Ettore Gotti Tedeschi

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Ettore Gotti Tedeschi (1945 – vivente), economista e banchiere italiano.

Citazioni di Ettore Gotti Tedeschi[modifica]

  • Mi sono convertito dopo aver conosciuto Giovanni Cantoni, una delle dieci persone che hanno cambiato la mia vita.[1]
  • Se prendessimo l'1% del Pil italiano, che equivale più o meno a 15 miliardi di euro e lo destinassimo alle nuove famiglie, offrendo 30mila euro ad ogni nuovo nucleo familiare, creeremmo 500mila nuove famiglie all'anno, e se ognuna di queste famiglie avesse un figlio ci ritroveremmo con un aumento del 3% del Pil, a fronte di un investimento dell'1%[2]

Ettore Gotti Tedeschi, Il capitalismo morale. Fondazione liberal, febbraio-marzo 2001

  • Abitare poeticamente la terra è una ascesi dello sguardo.
  • Oggi si tende a sopravalutare il ruolo dell'economista, si definisce l'economia scienza e l'economista scienziato. In realtà, egli è il «sacerdote» di quel bene che è il «più», l'efficienza e – perché no? – l'accesso al net.
  • L'economia è una tecnica, avanzata e sofisticata, ma neutrale, che per essere vantaggiosa per l'uomo deve trovarlo consenziente a considerarsi importante, centrale.
  • Il primo passo per creare un'economia al servizio dell'uomo è convincere l'uomo stesso a volerlo e questo è il problema più difficile.
  • La globalizzazione sta trasformando il mondo più di tante filosofie o dottrine politiche, sta influenzando i modelli di vita.
  • Il problema del globale è «l'ignoranza», l'impreparazione dell'uomo derivante principalmente dalla sua cultura religiosa.
  • Ecco il rischio di macchiavellismo della globalizzazione senza visione morale, operare per l'uomo contro l'uomo.
  • I media presidiano le idee e creano cultura.
  • Ritengo che si debba anzitutto far riscoprire all'uomo che la vita ha un senso. E successivamente chiedere all'economia di aver un senso per l'uomo, perché solo a questa condizione può averlo anche l'economia.

Ettore Gotti Tedeschi, La Terza Guerra è già scoppiata: contro la Chiesa. La Nuova Bussola Quotidiana, 1° settembre 2015

  • Chi ha abbracciato il cristianesimo sapeva di dover distaccarsi dal mondo secondo il suo stato, sapeva di dover rinunciare, di dover sopportare le croci. Come si può pensare che il cristianesimo, da solo, senza Dio, sia sopravvissuto ed abbia fatto la storia con questi presupposti?
  • Ciò che va bene ai lupi non può andare bene agli agnelli.
  • La storia è stata fatta grazie allo sforzo di far conoscere la verità.
  • Noi cattolici abbiamo sempre pensato che Dio scrivesse la storia, e questa storia fosse quella del conflitto eterno tra gnosi e Rivelazione.
  • Se la Chiesa non fa evangelizzazione, priva persone del diritto di conoscere Cristo.
  • Se la Chiesa non fa magistero, il peccato originale esplode nel pensiero e nell'agire dell'uomo.

Note[modifica]

  1. Citato in un'intervista di Valerio Pece a Giovanni Cantoni, Tempi, anno XVI, numero 2, 20 gennaio 2010, pp. 42-44; riportata in Intervista a Giovanni Cantoni: la Chiesa, la storia, la Contro-Rivoluzione, Cescor.org.
  2. Citato in Alessandra Benignetti, A Roma la "generazione famiglia" contro gender e unioni civili, il Giornale.it, 18 ottobre 2015.

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