etel Adnan

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Etel Adnan nel 2008

Etel Adnan (1925 – 2021), poetessa, scrittrice e artista libanese naturalizzata statunitense.

Citazioni di Etel Adnan[modifica]

  • Anche se la nostra formazione classica ci ha dato una prospettiva dogmatica la realtà va oltre. Ormai nessuno più crede nella verità, nemmeno la scienza ci crede. Cerchi senza sperare di trovare: la ricerca è la filosofia, la ricerca è la tua vita. E non importa se non è risolutiva: è più eccitante, non c'è fine, è un pensiero aperto, è bello.[1]
  • Da parte mia, se dipingo[2]una montagna o un semplice soggetto astratto, io davvero esprimo il mio profondo amore per il mondo. Dipingere è cominciare con linee e colori: entrambi sono più innocenti delle parole. Le parole hanno un valore "sociale", generalmente hanno un significato molto chiaro ed è difficile allontanarsi da questo significato, anche quando la scrittura è fatta dei cosiddetti nonsense. Ecco perché, per me, le arti visive sono un legame diretto con il mondo e rappresentano lo strettissimo rapporto che io ho con questo. Amo le montagne, i fiumi, le strade, le nuvole e forse anche gli oceani.[1]
  • Questa consapevolezza di appartenere al mondo, credo, mi ha aiutata a non essere una fanatica, malgrado tutti i problemi del mondo arabo. Sentire la natura e esprimerlo con l'arte allontana la disperazione. Più che altro, vede, mi lega a qualcosa che c'è al di là di me stessa e che io chiamo "gli altri". Quando uno viene in un Paese arabo, certo, vede i difetti però, intimamente, si rende anche conto della profonda ingiustizia che quelle persone hanno sofferto e che continuano a soffrire. Allo stesso tempo bisogna rimanere sereni, non perdere la speranza e soprattutto non odiare. Se io riesco a far capire questo attraverso un dipinto, mi sento redenta.[3]
  • Un giorno, davanti una telecamera in uno studio televisivo, mi hanno rivolto la seguente domanda: "Qual'è la persona più importante che ha mai incontrato?", e ricordo di aver risposto: "Una montagna". Tamalpaïs era ancora al centro del mio essere.[4]

Note[modifica]

  1. a b Citato in Viviana Mazza, Quei quadri così sereni di una filosofa che non riesce a dimenticare la guerra, corriere.it, 21 settembre 2013.
  2. Nella fonte: dipinto, refuso.
  3. Dall'intervista di Roberta Scorranese, Ecco perché l'Occidente non ha mai voluto capire il mondo arabo, corriere.it, 15 gennaio 2015.
  4. Da Journey to Mount Tamalpaïs, Post-Apollo Press, Sausalito, 1986. ISBN 9780942996012. Citato in Riccardo Venturi, Etel Adnan, una vita fuori posto, doppiozero.com, 17 marzo 2019.

Altri progetti[modifica]